Quando McCarrick diceva: “Bergoglio, friend of mine”

È l’11 ottobre 2013. Nella Villanova University, il più antico e prestigioso ateneo cattolico della Pennsylvania (lo Stato americano nel quale un gran giurì ha portato allo scoperto abusi sessuali commessi da circa trecento preti su un migliaio di vittime) l’allora cardinale Theodore McCarrick (oggi riconosciuto colpevole di ripetuti abusi sessuali su seminaristi) tiene una conferenza dedicata a papa Francesco e alla sua recente elezione.
Durante la conferenza (il video è a questo link su youtube: https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=b3iaBLqt8vg) McCarrick conferma di essere amico di lunga data di Jorge Mario Bergoglio (“Bergoglio was a friend of mine”), e spiega di avere avuto spesso occasione di vederlo e salutarlo sia per le relazioni di amicizia con la comunità argentina di Washington sia perché, prima che il cardinale argentino fosse eletto papa, lui, McCarrick era il numero 67 nel protocollo del collegio cardinalizio, mentre Bergoglio era il nunero 72 e dunque c’era una contiguità.
McCarrick però non si limita a questo. Aggiunge infatti che nel periodo precedente al conclave (si parla ovviamente di quello del 2013, seguito alla rinuncia di Benedetto XVI), quando lui ancora non pensava a una possibile candidatura di Bergoglio, un italiano molto influente, un “gentleman”, dunque un laico, visitò lo stesso McCarrick per parlargli del cardinale argentino e riferirgli che l’arcivescovo di Buenos Aires, se eletto papa, avrebbe potuto riformare la Chiesa nel giro di cinque anni.
Il tono di McCarrick nella conferenza è disteso, ricco di battute. Il cardinale è contento per l’elezione di Francesco e non lo nasconde. Tiene a sottolineare la sua amicizia nei confronti del papa e utilizza alcune delle espressioni che poi diverranno abituali negli interventi del nuovo pontefice: la Chiesa che deve andare verso le periferie, l’attenzione per i poveri.
Insomma, McCarrick sottolinea la sua confidenza e la sua consonanza con il nuovo papa. Tanto che a un certo punto, nel corso della conferenza, chiede apertamente a Bergoglio di cambiare profondamente il collegio cardinalizio, l’episcopato e la stessa curia romana. Non solo. McCarrick si dice certo che nel corso dei prossimi due anni (dunque dal 2013 al 2015) papa Bergoglio sarà in grado nominare cardinali simili a lui, così da consentire il profondo cambiamento auspicato. Spero, dice McCarrick, che questo papa “cambierà il papato”.
Il video (un grazie al sito http://blog.messainlatino.it/ per averlo messo a disposizione) è eloquente e non ha bisogno di molti commenti. Viene spontaneo a questo punto pensare al memoriale di monsignor Carlo Maria Viganò, laddove l’ex nunzio negli Usa racconta tutta la sua sorpresa nel vedere il cardinale McCarrick (già sanzionato da Benedetto XVI) girare indisturbato, e compiaciuto, per Casa Santa Marta dopo l’elezione di Francesco, e nell’apprendere dallo stesso McCarrick che il papa l’aveva già ricevuto. E naturalmente viene spontaneo pensare all’altro episodio raccontato da Viganò, quando rivela che il 23 giugno 2013, a bruciapelo, il papa gli chiese che cosa pensasse di McCarrick e poi, dopo che il nunzio gli disse che sul cardinale c’era un corposo dossier alla Congregazione per i vescovi, Bergoglio cambiò immediatamente discorso.
Quando si mette l’accento su questi nodi c’è sempre chi obietta: basta con gli attacchi proditori contro Francesco; si dimentica che è stato proprio lui l’unico a sanzionare concretamente McCarrick accettando la rinuncia alla porpora e ordinandogli di ritirarsi nella preghiera.
Verissimo. Ma quando il papa ha preso questi provvedimenti McCarrick, riconosciuto colpevole dei suoi odiosi crimini e peccati, era ormai totalmente screditato e perciò indifendibile.
A questo punto la vera domanda è: non sarebbe il caso che, in nome di quella trasparenza e quella parresia sempre invocate, si dicesse una parola chiara sulle liaisons dangereuses McCarrick-Bergoglio?
Intanto l’arcidiocesi di Washington ha confermato http://www.catholicherald.co.uk/news/2018/08/31/seminarians-were-mccarrick-aides-amid-abuse-investigation/) che ai seminaristi era permesso prestare servizio come assistenti all’arcivescovo Theodore McCarrick mentre egli era indagato per presunti abusi sessuali su un adolescente.
Nel 2011, McCarrick si trasferì da una canonica parrocchiale ad una casa adiacente al seminario dell’Istituto del Verbo Incarnato, a Chillum, Maryland, nell’arcidiocesi di Washington.
Secondo quanto riferito da due ex seminaristi dell’Istituto, quando McCarrick viveva nella residenza separata gli fu subito assegnato come assistente un prete che viveva con lui.
I documenti dell’arcidiocesi confermano la circostanza e un portavoce ha detto che è probabile che l’arcidiocesi stessa abbia pagato per il mantenimento degli assistenti.
Secondo gli ex seminaristi, nonostante l’Istituto avesse uno stile di vita austero, McCarrick aveva a disposizione menù da vip per i suoi pasti. Inoltre McCarrick ordinò sacerdoti dell’Istituto, sia a Washington sia all’estero.
L’Istituto del Verbo incarnato fu fondato nel 1984 in Argentina da padre Carlos Miguel Buela, il quale nel 2010 si è ritirato in seguito al sospetto che avesse abusato di seminaristi, accuse riconosciute vere dal Vaticano nel 2016.
Aldo Maria Valli

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