Storia di Zelia, nata con l’aiuto dei santi coniugi Martin

Cari amici di Duc in altum, oggi vi propongo la bella testimonianza di Giovanni, marito di Alice e papà di Zelia, venuta alla luce il 28 novembre scorso. Una nascita, quella della piccola Zelia, resa difficile dalla sepsi, patologia insidiosa, una delle cause principali di mortalità materna e neonatale. Nel nostro caso però, dopo momenti di comprensibile apprensione, tutto è andato bene, e un ruolo decisivo lo hanno certamente avuto le preghiere rivolte ai santi coniugi Louis Martin e Marie-Azélie (detta Zélie) Guérin, i genitori di santa Teresina di Lisieux, beatificati da Benedetto XVI nel 2008 proprio a Lisieux e canonizzati da papa Francesco nel 2015: i primi sposi che hanno raggiunto insieme la santità ufficialmente riconosciuta. Ma ora la parola a Giovanni.

A.M.V.

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Mi chiamo Giovanni, sono marito di Alice e papà di quattro bambini. La più piccola è nata il 28 novembre 2019 e si chiama Zelia. Il nome l’abbiamo scelto, non appena abbiamo saputo che sarebbe stata una femmina, per via della grande devozione di mia moglie per i santi coniugi Luigi Martin e Zelia Guérin, genitori di santa Teresa di Gesù Bambino.

Lo scorso 27 novembre, durante un controllo in ospedale fissato a motivo del liquido amniotico che risultava essere un po’ scarso (si tratta di controlli abbastanza comuni nell’ultimo periodo di gravidanza), i medici hanno scoperto che mia moglie aveva una leggera febbre e tachicardia, di cui lei non si era accorta e di cui probabilmente avrebbe continuato a non accorgersi, complice il normale affaticamento di fine gravidanza. La tachicardia però non riguardava solo Alice: dai monitoraggi anche la bambina risultava essere tachicardica. Sembravano sintomi di un’infezione, e gli esami del sangue ne hanno dato conferma. Non essendoci esternamente altre evidenze, i medici hanno ipotizzato che si potesse trattare di sepsi, un’infezione interna molto pericolosa, potenzialmente mortale per madre e figlia. Hanno deciso per il parto cesareo d’urgenza e così, con più di un mese di anticipo rispetto al previsto, alle 18:23 di giovedì 28 novembre, è nata Zelia.

Come ogni giovedì, quel giorno, pur in nostra assenza, si era riunita a casa nostra una piccola comunità di amici per la recita del Rosario (alle 18) e dei Vespri (alle 18:30). Zelia è stata dunque accompagnata con il Santo Rosario mentre veniva alla luce e i Vespri sono stati il primo ringraziamento per la sua nascita.

Nelle ventiquattr’ore che hanno preceduto il parto, in quei momenti critici e poi nei giorni successivi molti nostri parenti e amici, diversi sacerdoti, monaci, monache, frati, suore e noi stessi abbiamo pregato per lei i santi Zelia e Luigi.

La notte dopo il parto sono stati eseguiti gli esami della placenta che hanno rivelato che l’infezione c’era, era proprio sepsi ed era presente anche nel liquido amniotico. Ma incredibilmente la bambina non ne è stata toccata.

Ad Alice i medici hanno detto, con il loro caratteristico humour: “Se non ci fossimo accorti dell’infezione comunque non sareste morte subito, ci avreste messo due giorni…”.

Zelia ha trascorso solo la prima notte in incubatrice. Nonostante fosse nata prematura, già la mattina seguente era in una normale culla. Non risultando alcuna traccia di infezione, i medici hanno anche evitato di farle la terapia antibiotica, che prima della nascita veniva data per scontata e che ha invece dovuto fare mia moglie.

Mentre scrivo sono passate più di due settimane dalla nascita di Zelia. Alcuni giorni fa lei e Alice sono arrivate a casa, per la gioia mia e dei tre fratellini che le attendevano con impazienza. Abbiamo tantissimo di cui ringraziare il Signore e i santi coniugi Martin, nostri intercessori presso di Lui. Il battesimo di Zelia sarà fra pochi giorni: il 22 dicembre. Chiediamo a chi legge, se lo desidera, di unirsi con la preghiera al nostro ringraziamento.

Giovanni

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