Voci del verbo sognare. Alla luce delle Sacre Scritture

In queste pagine racconto una serie di sogni, descritti nel modo più preciso possibile e commentati da un amico sacerdote che ha preferito restare anonimo.

Scrive il sacerdote: «Sono profondamente convinto che, attraverso questi sogni, il Signore ti stia parlando. Per questo ti invito a non sottovalutare ciò che stai vivendo, ma ad accogliere questi momenti con rispetto, discernimento e cuore aperto, perché Dio, spesso, sceglie vie inattese per raggiungere i suoi figli».

La Sacra Scrittura ci invita a non rispondere con superficialità. La Bibbia conosce bene il linguaggio della notte. «Dio può parlare in un modo o in un altro, ma non vi si presta attenzione. Nel sogno, nella visione notturna, quando cade il torpore sugli uomini» (Gb 33,14-15). Abramo riceve nella notte la promessa di una discendenza numerosa come le stelle; Giacobbe vede una scala che unisce la terra al cielo; Giuseppe, figlio di Giacobbe, comprende nei sogni qualcosa del misterioso disegno preparato per lui; Daniele riceve visioni che lo turbano e che chiedono intelligenza e discernimento. Nel Nuovo Testamento, Giuseppe, lo sposo di Maria, viene più volte guidato in sogno: gli viene chiesto di non temere, di accogliere, di partire, di proteggere e infine di ritornare.

Anche nei sogni più oscuri di questo libro resta accesa una fiamma. Talvolta è piccola e minacciata dal vento; altre volte cresce fino a diventare un fuoco che avvolge senza consumare. Ho pensato al roveto davanti al quale Mosè si toglie i sandali, perché comprende che quella terra ordinaria è diventata terra santa. Ho pensato alla luce che «splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Gv 1,5). Ho pensato, soprattutto, alla fedeltà di Dio, che continua a cercare l’uomo anche quando l’uomo non sa più distinguere la strada.

Queste pagine non vogliono offrire formule infallibili. L’interpretazione appartiene ultimamente a Dio, come Giuseppe dichiara davanti ai compagni di prigionia: «Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni?» (Gen 40,8). Il mio compito è stato più umile: accostare le immagini alla Parola, lasciarle illuminare dalla storia biblica e domandare quale appello potesse nascondersi dietro di esse. Non ho voluto chiudere il sogno dentro una spiegazione, ma aprirlo a un ascolto.

Aldo Maria Valli (Rho, 1958) dopo essere stato per anni giornalista Rai (vaticanista al Tg3 e al Tg1) è titolare del popolare blog «Duc in altum».

Il libro è disponibile qui nel formato cartaceo e qui nel formato Kindle.

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