Germania / “Marie” all’attacco sull’esempio di Lutero. Con tutto l’armamentario femminista

Si chiama Maria 2.0 ed è un movimento di protesta di donne cattoliche tedesche che chiedono parità di diritti all’interno della Chiesa. Ultima iniziativa del movimento, affiggere alle porte di chiese e cattedrali, come Martin Lutero nel 1517, alcune tesi con le loro rivendicazioni.

Secondo le attiviste di Maria 2.0 alle donne dovrebbe essere consentito di celebrare la Messa, dare la Comunione, celebrare matrimoni. Vecchi temi, riproposti da tempo, ma ora rilanciati in parallelo con il “cammino sinodale” in corso nella Chiesa tedesca. 

Da Monaco a Würzburg, da Augusta a Colonia, da Magonza a Friburgo, le tesi sono ora esposte, e la Conferenza episcopale tedesca esprime “comprensione”.

Parità di diritti per le donne, no al clericalismo e all’abuso di potere, denuncia degli insabbiamenti degli abusi. Questi i punti. Ma nelle tesi si chiede anche un nuovo modo di guardare alla sessualità, c’è un attacco al celibato e si denunciano gli scandali finanziari. Il tutto all’insegna di una visione “elastica”, liquida, della dottrina e della morale.

L’esempio da seguire è esplicitamente Lutero, ma sono molti coloro che vedono, dietro le Marie, la mano del cardinale Marx, che vuole introdurre i cambiamenti senza fratture con Roma.

Ma ecco le tesi delle Marie.

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Il movimento femminista sostiene la parità di diritti per donne e uomini nella Chiesa. Combattiamo contro l’abuso sessuale, l’abuso di potere, il celibato obbligatorio e per una moralità sessuale più aperta.

A tutte le persone di buona volontà

  1. Nella nostra chiesa tutte le persone hanno accesso a tutti gli uffici, perché i diritti umani e la Legge fondamentale garantiscono a tutte le persone gli stessi diritti. Solo la Chiesa cattolica lo ignora. Essere un uomo oggi giustifica diritti speciali nella Chiesa. #just: pari dignità – uguali diritti
  2. Nella nostra chiesa tutti partecipano alla missione, il potere è condiviso. Il clericalismo è uno dei problemi fondamentali della Chiesa cattolica oggi e promuove l’abuso di potere con tutte le sue sfaccettature disumane. #Participative: responsabilità condivisa
  3. Nella nostra chiesa gli atti di violenza sessuale vengono chiariti in modo completo e i responsabili sono puniti. Le cause vengono costantemente combattute. La Chiesa cattolica è stata per troppo tempo una scena del crimine di violenza sessuale. I dirigenti della Chiesa occultano ancora le informazioni su tali crimini violenti e si sottraggono alle proprie responsabilità. # credibile: interazione rispettosa e trasparenza
  4. La nostra chiesa mostra un atteggiamento di apprezzamento verso la sessualità e la collaborazione, con autodeterminazione e consapevolezza. La moralità sessuale insegnata ufficialmente è estranea alla vita e discriminatoria. Non si basa sull’immagine cristiana dell’uomo e non è più presa sul serio dalla maggioranza dei credenti. #bunt: vivi in relazioni di successo
  5. Nella nostra chiesa lo stile di vita celibe non è un prerequisito per l’esercizio di un ufficio basato sull’ordinazione. L’obbligo del celibato impedisce alle persone di seguire la loro vocazione. Chi non riesce a adempiere a questo obbligo vive spesso dietro false facciate e precipita in crisi esistenziali. #Lifelike: senza celibato obbligatorio
  6. La nostra chiesa opera secondo i principi cristiani. Essa è amministratrice dei beni che le sono affidati, non proprietaria. Lo sfarzo, le dubbie transazioni finanziarie e l’arricchimento personale dei responsabili delle decisioni della chiesa hanno profondamente scosso e hanno lasciato svanire la fiducia nella chiesa stessa. #responsible: business sostenibile
  7. La nostra missione è il messaggio di Gesù Cristo. Comportiamoci di conseguenza e affrontiamo il discorso sociale. La leadership della chiesa ha giocato d’azzardo con la sua credibilità. Non riesce a farsi ascoltare in modo convincente e a lavorare per un mondo giusto nello spirito del Vangelo. #relevant: per le persone, la società e l’ambiente

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Il portavoce della Conferenza episcopale tedesca, Matthias Kopp, ha detto di capire il disagio provato da molti credenti nella Chiesa: “Sappiamo che sono necessari cambiamenti. Ecco perché la Conferenza episcopale tedesca ha lanciato il Cammino sinodale”.

Il Cammino sinodale prevede un “processo di riforma” che si occupa, tra l’altro, della moralità sessuale cattolica e della posizione delle donne nella Chiesa. “La protesta è certamente un mezzo legittimo” ha detto Kopp, precisando che “non possiamo però cambiare la Chiesa dall’oggi al domani, ma dobbiamo farlo in un buon dialogo basato sulla fiducia”.

Lisa Kötter, co-fondatrice di Maria 2.0, spiegando che il movimento si ispira direttamente a Martin Lutero, afferma: “Lo scisma nella chiesa è un fantasma che viene sempre evocato quando i critici si occupano di noi. Si dice sempre che Lutero ha diviso la chiesa, ma non è vero. Quelle che vengono divise sono le cose congelate. Non si possono dividere le cose elastiche”.

Fonte: zdf.de

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