“Certa specie di demoni si scaccia solo con la preghiera e col digiuno”

Cari amici di Duc in altum, la lettera che vi propongo mi è arrivata dal Comitato Beata Chiara da Rimini, che ha organizzato una preghiera di riparazione in occasione del Rimini Summer Pride in programma oggi.

A.M.V.

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Carissimo dottor Valli, come forse avrà potuto leggere da qualche parte, anche quest’anno, per le spiagge di Rimini e dintorni, sfilerà l’orgoglio omosessualista. Ogni estate, ormai con appuntamento fisso, in tutte le città d’Italia la sodomia sfila non solo indisturbata, ma anche e soprattutto osannata politicamente, socialmente e con il tacito silenzio ecclesiale.

Il peccato impuro contro natura diventa “orgoglio”, proclamazione di “diritti”.

A Rimini, come potrà immaginare, il tutto sarà avallato dal nudismo nelle spiagge, dalla totale mancanza di pudore e buon costume che già così, senza il Pride, alberga comunque in riva al mare e sul lungomare stesso. D’altronde, come diceva San Giovanni Bosco in tempi sicuramente non sospetti, “l’estate è la semina del Diavolo”.

Ora, ad un pubblico scandalo così grave com’è quello della richiesta di “diritti” che vanno contro la Legge di Dio e contro l’ordine naturale stesso da Lui stabilito, deve per forza corrispondere una pubblica riparazione. Ed è per questo che a Rimini ci siamo costituti in un comitato di fedeli laici, posti sotto la protezione della Beata Chiara da Rimini – beata praticamente dimenticata dalla diocesi stessa – per organizzare una processione di riparazione allo scandalo del cosiddetto Summer Pride: l’orgoglio sodomita, appunto.

Crediamo si debba anzitutto comprendere che se è vero che i peccati contro Dio sono sempre e comunque stati commessi dagli uomini, è vero che essi si relegavano, tuttalpiù, alla miseria del singolo uomo – egli essendo gravato dal peccato originale – e non erano esaltati pubblicamente dall’intera società; difficilmente guardando indietro nella storia potremo trovare una civiltà tanto perversa come l’attuale.

Prima della venuta di Nostro Signore Gesù Cristo all’umanità non era stata ancora offerta la redenzione col Sangue dell’Agnello, e quindi non si era ancora conosciuta la salvezza, la morte del Figlio dell’Uomo che riscatta il peccato del mondo; e questo in qualche modo “scusava” il popolo che ancora non aveva conosciuto Cristo.  Il peccato e lo scandalo che prima potevano venir dati dai singoli oggi vengono invece resi pubblici dalle nazioni: che permettono e “legalizzano” (legalità, specie ai giorni nostri, spesso non è sinonimo di moralità) ciò che va contro la stessa legge naturale, offendendo Dio nel modo più prorompente e cinico possibile.

Crediamo che proprio qui si innesti la necessità della riparazione.

La riparazione è da sempre conosciuta sia nella teologia cristiana sia nel magistero della Chiesa, esternata e ben visibile nella sacra liturgia. Ciò è reso possibile già dall’essenza del cristianesimo, ove Cristo, con il sacrificio della croce, diviene vero elemento espiatorio: la sua santa croce fu alzata pubblicamente, davanti a tutto e tutti.

Questo dunque crediamo di dover fare anche noi, come cristiani cattolici: riportare Cristo al proprio posto, nella società, nelle piazze e nelle strade laddove, invece della sua legge, si vuole che regni il peccato.

Pensiamo inoltre che si commetterebbe un errore credendo che un atto privato equivalga a un atto pubblico, o che “basta pregare in chiesa” per riparare qualcosa di gravemente vissuto in foro esterno. Se è vero che la riparazione non sarà mai eguale al grave peccato commesso, è altrettanto vero che una preghiera privata non avrà lo stesso effetto, anche secondo il modello cristiano di carità e correzione, di una preghiera manifestata pubblicamente con perseveranza e coraggio.

La forza dell’orazione ricalca poi quattro punti cardine fondamentali: essa possiede valore satisfattorio e valore meritorio, è nutrimento spirituale e ha, nella chiave di volta che collega la terra con il Cielo, la facoltà di ottenere ciò che si chiede.

Quale arma migliore può essere allora adoperata per compensare i gravi crimini commessi contro Gesù se non la preghiera connessa al sacrificio? Lo stesso Nostro Signore ci spiega lo spessore di questo duplice mezzo: “Certa specie di demoni si scaccia solo con la preghiera e col digiuno” (Mt. 17, 21). I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio sono infatti voluti da veri e propri demoni.

Purtroppo questo desiderio di “instaurare omnia in Christo“, che ogni cristiano dovrebbe nutrire anzitutto partendo da se stesso, non sembra essere il medesimo dei pastori che non solo dovrebbero difendere il gregge, ma prima di ogni altra cosa dovrebbero difendere la fede, la croce, la Chiesa cattolica.

La nostra, come certamente saprà, non è la prima processione: anzi a Rimini è sostanzialmente la terza, in tre anni consecutivi. Diversi altri momenti di preghiera così strutturati, attraverso un vero e proprio atto liturgico quale è una penitenziale processione di riparazione, si sono susseguiti negli ultimi due anni.

La prima, la più importante, a Reggio Emilia. Era il 3 giugno 2017. E poi Rimini, appunto, Modena, Vicenza, e tante altre seppur di portata minore rispetto a quelle menzionate.

Più o meno in tutte queste occasioni i pastori hanno abbandonato e finanche umiliato il gregge, lasciandolo in mezzo ai lupi senza sporcarsi troppo le mani.

Taluni hanno dato un colpo al cerchio e uno alla botte, mettendo verità e menzogna sullo stesso piano, ribadendo sì le cose basilari sul matrimonio fra uomo e donna, ma parlando di “accoglienza e non discriminazione” verso gli omosessuali, per non istillare “un clima di odio e polemica che non porterebbe a niente di costruttivo”. Altri, addirittura, sono arrivati a riconoscere “l’importanza dei diritti per le persone LGBT”.

Davanti a questo tristissimo scenario, con i pastori che rinunciano a proclamare la verità per seguire le logiche liberali del mondo, ringraziando Dio c’è ancora qualcuno che dimostra fede e coraggio.

Ci riferiamo a sua eccellenza monsignor Athanasius Schneider, il quale ci ha fatto pervenire un messaggio di incoraggiamento impartendo la sua benedizione.

Oggi saremo a Rimini, anzitutto per riportare Cristo per le strade, per le piazze, ovvero laddove una società totalmente anti-cristiana e una certa Chiesa letteralmente codarda non vogliono più vederlo.

Viva Cristo Re!

Comitato Beata Chiara da Rimini

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