I cattolici al tempo del coronavirus / 20

Una confessione drammatica

Caro Aldo Maria, sono una cattolica che vuole rimanere fedele alla Chiesa, ma mi trovo sempre più in difficoltà. Qualche giorno fa nella parrocchia di… sono riuscita a confessarmi. Ho detto al sacerdote che ho dubbi sull’operato dei vescovi e del papa Bergoglio, anche in merito alla cessazione delle celebrazioni durante questa pandemia. Al confessore, che difendeva con fervore  le decisioni del papa e dei vescovi, ho replicato che la salute dell’anima viene prima di quella del corpo. Non l’avessi mai detto! Il sacerdote mi ha accusato di non essere in comunione con il papa e che se non avessi riconosciuto il mio peccato non avrebbe potuto darmi l’assoluzione. Ho replicato a mia volta chiedendo spiegazioni in merito ai riti idolatrici con la pachamama in San Pietro: nessuna risposta. Quando il sacerdote mi ha messo di fronte all’aut-aut (o rinuncia a quanto mi dice la mia fede o rinuncia alll’assoluzione), ho rinunciato all’assoluzione.

Lettera firmata

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Maestri pericolosi

Gentilissimo Aldo Maria Valli, cerco di considerare questo periodo un tempo di vita donato da Dio. Vorrei dire anche un tempo di grazia, ma per questa ultima definizione ho delle remore. Infatti, francamente, penso che stiamo vivendo un tempo di castigo, il più duro dei quali ci è dato proprio sotto la forma dell’ambiguità e del decadimento del magistero dispensato da molti dei ministri della Chiesa, specialmente nei ruoli più alti. La mentalità e il pensiero teologico dei modernisti sono deboli perché umani, non hanno origine dalla somma Verità che Dio stesso è. Questa realtà, con buona pace di chi si illude, non è solo sgradevole, indegna e scandalosa: è mortifera. Ora, a fronte della cosiddetta pandemia e delle restrizioni imposte, propongo qualche semplice riflessione.

La prima. Con le sante Messe celebrate senza concorso di popolo il Signore ha dato al clero l’occasione di capire che celebrare dando le spalle al tabernacolo è assurdo, come assurdo è dare le spalle a chiunque stia parlando con noi o al quale noi stiamo parlando: nessuno lo farebbe, nessuno gradirebbe che gli venisse fatto; solo in due casi avviene: quando un docente parla mentre scrive alla lavagna (il che è comunque poco funzionale), oppure quando si vuole esprimere repulsione e rifiuto del dialogo. Come si fa a non restare delusi nel vedere sacerdoti che celebrano rivolti a… nessuno, mentre danno le spalle a Colui che è tutto, e ciò proprio nel momento in cui lo stanno pregando, invocando, supplicando? Suvvia, basta: volgetevi a Dio una buona volta!

Seconda riflessione. Il magistero incarnato da chi rifiuta di concepire razionalmente che Dio possa paternamente castigarci per le nostre colpe è frutto di correnti psicologiste ormai vecchie. Continuando a proporci modelli di preghiera privi di atti di penitenza e di riconoscimento delle nostre colpe sociali e individuali, questi maestri umani sono incapaci di una lettura teologica della storia. Tali maestri umani non chiamano più alla Salvezza, non chiamano più all’abbandono dell’uomo vecchio e all’adozione della nuova vita nel Battesimo. Sono inutili, inadempienti e pericolosi, perché inducono alla perdizione.

Un caro saluto. Laudetur Jesus Christus.

Marco

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Per tante Messe di riparazione

Gentile Aldo Maria, le scrivo per rivolgerle una preghiera che nasce dal profondo del cuore: chiediamo ai nostri sacerdoti di celebrare Messe in riparazione per la Chiesa.

Grande è la responsabilità della Chiesa in questo momento. Responsabilità che riguarda la gerarchia, i vescovi, i sacerdoti e anche noi fedeli, per non aver saputo accogliere il grande dono del Padre che è il Figlio, la provvidenza abbondante del Figlio fatto uomo nell’Eucarestia.

È infinito il valore di una Messa e della santa comunione.

Con una Messa di riparazione chiediamo dunque perdono a Dio per non aver accolto il suo dono provvidente fatto carne. Chiediamo che la misericordia che scaturisce dal Cuore di Gesù scenda abbondante sulla terra. Chiediamo ai nostri sacerdoti che questa Messa sia celebrata nelle loro cappelle. Chiediamolo attraverso i social e diciamolo ai sacerdoti che conosciamo personalmente.

“Ti scongiuro davanti a Dio e a Gesù Cristo, che giudicherà i vivi e i morti…predica la parola di Dio, insisti in ogni occasione opportuna e inopportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina…” (2Tim 2, 1ss).

Voglio concludere con le parole di don Divo Barsotti: “Ci rendiamo conto che non rispondere non è soltanto mettere in pericolo l’anima nostra, ma è mettere in pericolo la salvezza di innumerevoli anime, è defraudare tutta l’umanità, tutta la creazione, di una forza divina, di un potere di salvezza, di un dono di amore che attraverso i prescelti dovrebbe raggiungere gli altri?”.

Uniti nella preghiera di riparazione

Lettera firmata

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Per consacrare le famiglie a Maria

In questi giorni segnati dal coronavirus più di venti nazioni si sono consacrate al Cuore Immacolato di Maria? I vescovi italiani, purtroppo, non l’hanno fatto, ma nulla vieta di consacrare le nostre famiglie.

Ecco una preghiera che possiamo recitare.

Vergine Santa, Regina e Madre nostra amorosissima, prostrata ai tuoi piedi, la nostra famiglia si consacra oggi solennemente al tuo Cuore Immacolato, perché possa regnare sempre su questa casa.

Sii in essa sempre presente con la grazia di Dio e con le tue benedizioni, con la tua bontà e materna protezione. Ci ispirino i tuoi sublimi esempi di virtù.

Tu madre, vergine e sposa, tu fedele ancella del Signore e regina del mondo, tu umile operaia e madre dei dolori, insegnaci a vivere pienamente la nostra vita cristiana: nel più sentito amore alla famiglia, nella sana educazione dei nostri figli, nel sostenere pazientemente il duro lavoro e tutte le prove della vita.

La pace, la serenità e la gioia regnino sovrane nella nostra famiglia, e come nella santa casa di Nazareth il tuo sorriso materno allieti la nostra vita.

Accogli, o Vergine, le nostre quotidiane preghiere, i nostri sacrifici e dolori, come atti di espiazione che noi ti offriamo per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che continuamente colpiscono il Cuore Santissimo di Gesù e il tuo Cuore Immacolato.

Sii, o Maria, la regina della nostra famiglia, e la tua benignità ci conceda di riunirci, un giorno, tutti in Cielo a cantare in eterno con te le infinite misericordie del Signore.

Amen.

Lettera firmata

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Sono entrato in una chiesa stamattina. Ho attraversato le sue navate e i suoi banchi vuoti, ho attraversato il suo silenzio, un silenzio assoluto, il silenzio di questo tempo. Si respirava il freddo lasciato dalla notte, mentre una bifora regalava la sua coperta di luce, cercando di riscaldare il pavimento. Mi sono seduto, aspettando che quella coperta di luce continuasse il suo cammino, aspettando che quella preghiera di luce recitata lentamente, centimetro dopo centimetro, potesse riscaldare tutti i miei pensieri per questa settimana di rinascita.

Giuseppe 

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