Notare la differenza

Cari amici di Duc in altum, ecco a voi un fulminante Giovane prete sulle parole che Bergoglio ha detto a conclusione del sinodo amazzonico.

A.M.V.

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Vatican News ci fa sapere che il commento a braccio di Francesco sul documento finale del sinodo è stato questo: “C’è sempre un gruppo di cristiani, di élite, ai quali piace porre come se fosse universale questo tipo di diagnosi, molto piccola, questo tipo di risoluzioni più disciplinari”. “No – dichiara con forza il Pontefice – abbiamo vinto tutti con la diagnosi fatta e noi continuiamo ad andare avanti nelle questioni pastorali e interecclesiastiche”. Questa élite, oggi, “soprattutto cattolica”, lamenta Papa Francesco “tiene alle cosette e si dimentica del grande”. “Perché – e cita Peguy – non hanno il coraggio di impegnarsi nelle opzioni dell’uomo e nelle soluzioni di vita dell’uomo, si credono di lottare per Dio. Perché non amano nessuno, credono di amare Dio”.

Non so voi, ma ho l’impressione che sotto sotto si respiri un’equazione: cattolico = non ama nessuno.

Comunque, così gli risponderebbe padre Réginald Garrigou-Lagrange: “La Chiesa è intransigente sui principi, perché crede, e tollerante nella pratica, perché ama. I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui principi, perché non credono, ma intransigenti nella pratica, perché non amano. La Chiesa assolve i peccatori, i nemici della Chiesa assolvono i peccati” (Dieu, son existence et sa nature).

Il giovane prete

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