Germania. Il Vaticano dà il via libera al rettore gesuita pro Lgbt

Il gesuita Ansgar Wucherpfennig, da tempo a favore della benedizione per coppie omosessuali, può assumere la carica di rettore dell’università cattolica Sankt Georgen di Francoforte. Il Vaticano ha dato il via libera e sia il superiore generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa, sia la provincia tedesca dei gesuiti hanno confermato.

Nello scorso febbraio Wucherpfennig era stato rieletto per la terza volta rettore della Hochschule di Sankt Georgen, dove le diocesi di Amburgo, Hildesheim, Limburg e Osnabrück formano i candidati al sacerdozio, ma non aveva ricevuto la conferma da parte del  Vaticano. Il problema riguardava in particolare un’intervista del 2016, nella quale il teologo aveva definito le condanne bibliche dell’omosessualità come “formulate in parte in maniera fuorviante”, e il fatto che il gesuita in passato ha benedetto coppie omosessuali con una sorta di rito speciale.

La mancata conferma del Vaticano aveva suscitato proteste in alcune diocesi tedesche e anche fra i gesuiti. In una dichiarazione comune il provinciale dei gesuiti in Germania, padre Johannes Siebner, e il vescovo di Limburg, Georg Bätzing, si erano dichiarati “pienamente a sostegno” di padre Ansgar Wucherpfennig. Inoltre Il presidente federale della Bdkj, la Federazione dei giovani cattolici tedeschi, Thomas Andonie, aveva esortato papa Francesco a intervenire personalmente per concedere il nulla osta e aveva definito un abuso di potere il mancato via libera.

È stato lo stesso padre Wucherpfennig in alcune dichiarazioni pubbliche a confermare di aver benedetto coppie omosessuali e di essere favorevole all’ordinazione diaconale per le donne, ma si è trattato, ha precisato su richiesta del Vaticano, di posizioni personali. La sua speranza come studioso e come cristiano, ha detto, è comunque che su questi temi l’insegnamento della Chiesa possa aprirsi e svilupparsi.

Dopo la conferma di padre Wucherpfennig da parte di Roma, il provinciale dei gesuiti tedeschi Johannes Siebner si è detto “sollevato” ed ha ringraziato il superiore generale padre Sosa per il suo impegno. “Io sono assolutamente a favore del rettore eletto”, ha dichiarato Siebner. “Egli gode della mia piena fiducia. La sua amministrazione degli ultimi quattro anni, la sua teologia, la sua appartenenza ecclesiale, totalmente incontestabile, e la sua personale integrità non lasciano il minimo dubbio sulla sua idoneità”.

Da parte sua il vescovo di Limburg Georg Bätzing ha definito Wucherpfennig “un teologo brillante, sempre integro e leale nei confronti della Chiesa”.

L’accordo con il Vaticano, come spiega la Frankfurter Allgemeine Zeitung (http://www.faz.net/aktuell/rhein-main/vatikan-bestaetigt-wucherpfennig-als-hochschulrektor-15892741.html) prevede l’impegno da parte di padre Wucherpfennig di pubblicare articoli nei quali dovrà chiarire ulteriormente e presentare i risultati della sua ricerca scientifica “in leale e creativa continuità con l’opinione fondamentale della Chiesa su entrambe le questioni”, tuttavia padre Wucherpfennig finora non ha mai disconosciuto le sue posizioni circa la possibilità di ordinazioni diaconali femminili e un rito speciale per la benedizioni delle coppie gay, coppie che a suo giudizio possono dar vita a relazioni “virtuose”. Né ha fatto marcia indietro rispetto alle interviste nelle quali ha ripetutamente criticato il modo in cui la Chiesa si occupa di omosessuali e donne.

Quando padre Wucherpfennig spiegò di aver benedetto coppie omosessuali e disse che “gli omosessuali hanno trovato il loro posto nella Chiesa, anche come membri critici”, un noto blogger cattolico tedesco, Mathias von Gersdorff, affermò: “Wucherpfennig è noto per le sue stravaganti posizioni teologiche e queste tristi dichiarazioni dimostrano una volta di più come certi circoli ecclesiastici in Germania vogliano ignorare il magistero cattolico e la pratica della Chiesa universale per dar vita a una via speciale tedesca”.

Ora questa “via speciale tedesca” rappresentata da Wucherpfennig ha ricevuto anche il nihil obstat del Vaticano.

Aldo Maria Valli

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