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Petizione rivolta all’arcivescovo Delpini: vogliamo la Santa Messa!

Cari amici di Duc in altum, come ben sapete (anche grazie alle testimonianze raccolte nella serie I cattolici al tempo del coronavirus che vi sto proponendo da qualche giorno), moltissimi fedeli delle zone in cui, a causa del coronavirus, è stato deciso di non far celebrare le Messe pubbliche non hanno condiviso tale provvedimento. Lo dimostra anche una petizione, rivolta all’arcivescovo di Milano Mario Delpini, che sta circolando nel web in queste ore per chiedere l’immediato ritiro delle disposizioni che vietano la celebrazione delle Sante Messe domenicali.

Ecco il testo.

A.M.V.

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Chiediamo l’immediato ritiro delle disposizioni sulla Santa Messa domenicale in occasione dell’emergenza Covid-19

Non c’è nulla di più importante della Santa Messa domenicale che possa giustificare la sospensione della partecipazione alla Santa Messa.

Numerosi cristiani sono morti e muoiono per testimoniare questo, affrontando pericoli e chilometri pur di partecipare alla Santa Messa domenicale.

Non siamo in una zona rossa che comunque non giustificherebbe una tale grave decisione.

Si mettono i cristiani nella condizione di mancare al precetto domenicale d’inizio della Quaresima, che non può essere sostituito dalla messa via radio o TV. È un grave attentato alla fede dei fedeli, ai quali arriva il messaggio che la Santa Messa è un optional e quindi qualcosa di non indispensabile.

Credo che sia la prima volta che succeda una cosa simile nella storia della Chiesa, segno di una grave mancanza di fede tra i pastori – che sono più preoccupati della loro sicurezza, della salute fisica più che della salute dell’anima e di mostrarsi collaboranti con le istituzioni più che con Cristo – e tra i fedeli che non hanno più la forza di opporsi per la fede. Vi dice niente: “Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro”? (Mc 13,9).

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Chi desidera sottoscrivere la petizione lo può fare qui

Aldo Maria Valli:
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