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Lettera dall’Argentina / 2. Lo scisma diffuso e polimorfo che è già in corso

Cari amici di Duc in altum, ecco la seconda Lettera dall’Argentina sulla situazione della Chiesa cattolica, tratta dal sito Wanderer. Si parla dello scisma che, di fatto, è già in corso.

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Molto si è detto in questi anni sulla possibilità di uno scisma vista la ferma vocazione di papa Francesco a dividere la Chiesa. È stato definito come uno scisma a “bassa intensità”, il che mi sembra giusto. Non credo che, se si dovesse verificare un tale scisma, vedremo di nuovo le tesi degli scismatici inchiodate alla porta di una cattedrale qualsiasi, o prìncipi cristiani che si ribellano contro i loro vicini per aderire all’eresia. Quelli sono tempi passati, quando la fede era vissuta seriamente, da una parte e dall’altra.

Per affrontare questo argomento, è bene ricordare ciò che predicava il cardinale Newman sul grano e la zizzania, i fedeli e gli infedeli all’interno della Chiesa: “Tutti coloro che sono nel corpo della Chiesa hanno gli stessi diritti, tutti sono battezzati, tutti sono ammessi alla Santa Eucaristia, a tutti viene insegnata la Verità, tutti professano la Verità. Naturalmente, ci sono sempre stati coloro che hanno proclamato dottrine corrotte o sono stati apertamente dediti al vizio, e naturalmente erano facili da riconoscere ed evitare. Ma erano pochi. Il grande corpo della Chiesa cristiana professa la stessa fede e tutti sembrano essere d’accordo e uniti. Ma tra queste persone apparentemente unanimi ancora esistente è l’inveterato conflitto, come fin dall’inizio, tra il bene e il male. Alcuni sono prudenti, altri sciocchi. Chi appartiene a un gruppo e chi all’altro è fuori dalla nostra portata, e non lo sapremo fino al giorno del Giudizio. Né sono configurati in questo momento uno a uno secondo un modello definito di bene e male; ognuno varia rispetto all’altro nel grado e nel modo di appartenere all’uno o all’altro gruppo; ma non ci sono dubbi che esistono due partiti nella Chiesa; ci sono due partiti, per quanto indefiniti e vaghi siano i loro limiti, composti da persone che, in un certo senso, vivono da amici intimi; cioè, si nutrono dello stesso cibo spirituale e professano lo stesso credo.

E perché lottano? In cosa consiste il conflitto? Gli apostoli combatterono difendendo la verità del Vangelo contro coloro che non credevano: anche i loro immediati successori combatterono, sebbene all’interno della Chiesa, ma contro eresie dichiarate che potevano essere affrontate, disarmate e scacciate. Eppure più tardi, ai nostri giorni, adesso, quei due gruppi furtivi della Chiesa, gli eletti e i falsi di cuore, per cosa stanno combattendo? Riguardo a cosa?” (SP III, 15).

Una prima distinzione da fare è tra scisma ed eresia. Si può essere scismatici senza essere eretici, come nel caso degli Orientali; la loro separazione era esclusivamente dalla comunione con la sede romana. Un’altra distinzione che sottolineo è che la comunione con il successore di Pietro ha una dimensione “legale” e una dimensione più profonda, “ontologica”: è la comunione con il Deposito della fede apostolica che un successore di Pietro può occasionalmente falsificare. Quest’ultima è la comunione veramente importante, la cui rottura comporterebbe il vero e proprio scisma. Così, ad esempio, la consacrazione dei quattro vescovi da parte del vescovo Lefebvre comportò uno scisma “legale” (furono fatti senza mandato pontificio) ma non fu uno scisma in senso ontologico, in quanto lo spirito del consacratore e delle persone consacrate fu quello di rimanere fedeli alla fede cattolica e in comunione con essa. Chi meglio conosce la teologia e il diritto mi potrà correggere.

Nella situazione attuale vedo difficile, quanto inutile, la proclamazione di scismi legali, a meno che la situazione non diventi estrema. Vedo piuttosto l’esistenza, da molto tempo, di uno scisma diffuso e polimorfico. È diffuso perché è sparso in tutto il corpo della Chiesa e i suoi contorni sono difficili o impossibili da determinare. Ed è polimorfico perché assume forme e modalità diverse, accompagnate in alcuni casi da eresia.

Una buona parte delle Chiese nordiche – Germania, Austria, Olanda e Belgio – sono scismatiche ed eretiche, sebbene non vi sia alcuna dichiarazione in tal senso. Lo sono nella pratica. Il fatto che molti parroci “benedicano” le unioni omosessuali imitando il matrimonio, che lo facciano pubblicamente e che i loro vescovi lo permettano, implica un comportamento scismatico, poiché esiste una separazione non legale ma ontologica dalla fede cattolica.

C’è poi una sorta di scisma giuridico, anche se non ontologico. Mi riferisco ai cattolici che, pur restando in comunione con Roma, non sono in comunione con l’0attuale vescovo di Roma giacché costui si allontana dalla fede apostolica. Sappiamo che la Chiesa non è proprietà del papa o dei vescovi, ed è per questo che rimaniamo in comunione con la Chiesa dei Padri e dei santi. In questo modo è pienamente giustificata l’azione determinata dei fedeli di San Rafael, che hanno protestato pubblicamente e in massa contro le decisioni di monsignor Taussig. La Chiesa non è sua, e nemmeno di papa Francesco. Come ha ben spiegato il cardinale Newman, i fedeli possiedono un sensus fidei che in varie circostanze della storia ha salvato la Chiesa, poiché i suoi pastori l’avevano perso.

E in mezzo c’è la grande massa di pastori e pecoroni che pensano che non ci si debba fare troppe domande e porre questioni, gente che deve conservare le proprie posizioni, che ritiene si debba mandare giù Tutti frutti (l’enciclica Fratelli tutti, ndt) e allietarsi con gli Amori di Letizia (il riferimento è ad Amoris laetitia, ndt). Sono loro che negano le prove o agiscono in malafede. Sembra, quindi, ozioso interrogarsi sulla possibilità di uno scisma: lo scisma è già in atto, sfumato, in tutta la Chiesa, inafferrabile e confuso, così come saranno confusi gli ultimi tempi.

Fonte: Wanderer

La precedente puntata è stata pubblicata il 6 febbraio 20121

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Con contributi di Enrico Maria Radaelli, padre Serafino Maria Lanzetta, padre Giovanni Cavalcoli, Fabio Scaffardi, Alessandro Martinetti, Roberto de Mattei, cardinale Joseph Zen Ze-kiun, Eric Sammons, monsignor Carlo Maria Viganò, monsignor Guido Pozzo, Giovanni Formicola, don Alberto Strumia, monsignor Athanasius Schneider, Aldo Maria Valli.

 

Aldo Maria Valli:
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