Messe in tv / No, in differita no!

Cari amici di Duc in altum, il Giovane Prete, che forse ricorderete per alcuni suoi precedenti interventi nel blog, mi ha scritto una breve nota per denunciare un fenomeno che lo ha sconcertato e addolorato: in qualche diocesi le Sante Messe trasmesse in televisione non sono in diretta, ma registrate. E in certi casi sono addirittura mandate in replica.

Causa coronavirus, per tantissimi fedeli (che magari non hanno dimestichezza con il computer e quindi non possono seguire le Messe in streaming) la Messa in televisione è diventata l’unica alla quale poter partecipare. È chiedere troppo che, almeno, sia in diretta?

A.M.V.

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Caro Aldo Maria, sarò molto breve.

A motivo del coronavirus e delle chiese chiuse, le diocesi si sono attrezzate per dare la possibilità alle persone di seguire le celebrazioni almeno in televisione, accordandosi con le reti televisive locali.

A questo proposito, ho deciso di scriverti per denunciare un’ingiustizia che si sta compiendo ai danni di tanti fedeli. Sono infatti venuto a conoscenza del fatto che in alcune diocesi la Santa Messa che viene trasmessa in tv non è in diretta! Viene registrata in altro orario e mandata in onda in differita la domenica. Addirittura, nei messaggi che arrivano alle persone sui cellulari, a volte si dice esplicitamente: “In replica lunedì mattina alle ore…”!

So bene che la natura e l’esigenza dell’atto sacramentale impediscono di equiparare la partecipazione reale alla Santa Messa con quella mediata e virtuale, tuttavia la Chiesa riconosce al malato, o a chi è impossibilitato, la fruttuosità di ascoltare la Parola di Dio e di unire spiritualmente la propria vita all’offerta di Cristo.

Ora, passi non poter in questo momento partecipare fisicamente alla Messa, ma non si può accettare di vedere equiparata la Messa a un film, non si può proporre ai fedeli una “falsa” Messa in cui non c’è contemporaneità tra la celebrazione e la visione di chi la guarda. Altrimenti, tanto vale vedersi su YouTube la Messa di Padre Pio!

Chiederei ai nostri pastori di non essere così grossolani e pressapochisti e di mostrare più rispetto verso i nostri fedeli, che hanno il diritto di non essere presi in giro. Tanto più in questo momento di grave turbamento, in cui serpeggia in tutti, anche in noi pastori, la sensazione terribile di non fare abbastanza e di aver in qualche modo abbandonato il popolo a sé stesso.

Grazie mille. Sempre uniti nella preghiera.

Il Giovane Prete

 

 

 

 

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