“Don Alessandro, in ginocchio ti supplico…”

In merito a uno dei commenti pubblicati oggi nel mio blog all’intervista che mi è stata concessa da don Alessandro Minutella ho ricevuto la richiesta di pubblicare la lettera che potete leggere qui sotto.

Ritengo giusto tuttavia sottolineare che d’ora in poi, dopo aver ospitato un civile confronto di idee (che spero abbia fornito ai lettori la possibilità di cogliere il senso delle posizioni in campo), il blog non si presterà a fare da luogo di confronto tra opposti “partiti” pro e contro don Minutella.

Grazie a tutti.

A.M.V.

***

Carissimo Aldo,

il mio commento all’intervista che lei ha fatto a don Alessandro Minutella ha suscitato reazioni di varia natura. Vorrei che ora pubblicasse questa fraterna risposta.

Perdono con tutto il cuore  coloro che su Radio Domina oggi non hanno detto la verità e mi hanno offeso. Anzi, invio a tutti la mia benedizione.

Confermo tutto ciò che ho dichiarato nel mio commento, senza nulla togliere, soprattutto per quanto riguarda l’errore gravissimo in cui è caduto Don Alessandro Minutella asserendo che la Messa celebrata una cum Francisco è invalida.

Devo fare questi chiarimenti:

il mio nome è Padre Fabiano: se ho inizialmente taciuto il mio nome non è stato per viltà né per mancanza di onestà, ma perché così mi pareva giusto davanti a Dio, in base a motivi strettamente personali che le persone a me estranee non possono conoscere;

ho esercitato il ministero di esorcista ufficiale  in una diocesi italiana negli anni 2000-2008, però il mio mandato è scaduto e non ho ricevuto alcun mandato nella Diocesi di Perugia in cui  più tardi mi sono trasferito e in cui tuttora mi trovo (dal 2011 in poi); quindi non risponde al vero l’affermazione: “Padre Fabiano è esorcista presso la Diocesi di Perugia”; tengo a sottolineare che se non ho il mandato o consenso del Vescovo non faccio assolutamente gli esorcismi, perché ogni esorcista sapiente sa che agire contro l’obbedienza significa venire  attaccato pesantemente da satana;

sono eremita francescano ufficialmente riconosciuto dalla competente Autorità della Chiesa a norma del can. 603, vivo nella solitudine di un eremo, ma per mancanza di sacerdoti la domenica esercito il ministero pastorale in una piccola parrocchia dietro richiesta del Vescovo: ciò non contrasta con la vocazione francescana (san Francesco alternava dei periodi di silenzio e preghiera nella solitudine con momenti di apostolato);

uso i cosiddetti social per necessità (non ho il televisore), per tenermi informato  sui fatti ecclesiali e, almeno sommariamente, sugli avvenimenti del mondo, in quanto un sacerdote che esercita un minimo di ministero pastorale deve tenersi aggiornato;

ho talvolta accolto privatamente nella chiesetta del mio eremo don Alessandro Minutella, perché per dovere di carità apro la porta a tutti i sacerdoti che mi chiedono di sostare in questo luogo di preghiera; don Alessandro però – quando è venuto – si è fermato solo qualche ora;

quando affermo che don Alessandro è caduto in un errore gravissimo non dico cose false, ma dico la verità;  chiedo a don Alessandro di confrontarsi con qualche teologo alla sua pari, per es. con monsignor Antonio Livi, con il quale ha rifiutato inspiegabilmente  di scambiare i suoi punti di vista errati;

quanto alle locuzioni, dichiaro e ribadisco quanto segue: uno dei criteri per conoscere se le rivelazioni private e le locuzioni sono da Dio è se esse sono in piena sintonia con la dottrina della Chiesa; se non lo sono, non vengono da Dio, ma dall’immaginazione umana o dal demonio; siccome don Alessandro ha affermato cose contrarie alla dottrina circa la Messa una cum, le sue presunte locuzioni non sono autentiche. È vero che in passato ha avuto manifestazioni soprannaturali che sembravano genuine (secondo il mio punto di vista), ma poi le cose sono cambiate.

Mi rivolgo ora direttamente a don Alessandro, perché so che gli giungerà questo mio messaggio: don Alessandro, tu sai che ti ho aperto la porta e il cuore come ad un vero amico, tu sai che ho avuto per te tanta stima; ti ricordi quando mi mandavi i tuoi messaggi sms o mi telefonavi e mi chiedevi di darti dei suggerimenti? Perché non hai prestato fede all’ultimo suggerimento che ti ho dato, cioè di rettificare la tua posizione rispetto alla questione dell’una cum? In ginocchio, con umiltà,  ancora una volta ti supplico di ravvederti. Sei stato ingannato e stai ingannando, stai portando tante anime fuori della retta via.  In nome di Dio, ravvediti.

Padre Fabiano del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria

11 gennaio 2019

 

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