Chi manovra Bergoglio ha già designato chi prenderà il suo posto

Cari amici di Duc in altum, segnalo questo articolo di Maurizio Blondet, nel quale si parla anche del sottoscritto. A Maurizio il mio saluto, con stima e affetto. Negli anni Ottanta del secolo scorso siamo stati insieme nella redazione di Avvenire. Lui era già un importante inviato quando io ero un praticante. È stato tra coloro che mi hanno insegnato la passione per la verità.

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di Maurizio Blondet

Non so commentare, e non ne ho voglia, “Francesco in Iraq”. Su Bergoglio ha scritto tutto ciò che serve Aldo Maria Valli, vir probatus che, padre di sei figli, ha pagato un prezzo elevato di emarginazione professionale, da famoso vaticanista della Rai che era a giornalista sportivo in attesa di maturare la pensione, per aver affermato, invece che le viscide adulazioni evidentemente richieste per essere “vaticanisti”, la verità: ossia che attraverso il pertugio del Concilio “l’uomo è  stato messo al posto di Dio” e che “vi è una verità; vi è una sola verità, l’errore religioso è per sua natura immorale” (cardinale Newman).

Io, quasi ottantenne e sterile, non sono all’altezza di commentare da cristiano ciò che può rovesciarsi anche in bene, per quelle sorprese che ci si attende ormai da Dio (che scrive su righe storte). A questo proposito, mi è stato segnalato un passo dell’ultima lettera di monsignor Viganò: “…Potremmo vedere un istruttivo parallelo di questa situazione nello speculare ruolo che il gesuita Jorge Mario Bergoglio si è visto assegnare dalla cosiddetta Mafia di San Gallo: anche l’Argentino, fino ad allora quasi sconosciuto, è stato eletto Papa per demolire le ultime vestigia della Chiesa cattolica; e come Conte, anche Bergoglio crede di essere l’autore di un cambiamento radicale ed irreversibile, pensando di passare alla storia mentre chi lo manovra ha già designato chi prenderà il suo posto. Anche in questo caso la vanità, l’egocentrismo, anzi il delirio di onnipotenza del personaggio gli impediscono di comprendere di essere usato e che l’appoggio di cui oggi beneficia si tramuterà in spietato cinismo non appena i suoi disastri saranno abilmente enfatizzati dai media. L’uno e l’altro hanno un simile destino, né farà eccezione Joe Biden, la cui vicepresidente Kamala Harris attende con impazienza il momento in cui il copione prevederà l’estromissione del corrotto democratico col pretesto della sua salute mentale e fisica…”.

La cosa più buffa è che l’amico che mi segnala il passo, dagli Usa, mi chiede: sai chi sarà il designato? Il che significa che egli crede che l’Onnisciente esista (il che è un bene), ma che abiti a Corsico (ossia lontanissimo dal centro degli eventi), abbia settantasette anni e sia alle prese con un disturbo neurologico che gli rende difficile persino scrivere senza refusi. Il che è palesemente un errore da cui sento il dovere di correggerlo. Posso solo dire che questi potenti che si credono vincitori sono “pula al vento”, come dice un salmo.

Sui testi di Aldo Maria Valli da rileggere ovviamente c’è Roma senza papa, ma anche l’intervista che gli ha fatto Radio Spada, e questa, più antica, sul prezzo che ha pagato.

Fonte: maurizioblondet.it

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