Chiesa in uscita (di testa) / 51
Nella cattedrale di Colonia si è svolta una funzione ecumenica dedicata alla coesione sociale.
I relatori sono stati Dörte Diemert, tesoriere della città di Colonia, e Katrin Göring-Eckardt, politica del partito dei Verdi tedeschi. Diemert è cattolico, Göring-Eckardt protestante, e i due hanno tenuto un sermone congiunto in forma di dialogo. L’arcidiocesi di Colonia ha ampiamente pubblicizzato l’evento, organizzato dalla rete ecumenica cittadina.
Ora, la cattedrale di Colonia, come tutte le chiese, esiste ed è stata consacrata per il culto cattolico, ma gli organizzatori l’hanno utilizzata per un incontro la cui sede appropriata sarebbe stata la sala di un centro congressi.
I costruttori medievali delle cattedrali prestarono la propria opera a maggior gloria di Dio, non perché quelle pietre ospitassero ameni incontri su temi vari né tanto meno perché diventassero sede di colloqui tra cattolici ed eretici.
Nel 1928 un papa, Pio XI, dedicò un’enciclica, la “Mortalium animos”, al problema delle iniziative religiose che oscurano le differenze dottrinali in nome di un generico dialogo e di una generica solidarietà umana.
Il cattolico, nell’affrontare la questione della fraternità, non può mai prescindere dalla Verità. Pio XI stigmatizzò il comportamento di “coloro che sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione”. E chissà che cosa avrebbe detto vedendo che ora vi sono cattolici che non solo promuovono quelle riunioni ma le tengono nella casa del Signore.



