Sulla morte di Alfie Evans una congiura del silenzio

Nessuna autopsia, nessun esame tossicologico post mortem, niente di niente.  Interpellato dal blogger John Allman, esperto di inchieste su morti sospette, il coroner di Liverpool ha risposto che la morte di Alfie Evans è avvenuta per «cause naturali» e quindi non c’è motivo di procedere con esami autoptici sul corpo del bambino, i cui funerali sono avvenuti ieri.

Figura tipica dei paesi anglosassoni, il coroner è più di un medico legale. Ha infatti una discrezionalità piuttosto ampia, può scegliere se investigare su un caso e come procedere nelle indagini. Inoltre dispone di fondi pubblici per realizzare le ricerche. Ma nel caso di Alfie Evans il coroner  André Rebello

https://www.coronersociety.org.uk/coroners/10105/

ha stabilito  che «Alfie Evans è morto per una causa naturale e non c’era alcun obbligo per un medico legale di indagare in base al Coroner and Justice Act  del 2009 o a qualsiasi altra legge».

La risposta si può leggere nello scambio di mail che Allman pubblica nel suo blog

https://johnallmanuk.wordpress.com/2018/05/10/alfie-evans-inquest/

e dimostra una pervicace volontà, da parte del coroner, di chiudere la vicenda in fretta, senza approfondimenti.

«Dopo la morte di Alfie – scrive Allman nella prima mail – ho cercato invano notizie sulle cause, su esami post mortem, su esami tossicologici e l’inchiesta del coroner. Così ho deciso di rivolgermi direttamente alla fonte. Sono rimasto scioccato da ciò che ho appreso».

Anche se in modo formalmente cortese, il coroner dice in sostanza ad Allman di stare alla larga: infatti, prima gli chiede perché si interessa al caso,  poi afferma che siccome «Alfie Evans è morto per una causa naturale» non c’è alcun obbligo di procedere con un’indagine.

Allman tuttavia non molla la presa e insiste. Vuole sapere quale è stata la «causa naturale» della morte di Alfie, tanto più che la sua malattia è stata definita «sconosciuta». Se non si ritiene di procedere con un’indagine, si presume che ora la causa sia nota: dunque qual è nello specifico?

Allman chiede di visionare i documenti e in particolare la copia del certificato di morte,  ma Rebello risponde affermando che rispetto alla mail precedente non c’è nulla da aggiungere: non ci sono state indagini da parte del coroner e per ottenere l’informazione richiesta Allman deve rivolgersi al locale ufficio che registra i decessi.

Nuova mail di Allman che insiste e nuova risposta del coroner, questa volta un po’ meno evasiva. Riferisce infatti che «a seguito di indagini preliminari, la corte ha stabilito che questa morte non richiede un’inchiesta del coroner». Inoltre, dice,  la comunicazione di Allman «non fornisce alcuna nuova informazione rispetto al materiale dettagliato a cui il tribunale ha avuto accesso». «La morte – ripete – è registrata come morte per cause naturali» e «poiché non vi è alcuna indagine del coroner, sarebbe inopportuno che il tribunale condividesse con lei informazioni private sulla famiglia». La registrazione del decesso, conclude, «è comunque di dominio pubblico in quanto chiunque può richiedere un certificato di morte».

Tutto chiaro? Per niente. Intanto veniamo a sapere che ci sono state «indagini preliminari» e poi sarebbe interessante conoscere il testo del documento redatto dal tribunale. Infatti Allman lo chiede:  «Per favore, posso avere una copia dell’ordine o della decisione del tribunale, che lei ha menzionato, secondo cui la morte di Alfie Evans non richiede un’indagine da parte del tribunale?». Poi aggiunge: «Se lo sa, la prego di indicare se c’è stata un’autopsia».

Ed ecco la risposta del coroner Rebello: «Caro signor Allman, anche nel caso in cui ci fosse stata un’indagine del coroner, non sarei stato dell’opinione che ci sia da parte sua un legittimo interesse in questa materia, così da fornirle informazioni  al riguardo».

