Lettera aperta / Corpo di Cristo sulle mani: mettiamo fine a questo abuso

Cari amici di Duc in altum, ricevo dal lettore Piergiorgio Cesario questa lettera aperta ai vescovi.

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Eccellenze reverendissime, vi scrivo questo appello con tutto il cuore, anche a nome di tantissimi fedeli.

Dal 18 maggio in ogni parte d’Italia è stato introdotto l’obbligo di ricevere il Corpo di Cristo sulle mani al momento della Comunione; tale situazione ha causato tantissimo dolore in molti fedeli nonché imbarazzo, difficoltà e dispiacere in tanti sacerdoti, alcuni dei quali hanno manifestato apertamente il loro disappunto anche in relazione all’uso dei guanti imposto per molto tempo e ora, finalmente, quasi ovunque abbandonati. Vorrei fare una premessa importante : la distribuzione della Santissima Eucarestia è un atto liturgico e, come tale,  non può essere modificato con un protocollo d’intesa. Essendo una legge della Chiesa, solo la Santa Sede potrebbe apporvi una modifica; ecco perché, giustamente, il cardinale Sarah ha più volte ribadito che la norma relativa alla distribuzione dell’Eucarestia esiste  e come tale deve essere applicata.

Un’altra doverosa osservazione mi nasce spontanea dopo aver letto il comunicato del ministero dell’Interno (Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, 26 giugno 2020 ) nel quale si afferma che “rimane la raccomandazione di distribuire la Comunione sulle mani” . Premesso che lo Stato non può intromettersi nella liturgia invadendo un campo che non gli appartiene (ma qui si pone un’altra questione che pure andrebbe ricordata visto l’accaduto: sospensione delle messe con il popolo, dei funerali, numero dei partecipanti ammessi successivamente, carabinieri che irrompono all’altare durante la celebrazione della messa, disegni di legge che vorrebbero punire chi osi annunciare il messaggio cristiano sulla famiglia e la sessualità umana…) il testo, dicendo che “rimane la raccomandazione”, implicitamente afferma che dal 18 maggio quella era l’indicazioni del ministero! Anzi, citando il primo testo, l’espressione usata era  “senza venire a contatto con le mani dei fedeli” e quindi io dico che con la Comunione nella bocca non si viene mai a contatto con le mani dei fedeli, giusto? Ma, aldilà dei sotterfugi linguistici, non muta la sostanza e non cambia la questione che non è affatto banale e irrilevante, soprattutto per quei fedeli che, per la loro sensibilità eucaristica, si sono visti, contro la loro coscienza, costretti a ricevere il Santissimo Corpo di Gesù sulle mani e da mani che lo hanno dato con i guanti! Ora lo stesso documento prima citato fa la “concessione” di non usare più i guanti ma solo il disinfettante per le mani!

Eccellenze reverendissime, mi rivolgo  ai vostri cuori di pastori affinché si ritorni al più presto all’applicazione dell’unica norma vigente, ponendo fine a una situazione che ormai perdura da  due mesi. Voi siete i successori degli apostoli, aiutate il popolo di Dio a custodire integra la fede, a adorare e onorare il Corpo di Cristo e a difendere la dignità del Re dell’Universo, fatelo per amore di quel sì che avete detto alla Sua Maestà Divina nel giorno della vostra ordinazione episcopale!

Con tutto l’amore e il rispetto filiale, invoco la vostra apostolica benedizione su di me e la mia famiglia.

Piergiorgio Cesario

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