Chiesa in uscita (di testa) / 50
In Spagna un conduttore radiofonico, durante una trasmissione in diretta, a un certo punto se n’è uscito con l’escalamzione “puta hostia“, espressione che per decenza non traduco. Direte: queste cose possono succedere. D’accordo. Solo che la radio in questione è cattolica. Trattasi infatti di Radio Cope, di proprietà della Conferenza episcopale spagnola.
Della bestemmia si è accorto il sito infovaticana, che ha ascoltato i programmi di Radio Cope per un giorno intero. Scoprendo, fra l’altro, che un altro conduttore, parlando di una barriera galleggiante al confine del paese, l’ha paragonata a una “muñeca hinchable“, una bambola gonfiabile per uso sessuale, e si è chiesto se un tale aggeggio respinga o attiri i migranti.
Fissati col sesso? Pare proprio di sì.
In un altro caso, infatti, la radio cattolica ha messo in onda la pubblicità di uno stimolatore sessuale ponendo agli ascoltatori la domanda: “¿Te gusta el sexo?“.
La sera, alle 21:30, un altro commentatore ha parlato di “hijos de puta de la peor especie” mentre si occupava di prostitute e protettori.
Direte: okay, non è che una radio, per il solo fatto di essere cattolica, debba trasmettere esclusivamente messe e rosari. Certo, ma qui c’è qualcosa che non funziona.
Ancora più grave è ciò che Radio Cope ha detto sull’aborto. O meglio non ha detto.
Dopo che il ministero della Salute spagnolo ha lanciato una campagna a favore dell’aborto con lo slogan “Todo estará bien” (“Tutto andrà bene”) assicurando che una ragazza di sedici anni può tranquillamente decidere di abortire, la radio ha ignorato la questione e non ha invitato alcun vescovo a parlarne.
Di aborto si è parlato durante il programma “La Linterna de la Iglesia”, ma senza mai usare parole come niño, bebé o no nacido. In compenso, si è parlato molto di “diritti” e “libertà di scelta”.
Domandina: i cattolici spagnoli sono proprio contenti del fatto che i loro vescovi foraggino una radio così in uscita (di testa)?



