Inchiesta sugli abusi. Ora negli Usa scende in campo il governo federale

Il Dipartimento di giustizia americano ha avviato indagini sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica avvenuti nello Stato della Pennsylvania. Lo riportano i media degli Stati Uniti, secondo i quali tutte le diocesi dello Stato hanno confermato di aver ricevuto mandati per la presentazione di documenti conservati negli archivi.
È la prima volta che il governo federale degli Stati Uniti interviene in casi di abusi sessuali commessi da esponenti della Chiesa. Finora infatti i casi erano sempre stati gestiti dai singoli Stati e dalle autorità locali.
“La diocesi di Pittsburgh ha ricevuto il mandato dal Dipartimento di giustizia e coopererà con le indagini sugli abusi”, conferma padre Nicholas S. Vaskov, portavoce della diocesi.
I mandati fanno seguito alla pubblicazione del rapporto sugli abusi sessuali redatto dal gran giurì della Pennsylvania, un documento di millequattrocento pagine, risultato di anni di indagini.
Il gran giurì presso la procura della Pennsylvania, guidata dal procuratore generale Josh Shapiro, ha rivelato che almeno a partire dagli anni Quaranta dello scorso secolo centinaia di preti hanno abusato di migliaia di fedeli, spesso minorenni, mentre i prelati loro superiori li hanno sistematicamente coperti.
Il rapporto, il più completo mai realizzato da un ente governativo negli Stati Uniti su casi di abusi, raccoglie un’enorme quantità di testimonianze e documenti, che svelano il meccanismo delle coperture messo in atto dalle autorità della Chiesa per minimizzare o insabbiare. Alcuni esponenti della Chiesa coinvolti non solo sono rimasti al loro posto, ma hanno scalato posizioni nella gerarchia, come nel caso del successore di Theodore McCarrick a Washington, il cardinale Donald Wuerl (settantotto anni il prossimo 12 novembre), le cui dimissioni sono state accettate dal papa soltanto pochi giorni fa.
Secondo due fonti che hanno parlato con l’Associated Press a condizione di mantenere l’anonimato, l’iniziativa del Dipartimento di giustizia segnerà un salto di qualità nell’indagine, considerati i suoi poteri.
“Si tratta di un fatto pionieristico”, commenta Marci Hamilton, direttrice accademica di Child Usa, think tank interdisciplinare che ha lo scopo di studiare e prevenire i casi di abuso e abbandono dei minori. “Finora infatti – spiega Hamilton – il governo federale era rimasto completamente in silenzio circa le indagini a carico di esponenti della Chiesa cattolica”.
Almeno sette delle otto diocesi cattoliche della Pennsylvania (Filadelfia, Pittsburgh, Scranton, Erie, Greensburg, Allentown e Harrisburg) hanno ammesso di aver ricevuto citazioni in giudizio e hanno dichiarato di voler collaborare con i funzionari del Dipartimento di giustizia.
“La citazione non è per noi una sorpresa, considerando l’orribile condotta delle autorità ecclesiastiche, dettagliata nel rapporto del gran giurì in tutto lo Stato”, dice in una nota la diocesi di Greensburg. “I sopravvissuti, i parrocchiani e l’intera opinione pubblica vogliono vedere che ogni diocesi ha intrapreso un’azione radicale, decisiva e di grande impatto. Riteniamo che questa sia un’altra opportunità per rendere la diocesi più trasparente. Ci consideriamo un partner delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di eliminare gli abusi”.
Obiettivo del procuratore degli Stati Uniti William McSwain di Filadelfia, che ha emesso le citazioni, è verificare se seminaristi, sacerdoti, vescovi o altri abbiano commesso crimini di rilevanza federale. McSwain, nominato dal presidente Donald Trump all’inizio di quest’anno, chiederà ad alcuni esponenti della Chiesa cattolica di testimoniare dinanzi a un gran giurì federale a Filadelfia, ma potrebbero passare mesi prima che ciò avvenga, data la mole di documenti da studiare.
McSwain ha chiesto ai vescovi di consegnare qualsiasi prova utile alle indagini, comprese eventuali immagini scaricate e utilizzate tramite telefono o computer.
“Sono elettrizzato all’idea che si possa indagare in profondità. Ora il governo federale degli Stati Uniti metterà tutto il suo peso e le sue risorse nelle indagini”, ha dichiarato Shaun Dougherty, quarantotto anni, di Johnstown, che ha riferito alle autorità di essere stato molestato da un prete quando era ragazzo.
Anche due diocesi cattoliche di rito orientale della Pennsylvania hanno ammesso di essere sotto inchiesta.
Se i pubblici ministeri federali riuscissero a dimostrare che i responsabili della Chiesa hanno sistematicamente coperto preti abusatori negli ultimi cinque anni, le diocesi potrebbero essere accusate anche in base al Racketeer and Corrupt Organisations Act, o Rico, legge originariamente approvata per combattere il crimine organizzato e in particolare la mafia.
Si tratta di una “grande escalation” nel controllo governativo sulla Chiesa, dichiara Rod Dreher, scrittore e giornalista che da anni segue le vicende legate agli abusi. “La decisione di lanciare una simile indagine, anche se limitata a un singolo Stato, è degna di nota perché il governo federale finora aveva sempre evitato di affrontare le accuse secondo cui la Chiesa per decenni avrebbe nascosto la portata del problema dell’abuso sessuale tra i suoi sacerdoti, permettendo agli abusatori di continuare a lavorare e vivere indisturbati nelle comunità”.
“È uno sviluppo sorprendente, mozzafiato e molto gradito”, dichiara Michael Dolce, un avvocato che rappresenta vittime di abusi sessuali.
Aldo Maria Valli

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