Caro Gesù Bambino…

In questa vigilia di Natale ho chiesto ad alcuni amici di inviarmi le loro letterine a Gesù Bambino.

Ve le propongo qui sotto. Sono state scritte da autori che voi, frequentatori di Duc in altum, conoscete bene: Ettore Gotti Tedeschi (economista e banchiere, già presidente dello Ior), don Alfredo Morselli (teologo e parroco nel Bolognese), dom Giulio Meiattini (monaco benedettino dell’Abbazia della Madonna della Scala a Noci), Alessandro Gnocchi (www.riscossacristiana.it), Marco Tosatti (www.marcotosatti.com), Giuseppe Rusconi (www.rossoporpora.org) e una monaca di clausura.

A ciascuno di loro ho proposto di dire in poche righe che cosa chiedono a Gesù che nasce.

Da parte mia, buon Natale a tutti, di cuore, con le parole di sant’Alfonso Maria de’ Liguori: “Vi amo Gesù mio. Voi siete e spero che sempre avete da essere l’unico amore mio. A Voi dono tutto il mio cuore, o mio Gesù; solo Voi voglio amare; e voglio invocarvi quanto più spesso potrò. Voglio morire col vostro nome in bocca, nome di speranza, nome di salute, nome di amore”.

A.M.V.

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“Ti prego, illumina e ispira coloro che tu sai”

Caro Gesù Bambino, per questo Natale ti chiedo  anzitutto che gli uomini di Chiesa ti  rispettino (rispettando così anche  la dignità del loro stato)  e ti  risparmino la trasformazione in figlio di immigrati  lasciati al freddo e al gelo per colpa di cattivacci tradizionalisti, razzisti e xenofobi. Poi vorrei anche chiederti qualcosa  di provocatorio. Ti prego, illumina e  ispira coloro che  tu sai, affinché comprendano che parlare continuamente e quasi unicamente di temi quali povertà, migrazioni e ambiente, senza mai prenderne in considerazione le vere cause morali, invece di aiutare e risolvere i problemi aggrava la situazione. Ciò perché non è possibile fare una prognosi se non si è fatta prima la diagnosi. Caro Gesù Bambino,  è importante che proprio oggi gli uomini si ricordino perché fosti chiamato il Salvatore. Si direbbe che oggi si sia arrivati a pensare  che non  abbiamo bisogno di esser salvati da nessuno, perché  non c’è nulla da cui dover esser salvati. È forse per questo che la tua divinità nel presepe viene confusa con  esempi quasi blasfemi?  Poi magari suggerisci, sempre a coloro che  tu sai , prudenza, così che capiscano che nel magistero non ci può essere spazio solo per una generica misericordia, come se la dottrina fosse una cosa  vecchia e obsoleta, qualcosa che divide, crea conflitti ed è applicata solo in modo  formale ed apparente da   si e no  quattro incauti fanatici  tradizionalisti. Grazie!

Ettore Gotti Tedeschi

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“Se non potete darmi la Vostra frusta, datemi la Vostra Croce”

Caro Gesù Bambino, per questo Natale Vi chiedo una frusta come la Vostra per… d’accordo, certe cose le potete fare solo Voi e non oso chiedervi un permesso per i “casi particolari” dopo “discernimento”, “accompagnando” la suddetta frusta finché non si “integri” con la schiena di qualcuno, spedendolo all’”ospedale da campo”. Col Nuovo Testamento certe cose non si possono più fare; inoltre oggi anche i profeti di Baal sarebbero invitati a Bose, e Gezabele avrebbe un posticino all’Accademia per la vita. Allora Gesù, se non potete darmi la Vostra frusta, datemi la Vostra Croce, il Vostro Fuoco, la Vostra Madre, e fatemi santo, perché, assieme a tanti fratelli, “non io ma la grazia di Dio che è con me” possa indurVi ad abbreviare questa già troppo lunga notte. Grazie!

Don Alfredo M. Morselli

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“Tempeste di fuoco e di bufera c’è da sostenere per scorgere il tuo Volto”

Caro Gesù Bambino, per questo Natale ti chiedo…

Tanti a Natale t’invocano

– sempre di meno –

con questo nome tenero

di carni morbide e riccioli d’oro.

E per l’intero Avvento

“Signore vieni”, si prega,

ingenuamente

con insistiti canti.

Ma pochi vedono o almeno sanno

che l’infantile tua dolcezza

è come la brezza

quieta e silente

che Elia udì sul santo monte

e che tempeste di fuoco

e di bufera c’è da sostenere

per scorgere il tuo Volto,

di eterno fanciullo indifeso.

… per questo Natale ti chiedo:

dacci di sostenere il tuo Peso.

Dom Giulio Meiattini, osb

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“Fammi abbracciare mio papà e mia mamma”

Caro Gesù Bambino, per quest’anno ti chiedo la possibilità di abbracciare mio papà e mia mamma e, ora che non sono più qui, di dire loro tutto quello che non sono riuscito a dire quando erano vivi. Ti chiederei di averli con me fino al Natale prossimo, quando penso che sentirei il bisogno dello stesso regalo. Caro Gesù Bambino, in questo mondo vigliacco, dove ognuno pensa solo a se stesso, abbiamo bisogno di qualcuno che si occupi un po’ di noi e ci voglia bene senza chiedere niente in cambio. Io, in realtà, quel qualcuno l’ho avuto, ma me ne rendo conto solo ora che è tardi. Fammi il regalo di poter dire grazie a mio papà e mia mamma. O, almeno, questo grazie portaglielo Tu. E, anche se non penso di meritarlo, fa’ che somigli un po’ a loro.

