Uomini giusti ai posti giusti / 25

Benvenuti alla puntata numero venticinque di Uomini giusti al posto giusto. Venticinque! Un bel traguardo per la nostra rubrichina nata quasi per gioco il 26 novembre dell’anno scorso.

Ma bando ai sentimentalismi e incominciamo subito con un uomo giusto al posto giusto per eccellenza, ovvero il padre gesuita James Martin, paladino della causa LGBT, il quale in un tweet di qualche giorno fa ha scritto: “A tutti i miei amici LGBT, cattolici e non: buon mese dell’orgoglio gay. Siate orgogliosi della vostra dignità, che vi è stata data da Dio, del vostro ruolo nel mondo e dei vostri numerosi contributi per la Chiesa. Poiché siete stati ‘fatti meravigliosamente’ da Dio (Salmo 139)”.

Non è stupendo? Una volta, quando la Chiesa non era ancora in uscita,  maggio era consacrato alla Madonna e giugno al Sacro Cuore. Adesso maggio è consacrato al ramadan e giugno all’orgoglio gay. La Chiesa cattolica coglie i segni dei tempi e gli uomini giusti al posto giusto indicano la strada!

Come dite? Che a voi sembra tutto blasfemo e che fino a prova contraria l’omosessualità resta “oggettivamente disordinata”? (Catechismo Chiesa cattolica, n. 2358). E che per il suddetto Catechismo più che ai gay pride le persone omosessuali sono “chiamate alla castità”? (n. 2359).

Guardate, non so come fare con voi vecchie comari fomentatori della coprofagia sgranarosari assorbiti da voi stessi restaurazionisti ideologici. A volte mi sembra di sprecare il mio tempo. Meno male che c’è sempre qualche gesuita pronto a regalare segni di speranza.

Anzi, ultimamente è stata la stessa prestigiosa Pontificia Università Gregoriana, l’ateneo dei gesuiti, a lanciare un segnale inequivocabile. Lo ha fatto ospitando una bellissima e assai opportuna mostra fotografica sull’ateismo e l’incredulità, con la partecipazione straordinaria di una coppia omosessuale, un trans-umanista e una strega. Allestita proprio nell’atrio dell’ateneo, così che tutti la possano/debbano vedere, la mostra, intitolata Miscredenze (che bello!), presenta ritratti e storie di atei e non credenti di tutto il mondo. Infatti è stata organizzata in concomitanza con una grande conferenza sull’ateismo e sulla cultura della miscredenza che si è tenuta sempre presso l’Università Gregoriana, con l’imprescindibile collaborazione della facoltà di teologia.

Come dite? Che siete senza parole? Ma certamente: senza parole per un così preclaro esempio di lungimiranza nel dialogo…

Come dite? Che siete senza parole per lo sconforto?

Beh, lasciate che ve lodica: io penso che il vostro essere cristiani inflessibili superficiali mummie da museo cortigiani lebbrosi musi lunghi autoritari elitari sia proprio senza speranza.

Come restare indifferenti a una così nobile iniziativa? Tanto più che è stata inserita in una “ricerca multidisciplinare guidata dall’Università del Kent e con  il Pontificio consiglio della cultura nel ruolo di co-hosting nel quadro del dialogo con i non credenti”.

Come dite? Vi piacerebbe sapere come avrebbe reagito Sant’Ignazio? Ma basta con questo sguardo rivolto al passato! Non siate i soliti signor e signora Piagnistei con la faccia da sottaceto timorosi di danzare paurosi di tutto che cercano certezza in ogni cosa! È tempo di accogliere, integrare, discernere!

Come dite? Che è semplicemente scandaloso che proprio là dove c’è la statua di Nostro Signore gli studenti siano accolti dalla foto di un uomo che dice di aver contratto  un “matrimonio” omosessuale con un compagno che nella didascalia è definito suo “marito”?

Basta! Sono stanco delle vostre provocazioni di cristiani chiusi tristi intrappolati pagani piccoli mostri! E a quello studente provocatore che nella casella dedicata ai commenti sulla mostra ha scritto “Satanico” vorrei consigliare, misericordiosamente, di leggere ogni giorno, prima e dopo i pasti, i tweet del padre James Martin. Mandandoli a memoria.