Rebello si dice soddisfatto della spiegazione secondo cui la morte è avvenuta per cause naturali, ovvero per una malattia incurabile, il che ha consentito di registrare la morte del bambino senza un’indagine del medico legale. Infine, dopo aver fatto riferimento al diritto alla riservatezza e alla privacy per i cittadini e le loro famiglie, e aver sostenuto che il rapporto con i medici è privato, il coroner ricorda che certe questioni diventano di pubblico dominio solo se il tribunale stabilisce che sia necessaria un’indagine. Conclusione:  «Non intendo discutere con lei questi problemi o altre questioni che ha sollevato. Come coroner, ho i miei doveri e sarebbe inappropriato per me spiegare di più».

Tutto finito? No, perché Allman scrive di nuovo. E obietta: lei dice di essere rimasto soddisfatto della spiegazione secondo cui Alfie è morto per cause naturali, per una malattia diagnosticata come incurabile. Allora mi dica per favore il nome di questa malattia, altrimenti la causa della morte è sconosciuta. «Se lei permetterà la distruzione del corpo di Alfie, con la cremazione o con la sepoltura, e senza autopsia, sarà complice nella distruzione delle prove che potrebbero stabilire la vera causa della morte di Alfie».

Allman accenna anche a una possibile richiesta di emergenza per la revisione della decisione del coroner, per ragioni che dovranno essere scritte con cura, così da evitare la distruzione delle prove, e scrive: «Incoraggiandola a riconsiderare una decisione che potrebbe semplicemente essere stata frettolosa, piuttosto che sinistra, come alcuni affermano, le sto facendo un favore. Sono suo amico, anche se in questo momento lei è incline a pensare a me come una spina nel fianco».

Risposta finale del coroner: «Caro signor Allman, grazie. Lei non è una persona interessata a questa materia. Ho già detto che non avrei discusso la questione con lei. Se si desidera conoscere la causa di morte registrata, questa è disponibile al pubblico presso il servizio di registrazione. Non ho altro da aggiungere. Non intendo rispondere più a questa domanda».

A lifesitenews

https://www.lifesitenews.com/news/alfie-evans-buried-today-with-no-coroners-investigation-no-toxicology-repor

Allman dice: «Ho intenzione di combattere per la revisione giudiziaria della decisione del coroner, e intendo di farlo bene. C’è un sacco di gente che pensa che stia succedendo qualcosa di strano».

Anche lifesitenews si è rivolto al coroner di Liverpool, ottenendo però la medesima risposta: «A seguito di indagini preliminari, la morte di questo bambino è stata registrata presso il servizio di registrazione locale. Sono convinto che non ci sia il dovere di indagare in base al Coroner and Justice Act 2009. Non posso commentare le congetture dei media».

Cancellare il più rapidamente possibile ogni traccia di quanto accaduto, così che non sia più possibile indagare alla ricerca della verità. Questa sembra essere la parola d’ordine a Liverpool.

Aldo Maria Valli

 

 

 

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come la chiesa modif

COME LA CHIESA FINÌ

 

di Aldo Maria Valli

PAGINE 180

PRIMA EDIZIONE 2017

SECONDA RISTAMPA 2018

16 

Un racconto distopico. Nel Mondo Finalmente Unificato non c’è libertà e non ci sono religioni. Il Re­gime universale imposto da Co­loro che Amano assicura una stabilità che è totale asservimento. La causa di tale in­voluzione è il pro­gres­sivo dissolversi della Chiesa cat­to­lica. Essa infatti, in nome di un ma­linteso senso dell’apertura, non più ba­luardo a difesa della verità, ha in­trapreso un per­­corso di adesione alle idee dominanti. Non ne avremmo me­moria se un isolato te­­­­sti­mone, il Can­­to­re Cieco, sfidando i ferrei controlli del Regime, non avesse deciso di narrarne la storia. Veniamo così a co­noscere le vicende che hanno de­terminato la conversione della Chiesa cattolica nella Nuova Chiesa Anti­dog­matica, così conciliante ed ecu­me­nica da giungere a proclamare il Super­dogma del Dialogo. Vicende che, scandite dal succedersi di papi tutti curiosamente di nome Fran­cesco, conducono a un ri­sultato inevitabile: la fine della Chiesa. O al­meno così sem­bra.

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