Alessandro Gnocchi

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“Donami ingenua fiducia…”

Caro Gesù Bambino, chiedo cose impossibili, e lo so. Ho appena finito di leggere il discorso del Pontefice regnante alla Curia romana, e le sue forti parole sugli abusi. Te le riporto, tante volte non le avessi lette: “Cari fratelli e sorelle, sia chiaro che dinanzi a questi abomini la Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti. La Chiesa non cercherà mai di insabbiare o sottovalutare nessun caso”. Ti chiedo, caro Gesù Bambino, di darmi quell’ingenua fiducia che mi permetta di credere a quello che dice, e che troppo spesso – per non dire sempre – è diverso da quello che fa o fa fare. Ti chiedo che risponda alle domande poste da monsignor Viganò su McCarrick: quando ha saputo che era un furfante, e perché, se l’ha saputo, l’ha usato e favorito? Ti chiedo che chiami monsignor Viganò e lo ringrazi per il suo coraggio, e lo faccia Segretario di Stato per ripulire la Chiesa. Troppo? Me lo immaginavo. Grazie egualmente.

Marco Tosatti

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“Ti prego, sconvolgi i malvagi fino alla conversione”

Caro Gesù Bambino, tante cose avrei da chiederti, ma devo farla breve. Vorrei che Tu, non da brezza leggera, ma da uragano, sconvolgessi fino alla conversione trafficanti, spacciatori grandi e piccoli, consumatori di droga, cattivi maestri che avvelenano la gioventù e imperversano nei media e nel mondo dello spettacolo, così che già da subito valorizzino i loro talenti invece di perdersi nel loro cinismo o nella loro disperazione. Vorrei che Tu, con il Tuo calore, riscaldassi il cuore e la mente di tutti coloro che la guerra ha costretto ad abbandonare le case, convincendoli che un ritorno nella dignità è possibile. Vorrei che Tu illuminassi del Tuo sorriso, regalando loro la luce e la forza della speranza, quelle persone che in casa sono confrontate quotidianamente con un coniuge estraniato, un fratello malato, i genitori da accudire, i figli da crescere, un lavoro da onorare. Vorrei… Grazie!

Giuseppe Rusconi

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“Abbi pietà della tua Chiesa”

Caro Gesù Bambino, è arrivato un altro Natale, il giorno della tua venuta in mezzo a questa povera umanità. Ti scrivo come ogni anno, ma quest’anno ho una richiesta particolare da farti.

Gesù Bambino, abbi pietà della tua Chiesa.

È una richiesta che ti faccio per la tua Chiesa, per coloro che attraverso il Battesimo sono uniti a te misticamente come il Corpo al Capo. Te la faccio per la Chiesa perché è attraverso la Chiesa che la salvezza giunge e può giungere all’umanità intera. È attraverso la Chiesa che la tua grazia arriva a tutti gli uomini.

Gesù Bambino, abbi pietà della tua Chiesa.

Signore Gesù, tu lo sai, ma te lo voglio ancora sussurrare. Stiamo vivendo un periodo unico nella storia della Chiesa, siamo smarriti, a volte sconvolti, siamo sempre addolorati, a volte spaventati, e ci sembra di vivere come in un sogno, anzi in un incubo. Spesso durante il giorno ci chiediamo nel nostro cuore e ce lo domandiamo a vicenda: è vero? sta capitando veramente? e sempre dobbiamo risponderci: si, è vero, questo momento drammatico e decisivo è reale e lo stiamo vivendo proprio noi, con le nostre debolezze e povertà.

Gesù Bambino, abbi pietà della tua Chiesa.

Questo 2018 ha segnato la vita di tutti i fedeli in modo indicibile, e ha portato la Chiesa a varcare una soglia da cui è impossibile tornare indietro. Siamo ancora increduli per tutto questo, te lo ripeto, caro Gesù Bambino.

Gesù Bambino, abbi pietà della tua Chiesa.

Ti chiedo dunque ciò che più mi sta a cuore: di risvegliare nella tua Chiesa il desiderio per l’incontro con te. Risveglia nel cuore dei tuoi fedeli il desiderio dell’incontro con te, il gusto per le cose del cielo. Solleva i nostri sguardi dal basso di quaggiù e dalle attrazioni del mondo ai desideri immensi del cielo, permettici di guardare ancora con speranza al futuro, il futuro della Chiesa.

Gesù Bambino, abbi pietà della tua Chiesa.

Donaci di sentire i tuoi Sacerdoti parlare ancora di cielo e non di terra, permettici di vedere in essi la tua presenza santissima. Non contenti di questa mediocrità, metti nel cuore degli uomini di Chiesa l’insoddisfazione, perché si elevino al Cielo, dove – come dice Santa Teresa del Bambino Gesù – “L’aria è più pura”.

E come al mare in tempesta, davanti a Pietro, grida ancora una volta: “Taci, calmati” e ridonaci la tua Sposa immacolata, ridonaci l’ansia per la salvezza delle anime.

Gesù Bambino, abbi pietà della tua Chiesa.

Una monaca di clausura

 

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