Intervista / Sgarbi: “Il Covid politicamente mi ha fatto bene. I giovani sono con me”.

Mi chiama quando ormai manca poco alla mezzanotte. Sono i suoi orari. Gli avevo chiesto la possibilità di rivolgergli qualche domanda, ed eccolo qui, al telefono, Vittorio Sgarbi.

“Intervista per che cosa?”

Per il mio blog, Duc in altum.

“Va bene, vai”.

Vorrei parlare delle sue espulsioni dalla Camera. Tre, un record. Che cosa rappresentano?

“In aula abbiamo visto tafferugli e gente che urla, ma poche espulsioni. Io sono stato uno dei pochi espulsi. In genere chi viene espulso se ne va con le proprie gambe, ma i provvedimenti contro di me sono stati immotivati e così mi sono opposto”.

E l’ultima volta è finito pure all’ospedale…

“Sì, dopo aver detto che non me ne sarei andato, mi sono accasciato sopra le scale dell’emiciclo. Uscito in barella, è stato ravvisato un aumento della pressione e sono stato trasportato al Policlinico Gemelli”.

E anche lì Sgarbi si è opposto…

“Certo! Prima di procedere con altri esami volevano farmi il tampone! Gli ho detto che il tampone potevano metterselo… Che cosa c’entrava il tampone con la mia pressione alta? Mi sono rifiutato, me ne sono andato e le analisi le ho fatte in una clinica privata”.

Come giudica questa classe politica alle prese con il Covid?

“Dico che è subordinata all’imperativo sanitario. I provvedimenti sono totalmente condizionati dal Comitato tecnico scientifico”.

E qual è il suo giudizio circa il Cts?

“Sai quando vai dal medico e lui ti dice: guardi, lei sta bene, non ha niente, ma si riposi. Ecco, il Comitato tecnico scientifico è come quei medici che comunque ti vogliono mettere a riposo. Posso capire certe misure, ma la mascherina all’aperto, quando si è soli! Un’assurdità”.

E il coprifuoco, questa parola che ricorda la guerra?…

“Siamo di fronte a diktat immotivati. Che senso ha il coprifuoco quando non c’è in giro nessuno? Se volete evitare gli assembramenti, mettete divieti per la mattina o per il pomeriggio. Ci vengono imposte misure irragionevoli. In realtà ti dicono di rientrare alle ventidue per non farti uscire del tutto. E nei ristoranti il problema non è l’orario, ma è il numero delle persone presenti. Quindi, caso mai, dovevano mettere limitazioni per le presenze, non per gli orari”.

Durante questa pandemia si parla molto dei vecchi, perché sono i più esposti al rischio. Non parliamo mai dei giovani, che pure stanno pagando un prezzo molto salato, dal punto di vista sia dell’istruzione sia del lavoro. Lei che rapporto ha con i giovani?

“Guardi, penso che nelle prossime elezioni i giovani saranno determinanti, perché risponderanno con il loro spirito di liberazione a questa situazione. Quando vado in giro mi capita di essere acclamato dai giovani. Mi sono chiesto perché. Evidentemente sono diventato per loro quello che avrebbe voluto essere Grillo: uno che esce dagli schemi, che non appartiene alla nomenclatura. Se, a causa delle mie posizioni, un anziano può ritenermi un incosciente, molti giovani sono invece con me. Mi identificano come l’unica personalità politica credibile perché, espulso dal Palazzo, rappresento anche loro. Il grande seguito che ho sui social lo conferma. Questa connotazione ribellistica dei giovani, che è anche la mia, ha un indubbio valore politico e conterà. I giovani mi ringraziano perché dicono che io do speranza, mentre la sinistra continua a perdere colpi e i Cinque stelle hanno ormai perso del tutto la natura ribellistica degli inizi”.

A proposito, come sta il Movimento Rinascimento, da lei fondato?

“Sta molto bene. Ad Aosta siamo arrivati al ballottaggio e tutto ci dice che c’è uno spazio politico per noi. La nostra ostinata resistenza alla narrativa del terrore ci sta premiando”.

Sgarbi negazionista?

“No, io non sono per niente negazionista, ma non vedo perché dobbiamo essere catastrofisti. Trovo ridicole le prediche di Conte. E anche in questo i giovani sono con me. Loro sanno che il Covid, nel caso ti prenda, è guaribile. Non accettano che si blocchi tutto per il terrore”.

Narrativa controcorrente e consenso giovanile: le armi di Sgarbi?

“Sento che i giovani sono dalla mia parte. E devo dire che a me, politicamente, il Covid ha fatto bene”.

Diventerà sindaco di Roma?

“Vedremo. Se ha fatto il sindaco la Raggi, posso farlo anch’io!”

Ha l’appoggio del centrodestra?

“Purtroppo, il centrodestra non sembra avere a le idee chiare. Se il centrodestra convergesse su di me, sarebbe molto bello”.

E se non accadrà?

“È realistico puntare al posto di assessore alla cultura, che in una città come Roma sarebbe entusiasmante”.

Sgarbi, qual è il suo problema?

“È evidente. Come mi disse una volta Berlusconi, è che non sono governabile”.

Grazie, buonanotte.

“Buonanotte!”

A cura di Aldo Maria Valli

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