Una parola al giorno / Intelligence

Leggo che la nomina di un generale alla guida di un colosso dell’industria aerospaziale, della difesa e della sicurezza ha liberato il posto di responsabile dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, ovvero i servizi segreti che si occupano delle minacce in arrivo dall’estero.

Leggo anche che il concetto di sicurezza nazionale, alla luce della pandemia, “dovrà essere rimodulato”, così da mettere le minacce biologiche al primo posto.

Di intelligence non so nulla, ma da semplice cittadino mi faccio qualche domanda. Il coronavirus ci è piombato addosso trovandoci del tutto sprovveduti. Ebbene, possibile che i servizi segreti non sapessero niente di quanto stava succedendo a Wuhan, in Cina, già dall’autunno dell’anno scorso? E com’è possibile che solo adesso si parli di “rimodulare” il concetto di sicurezza nazionale? Non è un pochino tardi?

Pare che per la nomina del nuovo responsabile dell’Aise siano in corso, al solito, grandi manovre politiche. Noi cittadini non ci scandalizziamo. Chiediamo solo di avere un’intelligence che si accorga dei problemi prima che ci piombino in casa. Dopo, sono capaci tutti. Anche i meno dotati di intelligence.

A.M.V.  

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