Ecco la “Pro-Abortion Mafia” sostenuta da Biden

Joe Biden sta riunendo un gruppo di estremisti favorevoli all’aborto per ricoprire molti dei posti più importanti della futura amministrazione. È quanto scrive in un’editoriale, intitolato Biden’s Pro-Abortion Mafia (La mafia pro-aborto di Biden), il National Catholic Register spiegando che fino a questo momento “l’esempio più eclatante” è l’annuncio del 7 dicembre, con il quale Biden ha fatto sapere di voler nominare ministro della Sanità Xavier Becerra, procuratore generale della California noto per le sue posizioni filoabortiste, sostenitore delle agenzie abortiste e acerrimo avversario dei pro-life.

In qualità di procuratore generale e prima ancora come legislatore dello Stato della California, scrive il Register, Becerra si è distinto per la priorità data alla possibilità di ricorrere all’aborto “a un livello davvero scioccante”. Tra l’altro, ha combattuto in tribunale contro gli attivisti per la vita e i cattolici che stavano contestando il Reproductive Fact Act della California, una legge, poi abrogata dalla Corte Suprema nel 2018, che pretendeva di costringere i centri di pro-life di sostegno alla gravidanza a pubblicizzare i servizi di aborto.

Allo stesso modo, Becerra ha usato la sua posizione di prestigio come procuratore generale della California per far rispettare un mandato statale del 2014 che prevedeva che i datori di lavoro coprissero le spese per gli aborti nei piani assicurativi sanitari, senza alcuna esenzione per i datori di lavoro religiosi.

Inoltre, in stretta collaborazione con Planned Parenthood (la grande multinazionale abortista che durante la campagna elettorale per la Casa Bianca ha apertamente appoggiato Biden), Becerra ha facilitato i procedimenti legali in corso in California contro David Daleiden, il coraggioso cattolico che ha rivelato la complicità dell’industria dell’aborto nel traffico di parti del corpo prelevate da bambini non ancora nati.

Da sottolineare che, come Joe Biden, Becerra si dice cattolico e non manca di pubblicizzare la sua fede religiosa in campo politico. Durante la campagna elettorale di quest’anno è stato uno dei responsabili di Catholics for Biden, squadra assemblata in gran parte, scrive il Register, per distogliere l’attenzione dal fatto che lo stesso Biden si è da tempo allontanato dall’insegnamento della Chiesa riguardo all’inviolabilità della vita umana nel grembo materno.

“È certo che Becerra – che ovviamente è stato nominato per le sue credenziali di attivista politico, non perché possieda esperienza circa questioni cruciali come la supervisione della politica federale riguardo alla pandemia COVID-19 – cercherà immediatamente di ribaltare l’ampia gamma di misure pro-vita prese dal Servizio sanitario nazionale durante l’amministrazione Trump”.

“Altrettanto certo – rileva il Register – è che Becerra si muoverebbe rapidamente, di concerto con qualsiasi politico pro-aborto che Biden sceglierà come suo candidato per la carica di procuratore generale degli Stati Uniti, per cercare di ripristinare la linea del ministero della Salute, profondamente discutibile, che segnò l’amministrazione Obama”. Basti pensare che fino a quando la linea non è stata modificato durante l’amministrazione Trump, organizzazioni religiose, come nel caso delle Piccole Sorelle dei Poveri, erano costrette a violare le loro credenze fornendo contraccettivi, sterilizzazione e farmaci abortivi nei loro piani sanitari per i dipendenti”.

Da sottolineare Becerra comporrebbe una formidabile coppia abortista con Kamala Harris, prima di lui procuratore generale della California e scelta da Biden come suo vice.

Nel frattempo, le designazioni di Antony Blinken come segretario di Stato e Linda Thomas-Greenfield come ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite sono state salutate da Planned Parenthood come “le scelte di Biden per guidare la lotta per i diritti riproduttivi in tutto il mondo”. In effetti, è chiaro che una priorità centrale della politica estera di Biden sarà riportare l’impegno pro-aborto in cima alla lista, come ai tempi di Clinton e Obama.

Poi c’è la nomina di Neera Tanden a direttrice dell’Ufficio gestione e bilancio. Come ha notato la Lega cattolica per i diritti religiosi e civili, Tanden è un’attivista pro-aborto di lunga data che faceva già parte dello staff di Hillary Clinton quando quest’ultima era la first lady. Durante l’amministrazione Obama, ebbe un ruolo centrale nell’elaborazione della linea del Servizio sanitario nazionale e si distinse per aver inviato a Bill Clinton una mail nella quale denigrava i leader cattolici per la loro presunta “misoginia”.

Le nomine a favore dell’aborto di Biden sottolineano anche il suo impegno, in linea con quello del Partito Democratico, nel premere per l’abrogazione dell’emendamento Hyde, approvato nel 1976 dalla Camera dei rappresentanti, ovvero la disposizione legislativa che vieta di finanziare con fondi federali gli aborti, tranne in caso di incesto, stupro o salvaguardia della vita della donna.

Non a caso, “abrogare l’emendamento Hyde quale politica discriminatoria” è la tesi sostenuta proprio in questi giorni dalla deputata del Connecticut alla Camera dei rappresentanti Rosa De Lauro, esponente della sinistra del Partito Democratico.

A.M.V.

Fonte: National Catholic Register

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