Chiesa in uscita (di testa) / 29
In occasione del suo settantesimo compleanno, l’arcivescovo di Colonia, cardinale Rainer Maria Woelki, ha detto che nella sua diocesi il rito romano tradizionale non riveste un ruolo di primo piano e che il novus ordo possiede una bellezza e una dignità non inferiori a quelle del rito tridentino.
Tutto normale, non ci aspettavamo niente di diverso. Che le chiese si svuotino e i giovani che riscoprono la fede guardino al rito tradizionale è un dettaglio insignificante per gli ideologi vaticansecondisti.
La vera notizia sta nel fatto che Colonia, a detta dell’arcivescovo, valuta con interesse la possibilità di creare un centro per la crescita missionaria sul modello del Gregory Centre for Church Multiplication della Chiesa d’Inghilterra.
Ora, se c’è una chiesa in stato preagonico è quella anglicana, e il cardinale che fa? Prende esempio proprio da quella per ripensare la missione.
Mentre la riscoperta della tradizione cattolica è ignorata o, al più, tollerata come una stravaganza, si guarda all’esperienza fallimentare degli anglicani per risolvere i problemi.
Nella chiesa sinodale tutto è possibile. Ma l’eventualità che una falsa religione come l’anglicana produca qualcosa di buono per accrescere e rinforzare l’identità cattolica appare un tantino fuori di testa. O no?