Ed eccoci ora nella bella Collegiata di Santa Maria Assunta di Montecassiano (Macerata), dove, nell’approssimarsi delle elezioni europee, è stata celebrata una Santa Messa con la bandiera blu dell’Europa stesa sopra l’altare. Che meraviglia!

Ma non è stato l’unico caso, perché anche alla Spezia, nella chiesa di Nostra Signora della Salute in piazza Brin, nel giorno del voto per il rinnovo del parlamento europeo sull’altare è stata posta la bandiera blu con le dodici stelle gialle. E si tratta della stessa chiesa nella quale il signor parroco qualche giorno prima aveva  suonato le campane a lutto in segno di protesta durante la presentazione di un libro edito da una casa editrice a lui non gradita.

Non trovate bellissimo questo uso anticonformista di altare e campane da parte di uomini giusti ai posti giusti!

No? Come dite? Che nel documento su Osservanza delle norme liturgiche e ars celebrandi il Vaticano vieta espressamente tutte quelle forme di abuso liturgico e di spontaneismo che attraverso l’utilizzo di arredi e simboli inadeguati possono rasentare il ridicolo?

Basta! Siete i soliti ideologi dell’astratto fondamentalisti untuosi e idolatri che hanno il cuore amaro come l’aceto chiusi nella formalità di una preghiera gelida!

E che dite ancora? Che secondo voi quei preti lì ignorano che la bandiera dell’Europa si ispira alla corona di stelle della Madonna?

Ecco! Oltre che cristiani da pasticceria anestetizzati deboli fino alla putredine dal cuore nero cavillatori moralistici siete pure calunniatori!

E trasferiamoci nella bella Emilia, dove in quel di Marzabotto, in provincia di Bologna, i musulmani hanno organizzano l’iftar (il banchetto serale alla fine del digiuno del ramadan) proprio sul sagrato di fronte alla chiesa, e senza che il parroco, a quanto pare, ne venisse informato.

Come dite? Perché sul sagrato di fronte alla chiesa con tanti altri posti che ci sono? Oh bella, pare che i giardini pubblici fossero occupati da un’altra manifestazione.

E come dite ancora? Che ci sarà pure un terzo posto possibile lasciando perdere il sagrato della chiesa e i giardini pubblici? Oh bella, ma siete proprio… vabbè, ormai lo sapete che cosa siete.

E volete sapere perché il sindaco (anzi la sindachessa, donna giusta al posto giusto) ha dato il permesso? Ma che domande! Per l’integrazione, ovviamente!

E chiudiamo con uno di quegli uomini giusti al posto giusto che riempiono di commozione per quanto sono giusti e al posto giusto. Mi riferisco al vescovo di Cairns (Australia) James Foley, il quale ha reagito duramente alla protesta di alcuni fedeli cattolici che hanno voluto recitare un rosario di riparazione dopo che, su invito del vescovo stesso, rappresentanti buddhisti e musulmani hanno partecipato a una celebrazione interconfessionale all’interno della cattedrale di Santa Monica e un buddhista ha pure impartito una “benedizione”.

I fedeli che hanno recitato il rosario, ha detto il signor vescovo, incoraggiano “ignoranza, bigotteria e fanatismo”, perché in questo nostro tempo le cerimonie interconfessionali sono sempre più necessarie. La cattedrale “è il più grande spazio di culto in città, e sono felice che venga usato da altri gruppi religiosi”.

Ben detto! Monsignor Foley, che è anche sostenitore della “sessualità multipla”, ha poi spiegato che i fedeli bigotti hanno chiaramente agito “contro l’insegnamento della Chiesa” e che è “di enorme disturbo” che ci siano persone così.

Ve l’ho detto che c’era da commuoversi.

Come dite? Che voi veramente non siete mica tanto commossi ma molto molto irritati?

Alt! La misura è colma! Ha ragione monsignor Foley! Voi cattolici chiusi nella formalità di una preghiera gelida avari sterili cavillatori moralistici contemplativi distanti siete di enorme disturbo, lo sapete?

Per oggi meglio chiudere qui.

Aldo Maria Valli

 

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