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Bisogna decidere: o con Dio o con il regime della paura e della menzogna

Cari amici di Duc in altum, ricevo da Alessandro Martinetti questa riflessione che volentieri vi propongo. Il tempo che stiamo vivendo richiede di prendere posizione.

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Caro Valli, come non vede soltanto chi caparbiamente si rifiuta di vedere, gli italiani gemono sotto il giogo di un regime cialtrone non meno che spietato ancorché sedicente democratico, che li martoria impunemente a propria totale discrezione con il pretesto fasullo di un’inesistente pandemia.

L’artificio è quello arcinoto agli studiosi delle strategie efficaci di manipolazione psicologica delle masse: si terrorizza la gente, con l’ausilio indispensabile di un sistema d’informazione di ottusi e/o prezzolati, convincendola che incombe una minaccia invisibile e letale, e a quel punto chi è terrorizzato è intellettualmente annebbiato e menomato nella volontà, perde di vista la realtà ed è disposto ad accettare ogni oltraggio a libertà e dignità (lockdown, distanziamento sociale, mascherine imposte a sé stessi e ai propri figli eccetera), basta che glielo prescriva persuasivamente il regime spacciando mendacemente ogni oltraggio per benefica iniziativa a provvidenziale tutela dall’insidia funesta.

La realtà è che da mesi l’epidemia di Covid ha smesso di far paura, che la stragrande maggioranza dei pochissimi positivi al Sars-CoV-2 è asintomatica, cioè sono persone non malate di Covid, e che nei pochissimi sintomatici il Covid ha ormai la gravità di una blanda sindrome parainfluenzale, di quelle che circolano numerose ogni giorno dell’anno (ben prima del 2020), poiché il virus, nella sua interazione con l’ospite, non è più devastante come risultava a marzo e a inizio aprile per una piccola parte di quanti lo contraevano. Quindi oggi nessuno muore di Covid: coloro che da molte settimane sono presentati dalla Protezione civile come morti di Covid non sono affatto morti di Covid, ma erano solo positivi al Sars-CoV-2 e non malati di Covid o al massimo erano malati di Covid ma morti di tutt’altro (pazienti pluripatologici e già severamente immunodepressi che sarebbero deceduti, purtroppo, anche per un semplice raffreddore).

Pertanto, le misure profilattiche decretate dal regime sono follemente abnormi rispetto alla reale (non immaginaria) entità della minaccia sanitaria: così follemente abnormi che solo la follia collettiva inculcata ad arte dal regime può mancare di riconoscerle per tali.

Chi dice la verità, peraltro così ovvia ed evidente a chiunque serbi un po’ di buon senso ed eserciti ancora un po’ di senno, viene subito annoverato dal regime e dall’informazione di regime come “negazionista”, “complottista”, “irresponsabile”, “nemico della scienza”:

In realtà, pseudoscienza e anti-scienza (com’è sempre la cosiddetta “scienza” a servizio di regime) è proprio quella di cui si fanno forti i sostenitori delle calamitose menzogne di regime.

Ma ciò che più mi sconcerta è la condotta dei vertici della Cei, che paiono lavorare vieppiù alacremente (e/o dormire vieppiù profondamente) per tramutare la Chiesa italiana in chiesuola di Stato, anzi in chiesuola di regime.

Come è possibile che pastori di Cristo degni del nome accettino supinamente che, sotto mentite spoglie democratiche, prenda piede indisturbato un regime dispotico fondato sulla sistematica, sfacciata menzogna e sulla vessazione sempre più accanita e rovinosa del popolo italiano? Come possono tacere i pastori di fronte a un regime che, con il pretesto fasullo di un’inesistente pandemia, sta costernando economicamente il Paese in modo feroce e pervicace, sfibrando intere filiere produttive, lasciando senza lavoro decine e decine di migliaia di nuovi disoccupati, prostrando psichicamente e fisicamente gli italiani e usando persino i bambini come cavie da mascherina e distanziamento sociale (crescendo così una generazione di fobici e sociopatici), ai quali negare le condizioni minime necessarie per ricevere un’educazione scolastica decente (e non un indottrinamento di regime)?

Come possono i pastori accettare che la sacra liturgia della Chiesa sia ogni giorno sfigurata e abusata dall’applicazione di misure profilattiche ormai smaccatamente abnormi e totalmente ingiustificate? Come è possibile che i pastori favoreggino queste quotidiane offese a Cristo, il quale di ogni celebrazione liturgica è il centro, la fonte e il fine?

Insomma, è giunto per i pastori e per tutti i battezzati il tempo di decidere. O si è servi del regime violento e menzognero o si è liberi servi di Gesù Cristo Nostro Signore che è verità e salvezza. Essere servi di Dio significa essere pienamente liberi, poiché il servizio a Dio libera l’uomo dalla schiavitù del peccato e della morte e procura all’uomo la compiuta fioritura di sé stesso; essere servi di regime significa rinunciare inesorabilmente a libertà e dignità, poiché il servizio al regime asservisce l’uomo alla schiavitù del peccato e della morte, lo deturpa moralmente e spiritualmente e lo conduce sventuratamente al fallimento di sé stesso.

Scegliamo noi tutti battezzati, e scelgano i pastori che Dio ha preposto al suo gregge: o si è servi complici del regime o si obbedisce a Cristo e alla sua sequela. Tertium non datur. Una volta operata la scelta, si agisca di conseguenza.

Grazie, saluti cordiali, in unione di preghiera.

Alessandro Martinetti

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