Chiose e postille di Padre Giocondo / 6

Un pericolo pubblico per la fede dei fedeli

Caro Valli, sto seguendo con attenzione le diverse testimonianze che le stanno arrivando a Duc in altum da tutta Italia, e persino dall’estero, sull’attuale emergenza sanitaria del coronavirus, con relativa chiusura generalizzata di chiese e oratori.

Nella nostra chiesa conventuale ancora non siamo arrivati a questi estremi, ma temo che presto anche noi dovremo sospendere ogni celebrazione pubblica.

Non c’è bisogno di dire che condivido al cento per cento i sentimenti di preoccupazione e di sconforto di tanti fedeli che, proprio in uno dei momenti più difficili della loro vita, si vedono privati all’improvviso degli aiuti spirituali e sacramentali che soltanto la Chiesa cattolica è in grado di offrire, Santissima Eucaristia in primis…

Però, caro Valli, c’è un però…

Più rifletto sull’incredibile situazione che si è venuta a creare, con intere Conferenze episcopali regionali che dalla sera alla mattina sospendono ogni Messa pubblica in ogni chiesa del loro territorio, e più sono tentato di credere che ciò sta accadendo non per pura fatalità, ma per una esplicita permissione divina.

Qui, sì, bisogna tirare in ballo la famosa “volontà permissiva” del buon Dio, e non in certe affermazioni farneticanti della Dichiarazione di Abu Dabi!

Arrivo al nocciolo della questione.

Credo proprio che Nostro Signore si sia stancato di assistere a determinate celebrazioni eucaristiche che fanno scempio della sua Presenza reale nel Santissimo Sacramento dell’Altare; come pure si sia stancato di ascoltare – stando nel Tabernacolo – i discorsi di certi preti che fanno scempio della sana dottrina della Chiesa! Ed essendosi stancato, ha permesso uno svuotamento completo e repentino delle sue chiese, obbligando così questi sedicenti ministri sacri a non fare altri danni in mezzo ai fedeli.

Sto esagerando? Non credo proprio! Venite con me… e ve lo dimostrerò.

Immaginate che ci troviamo vicino al Tabernacolo, posto in una cappella laterale di una chiesa dei Servi di Maria, in una diocesi delle Marche, in occasione di un mercoledì delle ceneri o di una domenica di quaresima: la chiesa è gremita di gente e un frate del suddetto ordine sta per iniziare l’omelia. Ascoltiamolo con attenzione…

«Con il mercoledì delle ceneri è iniziata la Quaresima. Per comprendere il significato di questo periodo occorre esaminare la diversa liturgia pre e post-conciliare. Prima della riforma liturgica, l’imposizione delle ceneri era accompagnata dalle lugubri parole “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (Gen 3,19). […] Oggi l’imposizione delle ceneri è accompagnata dall’invito di Gesù “Convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1,15). […] E credere al vangelo significa orientare la propria esistenza al bene dell’altro. […] In queste due diverse impostazioni teologiche sta il significato della Quaresima.

Mai Gesù ha invitato a fare penitenza, a mortificarsi, vocaboli assenti nel suo insegnamento, e tanto meno a fare sacrifici. Anzi, ha detto esattamente il contrario: “Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9,13; 12,7). Ciò che Dio chiede non è un culto verso lui (sacrificio), ma l’amore verso gli altri (misericordia). I sacrifici e le penitenze centrano l’uomo su se stesso, sulla propria perfezione spirituale, e nulla può essere più pericoloso e letale di questo ingannevole atteggiamento, che illude la persona di avvicinarsi a Dio quando in realtà serve solo ad allontanarla dagli uomini. […]

La Quaresima pertanto non è tempo di mortificazioni, ma di vivificazioni…».

E simili parole, come sono giunte ai nostri orecchi, sono arrivate anche al Tabernacolo che ci sta accanto, dove vive e permane la Presenza divina. E proprio in questo momento, ci sembra di sentire come un sospiro profondo che proviene dallo stesso Tabernacolo, insieme a una richiesta accorata: «Basta! Per favore, basta!…».

Ma chi è che sta predicando in quel modo?

Ma, certo, è lui: il sedicente biblista e teologo padre Alberto Maggi,vero maestro in argomentazioni neo-moderniste e neo-protestanti!

Vedete, dunque, che era come vi dicevo io! Il Signore è stanco e sfinito nel sopportare insegnamenti di questo tipo, proclamati in casa sua e alla sua presenza, da maestri che parlano secondo le voglie del mondo e il cui unico obiettivo è quello di demolire con malizia diabolica, concetto dopo concetto, la sana dottrina della Chiesa.

Per questo, ho il grave sospetto che il Signore stia disponendo le cose, per il momento presente e per un prossimo futuro, in modo tale che le sue chiese rimangano chiuse. A quel punto, i preti e i fedeli di buona volontà si organizzeranno in altro modo.

Io non entro nel merito delle cose dette dal padre Maggi: non voglio atteggiarmi né a biblista, né a teologo. Lascio che a correggerlo sia eventualmente il vescovo, sotto la cui giurisdizione territoriale egli ricade. A ognuno il suo mestiere.

Mi limiterò invece a ricordare un paio di cose che mi suggerisce un mio confratello di comunità, che ha frequentato quelle zone: 1) in passato c’è stato un vescovo di Macerata che ha formalmente richiamato il padre Maggi, alla presenza del suo superiore provinciale, sempre a causa dei suoi insegnamenti scritti e orali, tutt’altro che corretti e ortodossi; 2) anche attualmente ci sono laici, preti e persino dei vescovi che ricorrono scioccamente ai suoi testi e alle sue conferenze, prendendole per oro colato.

Basta! Per favore, basta!…

Fermate quell’uomo, perché è un pericolo pubblico per la fede dei fedeli!

Padre Giocondo da Mirabilandia

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