Statue abbattute: una guerra contro la civiltà

Mentre infuria la violenta guerra delle statue, sta diventando sempre più chiaro che il problema non riguarda queste ultime. Questa è una guerra alla civiltà. Le motivazioni per distruggere figure storiche sono in continua crescita. I rivoltosi mirano a buttare giù tutto ciò che una volta era venerato. Niente è sicuro; nessuno è risparmiato.

Dapprima di trattava dei soldati della Confederazione (il Sud, ndr) che dovevano cadere per avere sostenuto una causa che includeva la schiavitù. Dopodiché è stato il turno dei Padri Fondatori, perché possedevano schiavi. Più di recente, è stata decapitata una statua di Cristoforo Colombo a Boston.

I creatori di piedistalli

Ora qualsiasi monumento può essere vandalizzato o abbattuto. Persino le figure che supportano la causa dei rivoltosi potrebbero essere attaccate. Non vengono risparmiati dallo scherno né le Chiese, né i monumenti ai veterani o ai caduti di guerra contro le tirannie. I rivoltosi non fanno distinzioni giacché tutti fanno parte di quella civiltà che deve essere rovesciata.

Questa è una guerra condotta da coloro che potrebbero essere chiamati i creatori di piedistalli. Vanno in giro ovunque a creare nuovi monumenti consistenti in piedistalli vuoti. Non chiedono nessuna autorizzazione e si assumono la responsabilità di essere i giudici di ciò che deve essere abbattuto. Non nascondono le loro azioni e possono contare su media ossequiosi che filmano e diffondono la loro distruzione e il loro terrore culturale. Agiscono poi impunemente poiché gli ufficiali di giustizia non riescono a imputare la responsabilità della loro distruzione ai creatori di piedistalli vuoti.

I piedistalli devono rimanere vuoti. I creatori di piedistalli vuoti non hanno interesse a sostituire le statue abbattute con eroi a loro immagine e somiglianza. Tale impegno richiederebbe tempo e fatica. Non si ritengono figure che possano sostituire quelle che demoliscono poiché fare qualcosa di rilevante richiede anch’esso tempo e fatica. La loro missione è semplicemente distruggere. Preferiscono affidare la memoria di ciò che sono ai piedistalli vuoti.

In effetti, queste turbe senza leader non hanno personalità per sostituire quelli che vogliono abbattere. Nemmeno i loro eroi del passato vengono qualificati. Per loro, l’era dell’eroismo, degli ideali e delle grandi imprese è finita. I creatori di piedistalli vuoti sono gli odierni livellatori che vogliono vedere tutto pareggiato. Chiunque sia ora ricordato per risultati straordinari deve essere necessariamente uno sfruttatore. Tutto deve essere buttato giù dal piedistallo e messo al livello delle persone che si ritiene siano state sfruttate.

D’altronde, neppure i membri dell’establishment dirigente liberale hanno nuove figure da commemorare. Anch’essi credono che l’era dell’eroismo e del successo siano finiti. In questi tempi, è meglio non distinguersi. È più sicuro rifiutare le offerte di qualsiasi piedistallo. I loro leader competono tra loro per vedere chi potrebbe placare di più i creatori di piedistalli vuoti.

La crisi dei creatori di piedistalli vuoti

La crisi dei creatori di piedistalli vuoti è morale e proviene da una cultura e da una società che hanno perso il senso della finalità. Le persone non hanno alcun desiderio di ricordare quanti si sono sacrificati per il bene comune attraverso un eroismo intrepido. Tutto si incentra su se stesse e sulla gratificazione di passioni sfrenate.

Pertanto, c’è da aspettarsi la distruzione delle imprese del passato da parte di una società nichilista priva di un significato stabilito per la vita, al di là di ciò che ognuno immagina di essere. I livellatori che svuotano i piedistalli sono privi degli ideali permanenti propri alle grandi figure. La postmodernità non offre alcuna dimensione trascendentale a cose che puntano su realtà metafisiche superiori e invitano al bene, al vero e al bello.

Soprattutto, non esiste una ricerca religiosa di santità che spinga gli individui verso Dio, da cui e per cui sono stati creati. Al suo posto, esiste solo quella condizione che san Tommaso d’Aquino chiama acedia (accidia), che definisce la stanchezza per le cose sante e spirituali con una conseguente tristezza, frustrazione e mancanza di gioia nella vita.

Attenzione ai creatori di piedistalli vuoti

L’Occidente ora indugia nella mediocrità di quell’accidia. Tutto ciò che ricorda i valori e le imprese del passato è un richiamo ad andare oltre se stessi. Tutti devono quindi essere livellati per evitare le conseguenze di questi richiami. Nessuno dovrebbe brillare per eroismo o santità. Dove un tempo sorgevano le aspirazioni all’eccellenza, oggi emerge il nulla.

Ma attenzione ai creatori di piedistalli vuoti perché la loro rabbia non conosce limiti. Insisteranno nel perseguire il vuoto, che può solo generare disordine.

John Horvat II

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Fonte: Return to Order 

 

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