Il coronavirus? Un alleato di Madre Terra

La pagina delle notizie del Vaticano, VaticanNews.va, ha pubblicato il 30 marzo un articolo in inglese intitolato Coronavirus: Earth’s unlikely ally.

L’autore, il gesuita Benedict Mayaki, commenta con soddisfazione il fatto che la quarantena causata dal coronavirus, con conseguente chiusura in casa di tante persone, abbia comportato “benefici imprevisti per il pianeta”, come l’acqua limpida e il ritorno dei pesci nei canali di Venezia e la diminuzione delle emissioni di carbonio e dunque dell’inquinamento atmosferico. In tutto questo, commenta il buon padre gesuita, “c’è una lezione per il futuro” che ci insegna “quanto si possa fare per il pianeta”.

Ovviamente il buon padre gesuita cita l’enciclica Laudato si’ di Francesco e spiega che in quell’importante documento si mette in guardia dagli effetti nocivi dell’attività umana sull’ecosistema.

Nell’articolo non si fa alcun riferimento alla morte di tante persone e alle sofferenze causate dal coronavirus. Forse per questo il testo è stato rimosso, ma qualcuno ha fatto in tempo a leggerlo.

Che dire? Quando, in preda all’ideologia ecologista, si sostiene che la nuova divinità è la Madre Terra, non si può che approdare a questi esiti. Il buon padre gesuita è stato forse un po’ troppo diretto e tranchant, ma non ha fatto altro che portare alle estreme conseguenze un certo pensiero: per il pianeta il male è l’uomo. Dunque, se vogliamo salvare il pianeta, eliminiamo l’umanità, o almeno riduciamone fortemente la presenza. Una visione in linea con i novelli profeti del malthusianesimo (come Jeffrey Sachs) tanto spesso ospitati e riveriti, non a caso, in Vaticano.

Tout se tient!

A.M.V.

I miei ultimi libri