I matrimoni omosessuali e quei ruoli tradizionali che si ripropongono

Nel Regno Unito si sono accorti che i tassi di divorzio tra le coppie omosessuali sposate (il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Gran Bretagna è stato legalizzato nel 2014) sono superiori a quelli dei divorzi tra coppie eterosessuali, con punte particolarmente alte fra le coppie lesbiche.

Tra il 2018 e il 2019, scrive il Daily Mail, i divorzi tra le coppie dello stesso sesso sono quasi raddoppiati, passando da 428 a 822. E, all’interno di questa cifra, in quasi tre quarti dei casi si tratta di coppie lesbiche. (Nello stesso periodo, i divorzi tra coppie eterosessuali sono stati 107.599, con un aumento del 20 per cento).

Perché le coppie lesbiche sono più esposte a separazioni e divorzi?

Secondo Natalie Drew, attivista impegnata nel sostegno dei diritti delle persone lesbiche, il problema sta proprio nell’idea di matrimonio, non confacente a questo tipo di coppie.

Natalie Drew, che gestisce una clinica per aiutare le coppie lesbiche a concepire figli (e anche qui la tendenza alla separazione è marcata: un terzo delle 586 coppie lesbiche che si sono rivolte alla clinica tra il 2011 e il 205 ha finito col separarsi) sostiene che l’intera struttura del matrimonio, dalla cerimonia nuziale alla terminologia impiegata, spinge le coppie lesbiche a adottare la tradizionale specializzazione dei ruoli, ma tutto ciò non fa per queste persone. All’interno di un matrimonio, prima o dopo, una persona tende ad assume il ruolo “maschile” di capofamiglia che esce di casa e va a lavorare mentre l’altra assume il ruolo “femminile” di madre che sta in casa e si occupa dei figli, ma questo modello, dice Drew, è proprio l’opposto di ciò che le donne lesbiche desiderano. Dunque, molto meglio le unioni civili.

L’obiezione viene spontanea: ma che differenza ci può mai essere tra matrimonio e unione civile dal momento che, per la legge britannica, diritti e doveri, in un caso come nell’altro, sono gli stessi?

A giudizio di Natalie Drew è proprio l’idea di matrimonio a fare la differenza. Quando una coppia è sposata, subentrano alcune dinamiche che nel caso dell’unione civile non ci sono. In particolare, l’unione civile sarebbe libera dal “bagaglio patriarcale” che il matrimonio porta con sé.

Qualunque cosa si intenda con l’espressione “bagaglio patriarcale”, in realtà nel Regno Unito si è fatto di tutto per evitare che il matrimonio tra le persone dello stesso sesso abbia connotati simili al matrimonio tra persone eterosessuali. Le persone possono sposarsi dove, come e quando vogliono, e la legge si limita a chiedere che le cerimonie si svolgano “al sicuro” e in un “luogo dignitoso”. Tuttavia, a quanto pare, l’idea stessa di matrimonio porta con sé l’assunzione di modelli precisi, di tipo inequivocabilmente tradizionale.

La nascita di un bambino contribuisce molto allo svilupparsi di tali modelli. Quando in famiglia arriva un bimbo è automatico che un membro della coppia sia portato a occuparsi di lui mentre l’altro si orienti al sostentamento familiare. È automatico cioè che si venga a determinare una figura di “madre” e una di “padre”. Ma tutto ciò molto spesso non corrisponde all’idea di coppia coltivata dalle persone omosessuali. Di qui le crisi, le separazioni e i divorzi.

Ci si trova quindi di fronte a una situazione paradossale. I movimenti pro-omosessuali si sono battuti a lungo per il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la possibilità di avere figli, eppure proprio questi diritti si rivelano ora nemici della stabilità di tali coppie.

Cacciata dalla porta, la dimensione tradizionale (e biologica) della famiglia rientra dalla finestra. La stessa Natalie Drew, che ha offerto alle sue clienti la possibilità di diventare madri evitando loro la necessità di entrare in rapporto con un maschio, dice che non poteva prevedere che il problema del ruolo maschile si sarebbe comunque ripresentato nella coppia lesbica, pur avendo tolto di mezzo il maschio biologico.

A quanto pare, almeno guardando all’esperienza britannica, i migliori argomenti contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso stanno arrivando proprio dalle persone omosessuali.

A.M.V.

Fonte: LifeSiteNews

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Aldo Maria Valli, Semel in anno

(Cronache dal futuro, Interviste pazze, Cattolici su Marte)

Semel in anno licet insanire” dicevano gli antichi. “Una volta all’anno è lecito impazzire”. Quando le cose si mettono male, una risata può essere terapeutica. E può anche servire per dire la verità a fronte di un dispotismo soffocante. Vecchia storia: quando il conformismo dilaga, solo il giullare, attraverso la satira, riesce a proporre squarci di verità. E allora “insanire” può diventare addirittura dovere civile, se vogliamo usare parole grosse. Come diceva Victor Hugo, “è dall’ironia che comincia la libertà”. L’avvertenza è quella solita, nota ai frequentatori del mio blog Duc in altum: i contributi qui raccolti contengono ironia e sarcasmo. In caso di accertata allergia all’ironia e al sarcasmo, astenersi dalla lettura. Se siete allergici e non vi astenete, peggio per voi.

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