Tutto perduto?

Cari amici di Duc in altum, mi ha scritto di nuovo il giovane prete. Una lettera particolarmente sconsolata, anche se al termine non manca una nota di speranza.

A.M.V.

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Caro Aldo Maria, ti scrivo per condividere con te la mia fatica in questi giorni terribili per il destino della Chiesa. Prendiamo solo alcune notizie recenti:

– la cerimonia blasfema, panteista e sincretista nei giardini vaticani;

– i frammenti caduti dal soffitto di san Pietro durante la Messa del Papa;

– la battuta del papa: “qual è la differenza tra indossare piume sulla testa e il tricorno usato da alcuni ufficiali dei nostri dicasteri?”, paragonando due cose che non centrano nulla, solo per umiliare quella che appartiene al sacerdozio cattolico;

– applausi e risate per la possibilità data ai cardinali di abbandonare la talare durante i lavori sinodali.

– la parodia imbarazzante di un “sinodo a impatto zero”, dove tutto, dai bicchieri alle penne, è biodegradabile (speriamo si cancelli per sempre anche quello che oseranno scrivere).

– la dichiarazione di Scalfari sulle presunte affermazioni che gli avrebbe fatto papa Francesco sulla natura non divina di Gesù.

Cercando di dare una lettura di questi episodi non ci resta che prendere atto di come la realtà stia rendendo veri i nostri peggiori incubi.

Il tempo della grazia e della misericordia è agli sgoccioli. Ciò che sta andando in scena in queste ultime ore è uno spettacolo che lascia allibiti e attoniti. Non ci sono parole per commentare la tragedia di una Chiesa che a gran velocità sta abbandonando se stessa e il suo Divin Fondatore. Con le lacrime agli occhi prepariamoci a recitare il Requiem d’addio per la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Quella Chiesa ha fatto il suo tempo, “ha sbagliato”, come ha detto nuovamente il Papa circa l’evangelizzazione nei secoli passati. Scocca l’ora della Chiesa di Francesco, relativista, peccatrice, massonica e sincretica, scimmiottatura grottesca dell’unica Chiesa di Cristo, la sola salvifica.

Un caro amico mi ha sussurrato con sacro terrore: ormai è tutto perduto. È proprio così?

Dio è padrone della storia. Gli uomini possono fare di tutto per umiliarlo, dimenticarlo, ma Dio resta Dio e, quando tutto sembra perduto, quando si fa assordante il suo silenzio, è in quel momento che tuonerà improvvisa la sua Parola.

Non perdiamoci d’animo: il Signore ci aveva avvertito che questo tempo sarebbe arrivato, tempo dell’abominio della desolazione, tempo del grande tradimento. Inutile girarci attorno: è questa l’ora delle tenebre, l’ora dell’Anticristo, l’ora in cui non si riconoscerà più Gesù venuto nella carne (Cf.  1Gv 2,22; 1Gv 4,3; 2Gv 1,7).

Non c’è più bisogno di leggere tra le righe, è detto “papale papale”. Rileggiamo ciò che secondo Scalfari il Papa gli avrebbe detto: “Chi ha avuto, come a me è capitato più volte, la fortuna d’incontrarlo e di parlargli con la massima confidenza culturale, sa che papa Francesco concepisce il Cristo come Gesù di Nazareth, uomo, non Dio incarnato. Una volta incarnato, Gesù cessa di essere un Dio e diventa fino alla sua morte sulla croce un uomo. […] Quando mi è capitato di discutere queste frasi papa Francesco mi disse: ‘Sono la prova provata che Gesù di Nazareth una volta diventato uomo, sia pure un uomo di eccezionali virtù, non era affatto un Dio’.”

Ora mi chiedo: quali parole può aver ascoltato Scalfari per arrivare a interpretare che Gesù non è “vero Dio”? La risposta della Santa Sede appare davvero insultante per noi fedeli: di fronte a chi da anni sta diffondendo parole scandalose del Papa, se si è persone serie, occorre dire “basta!”. Senza dimenticare che già in passato altre affermazioni riportate da Scalfari furono smentite ma dopo un po’ ce le siamo ritrovate sull’Osservatore romano!

Cosa dire di più? Cosa sperare?

Io personalmente mi faccio forza con le profezie della beata Emmerich, che senza tanti fronzoli annuncia chiaramente la grande confusione che sarebbe regnata al tempo dei due papi, quando gli uomini avrebbero sperimentato l’azione della “falsa chiesa”. La chiama proprio così: “Falsa chiesa”. E ancora: “Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là tutto il lavoro veniva fatto secondo la ragione umana… Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni. C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro”.

Queste parole nel 1820 erano impensabili dal punto di vista strettamente umano. Per questo mi danno una certa garanzia della loro autenticità. Grazie alla Emmerich veniamo a sapere che “tutto questo non durò a lungo” perché “Dio aveva altri progetti”. E quindi con forza osiamo gridare: Maranatha! Vieni presto Signore Gesù!

Il giovane prete

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