Anche nei Luoghi Santi è stato di emergenza

Cari amici di Duc in altum, in queste giornate così particolari anche i Luoghi Santi, là dove visse Gesù, sono toccati dal coronavirus, con tutte le conseguenze del caso.

Vi propongo qui quanto scrive monsignor Pierbattista Pizzaballa, già custode di Terra Santa e ora amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini.

A.M.V.

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A tutti i fedeli, sacerdoti, religiosi e religiose della Regione pastorale di Betlemme

Il ministero della Salute palestinese ha emesso un decreto con il quale si stabilisce la chiusura di scuole, moschee e chiese per quattordici giorni, al fine di ridurre il più possibile il contagio del coronavirus. Purtroppo, questo pericolo è già in mezzo a noi, e con senso di responsabilità dobbiamo collaborare con le autorità e con coloro preposti alla salute pubblica per il bene di tutti.

In ottemperanza al decreto del ministero, desidero comunicarvi alcune indicazioni pratiche per questi giorni, alcune delle quali già date in precedenza. Tali indicazioni valgono per tutte le parrocchie, tutte le chiese, cappelle, case religiose e qualsiasi altro luogo di culto nel territorio di Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour e Gerico.

Tutte le altre località sono esenti da tale disposizione. Mi auguro che non sia necessario doverla estendere in futuro ad altre località.

Le chiese rimangono aperte solo per la preghiera individuale e si devono ridurre le celebrazioni pubbliche, applicando le regole esposte nel n. 3.

Tale disposizione è valida anche per la domenica. In questo caso i fedeli sono esenti dall’obbligo della partecipazione domenicale.

Le Messe possono essere celebrate, ma solo per gruppi non superiori a quindici, a condizione che nella chiesa vi sia sufficiente distanza tra le persone (almeno un metro). In caso contrario, non si possono avere celebrazioni.

La comunione si dà solo sulla mano.

Evitare di dare il segno della pace con le mani o con qualsiasi altra forma di contatto.

Togliere l’acqua santa dalle acquasantiere nelle chiese e nelle cappelle. Raccomando, invece, che venga distribuita nelle case per la preghiera.

I funerali si devono tenere nei cimiteri, con il minor numero possibile di persone, ma non in spazi chiusi.

La Via Crucis può essere tenuta nelle piazze o negli spazi aperti, se il tempo è appropriato, altrimenti si dovrà invitare a celebrarla in famiglia.

Tutte le attività ecclesiali e pastorali, compresi i gruppi giovanili, gli scout e altri, sono cancellate.

Se le condizioni lo consentono, invito tutti i parroci a organizzare Messe in streaming, attraverso l’uso dei media e di comunicare questa possibilità ai loro parrocchiani. Lo stesso valga per le attività di catechismo ed altre iniziative simili.

Lascio ai singoli parroci di trovare i modi e le forme per permettere ai fedeli di ricevere l’Eucarestia, il pane che ci dà forza per il cammino, come Messe all’aperto o altro, ma sempre nel rispetto delle disposizioni del Ministero e con senso di responsabilità.

Incoraggiamo tutti a pregare a casa, leggere la Bibbia e continuare a digiunare, chiedendo a Dio di avere misericordia di noi e perdonarci

Invito tutte le comunità a pregare per i nostri fratelli che sono in questo momento ulteriormente isolati. La preghiera ci dà forza.

So che queste disposizioni non troveranno l’accordo di tutti, ma invito tutti al senso di responsabilità e di unità. La forza, che ci viene dalla comunione con Cristo Gesù, non cancella la nostra responsabilità per la protezione e la cura del nostro ambiente.

Auguro a tutti una Quaresima santa!

Gerusalemme, 5 marzo 2020

+ Pierbattista Pizzaballa

Amministratore apostolico

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A tutti i fedeli, sacerdoti, religiosi e religiose della Palestina

Carissimi, il Signore vi dia pace!

Solo ieri ho dovuto comunicare alle nostre comunità della regione pastorale di Betlemme e Gerico alcune istruzioni in seguito al decreto del ministero della Sanità.

Purtroppo, a causa della situazione, in tarda serata il presidente Abou Mazen è stato costretto a dichiarare lo stato di emergenza in tutto il Paese.

In ottemperanza a tale decreto, vi comunico che le istruzioni date ieri (5 marzo 2020) per la regione pastorale di Betlemme, sono estese a tutto il territorio della Palestina.

Invito le comunità di tutta la diocesi, in Giordania, Palestina, Israele e Cipro ad unirsi in preghiera solidale. Preghiamo innanzitutto per le vittime di questo virus, non solo tra noi, ma in tutto il mondo. Preghiamo anche per tutti coloro che indirettamente sono stati colpiti, perdendo il lavoro, per le tante famiglie che – in una situazione già difficile e precaria – si trovano ora di fronte a difficoltà economiche e sociali ancora maggiori. In questi momenti vogliamo rimanere uniti e solidali, nella preghiera innanzitutto, e in tutte le forme possibili di aiuto e sostegno reciproco.

Non dobbiamo lasciarci prendere dal panico, ma avere la consapevolezza che anche nell’attuale situazione riusciremo a superare questa prova. Non dobbiamo dubitare, la fede in Gesù ci aiuta e ci sostiene sempre. I Cristiani sono coloro che decidono di vivere nell’amore e non nella paura. Rimaniamo sereni e saldi nella speranza.

“La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” (Rom.5,5).

In Cristo,

Gerusalemme, 6 marzo 2020

+ Pierbattista Pizzaballa

Amministratore apostolico

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Fonte: Patriarcato Latino di Gerusalemme

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