San Gennaro, Chesterton e un anniversario

Cari amici di Duc in altum, la simpatia, l’affetto e la vicinanza che sempre mi dimostrate mi spingono a condividere con voi una grande gioia: oggi, nel giorno di san Gennaro, festeggio con Serena, forse meglio nota come Santa Subito (e con i nostri sei figli, un genero, una nuora e tre nipoti) trentacinque anni di matrimonio. Era il 19 settembre del 1984 quando ci sposammo nella Collegiata di Castiglione Olona, conosciuta come “un angolo di Toscana in Lombardia”.

Il papa Giovanni Paolo II, al quale avevamo mandato la partecipazione di nozze, ci inviò con largo anticipo un messaggio di felicitazioni con il quale impartiva “di cuore ai Novelli Sposi l’implorata Benedizione Apostolica, quale pegno di abbondanti grazie celesti per una vita familiare vortuosa e serena, meritevole delle divine compiacenze”.

Beh, non so quanto siamo stati meritevoli, ma il buon Dio non si è mai stancato di riempirci di grazie celesti!

Una volta, a proposito del matrimonio, Giovanni Paolo II disse: “La partecipazione al sacerdozio di Cristo, che vi è propria per mezzo del Battesimo, in questo sacramento si esprime in modo particolare”. Confermiamo e sottosciviamo.

Per le letture scegliemmo Paolo ai Romani (12,2): “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio… Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto… non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato… fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene… gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite… non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi… Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”.

Le parole di Paolo sono state la nostra bussola. Ne siamo stati degni? Non sempre, purtroppo. Ma la bussola, almeno, non è mai rimasta chiusa in un cassetto: l’abbiamo tenuta davanti a noi.

Giovanni Paolo II ci esortò alla fedeltà e all’apertura alla vita. Con tutti i nostri limiti, e nonostante i nostri peccati, con l’aiuto di Dio abbiamo cercato di costruire la casa sulla roccia. E oggi diciamo che la famiglia numerosa, anche se è una faticaccia, è un dono inestimabile!

Chesterton ha scritto che l’uomo e la donna sono come due pezzi di ferro, ed è vero. Solo Dio può portarli al livello dell’incandescenza, perché si fondano. Sempre parafrasando il grande scrittore, direi che è inutile stare a compulsare manuali di psicologia sul rapporto di coppia perfetto. Prima o poi ogni donna scopre che suo marito è un animale egoista, e ogni uomo scopre irrimediabilmente che sua moglie è altamente irritabile, in un modo che l’uomo semplicemente non capisce. Pretendere di fondere i due pezzi di ferro con le sole forze umane è impresa quanto meno azzardata. E sostenere che occorra “fare le prove” prima del matrimonio è da illusi. Ancora Chesterton: “Io sostengo, e non rifiuto alcuna parte di responsabilità in tale affermazione, che è meglio che i due sessi non si comprendano, fino al momento in cui si uniranno in matrimonio. È bene che non abbiano la conoscenza prima di avere il rispetto e la carità”.

Parlando della moglie Frances, Chesterton (avrete capito che ho un debole per lui) usò parole che si attagliano alla perfezione a Santa Subito: “Il suo corpo potrà anche essere all’ospedale, ma l’anima è al parco giochi”. Santa Subito ha un cuore grande, non si lamenta mai e mai ha una parola cattiva, nemmeno quando il rancoroso di turno la rimprovera “per la sua allegria troppo spiccata, per i suoi ideali troppo limpidi, per la sua fede troppo fiera”.

Santa Subito non mi ha mai degradato. Anche quando mi sono comportato male sono rimasto, come dice lei, il suo signore e il suo re. Il prezzo dei miei cambiamenti professionali (l’ultimo è recente: dal Tg1 a Rai Sport, con l’incarico di caporedattore al Coordinamento) l’ha sempre pagato senza una lamentela. Santa Subito ha il potere di farmi sentire un vecchietto di belle speranze.

Rivolto ad alcuni giovani sposi, san Giovanni Paolo II disse che il cammino dell’amore, come viene delineato da san Paolo, “si manifesta nel timore di Dio”. È proprio vero. Sempre Dio davanti a tutto, mai noi stessi.

A Napoli i fedeli, che con san Gennaro hanno un rapporto piuttosto disinibito, invocano così il patrono: “San Genna’, jesce e facci grazia!”. Noi possiamo dire che la grazia, anche se siamo ambrosiani, ce l’ha fatta. Eccome!

A.M.V.

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