Il cardinale Bassetti, il ddl Zan, il mondo cattolico, i mass media. Un quadro a tinte fosche

Cari amici di Duc in altum, dopo alcuni mesi di silenzio mi ha scritto il Giovane Prete.  Sconcertato dalle dichiarazioni del cardinale Bassetti sul ddl Zan, esprime qui tutto il suo sdegno. E allarga lo sguardo alle nostre libertà, in particolare a quella di pensiero, con annotazioni sconsolanti sul comportamento dei mass media.

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Caro Aldo Maria, dopo tanto tempo torno a scriverti per condividere con te alcuni pensieri legati alla legge Zan.

La Cei

Anche in questi giorni chiunque si professi cattolico ha potuto fare la triste esperienza dell’essere ormai diventati orfani. Non abbiamo più padri! Lo dico come figlio addolorato di questa Chiesa fluida come l’identità “sognata” dagli attuali nemici di Dio e dell’uomo fatto a sua immagine e somiglianza.

Resto allibito di fronte alla resa dei nostri pastori su un tema fondamentale per la nostra fede e che ha ripercussioni concretissime nella vita delle persone, in particolare dei nostri giovani, coinvolgendo cosucce come l’identità sessuata, la libertà di pensiero, di parola e di educazione.

Il pensiero cattolico

Il 16 maggio è stato il giorno della definitiva resa della Cei, con l’intervento surreale del cardinale Bassetti che, dopo aver detto parole del tutto condivisibili, conclude inspiegabilmente che “la legge Zan va corretta e non affossata”, affermazione che non può che provocare d’istinto la domanda: “Ma ci è o ci fa?”. Come si fa a non capire che tutto ciò che di condivisibile aveva appena detto, se il ddl sarà approvato, non potrà più dirlo?  Tuttavia, ancora prima di quest’uscita, si poteva intuire che qualcosa non quadrasse dal modo in cui Avvenire aveva trattato la manifestazione contro il ddl Zan di Milano: un piccolo ritaglio in fondo a pagina 10, sotto un articolo contro Salvini… Solo Il Manifesto ha osato mettere la notizia in prima pagina, forse per la presenza di femministe ostili alla legge in redazione. Già questo basta a capire quanto stiamo vivendo in un mondo capovolto, dove tutto è invertito…

Infine, vorrei spendere due parole sul modo di “argomentare” che il mondo cattolico sta adottando negli ultimi anni. Sempre, nel dibattito pubblico, il cattolico non utilizza argomenti di fede, ma di ragione. Ossia, mai diciamo: “Siamo contro i matrimoni omosessuali perché la pratica omosessuale è condannata dalla Scrittura”. Questo lo può dire il sacerdote dall’ambone, ma nel consesso civile l’impostazione è differente. Ci sono “ragioni” che possono essere comprese da tutti gli uomini di questo mondo che fanno sì che la relazione omosessuale non vada legittimata per via giuridica. C’è tutta una grande cultura cristiana che muove dalla retta ragione e che oggi stiamo abbandonando. La “cancel culture” è viva e operante anche dentro la Chiesa! Questo si traduce nel limitarci a riprendere le posizioni di esponenti di altre culture (solitamente ostili alle nostre) per accreditare la posizione che adottiamo. Nel caso della Legge Zan, abbiamo continuamente esposto come “nostre” le ragioni dell’Arcilesbica o di qualche femminista. Secondo me invece sarebbe opportuno prima esporre le ragioni che provengono dalla nostra riflessione e solo alla fine, per renderle ancora più convincenti, aggiungere le parole di chi è lontano dal nostro mondo ma che, proprio in nome della ragione comune, può percorrere un pezzetto di strada con noi.

Questo sarebbe ancora più auspicabile perché nelle grandi battaglie antropologiche che abbiamo già di fronte, e che segneranno anche l’imminente futuro, lo scontro non sarà tra “pensieri differenti”, ma semplicemente tra ragione e follia. Per capirci: la copertina dell’Espresso non è un “pensiero differente”, è follia.

I media

Un punto urgente che bisogna affrontare è il totalitarismo massmediatico che vediamo in azione ogni volta che vengono messe sul tavolo tematiche LGBT+ (mettiamoci anche il più) o comunque bioetiche. Com’è possibile che ci sia una censura assoluta sulle manifestazioni che si oppongono alla propaganda arcobaleno e una totale visibilità in senso opposto? Non so se avete notato, ma una volta una notizia come quella relativa alla Marcia della Vita, o a qualsiasi altra iniziativa fedele all’insegnamento della Chiesa, veniva riportata. Magari con toni negativi, ma comunque non veniva ignorata totalmente. Oggi invece l’oscuramento avviene sistematicamente e coinvolge tutto il sistema dell’informazione, dai giornali alle televisioni.

Ora mi chiedo: com’è possibile tutto questo? Ci deve per forza essere una regia ben pianificata e questo è un problema molto serio per la nostra democrazia, per il diritto delle persone per lo meno a sapere quello che sta succedendo e quali siano le opinioni che si stanno confrontando. Mi ha colpito anche la velocità con cui il sistema ha bannato le proteste del mondo femminista legato ad Arcilesbica, fino a ieri portato in palmo di mano. Chi ha deciso che andava silenziato? Chi ha deciso (per tutti) che è finito il tempo di gay e lesbiche (con le loro vittorie) ed è arrivato il momento di fare il passo successivo, ossia imporre l’ideologia di genere? Non si tratta di essere complottisti, ma non è assolutamente possibile che questo avvenga casualmente, con questa velocità ed estensione!

Caro Aldo Maria, non so se magari tu ti sei fatto delle idee in proposito, avendo lavorato tanti anni nel mondo dell’informazione. Io sono un semplice sacerdote che legge molto e la mia risposta non può che essere quella tradizionale: massoneria. La Chiesa fino al Concilio Vaticano II l’ha condannata duramente e continuamente. Poi è calato il silenzio, ma dubito fortemente che, non parlandone più, essa sia come sparita improvvisamente. Anzi, sono portato a pensare invece che il suo potere si sia esteso ancora di più. Se a questo aggiungiamo il fatto che negli ultimi anni vi è stata una concentrazione del denaro in pochissime mani, ecco che il problema si fa sempre più grande. Che libertà e indipendenza avranno mai giornali e televisioni che devono la loro esistenza agli stessi padroni?

Il Giovane Prete

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Cari amici di Duc in altum, è disponibile il mio nuovo libro: La trave e la pagliuzza. Essere cattolici “hic et nunc” (Chorabooks).

Uno sguardo sulla situazione della Chiesa cattolica e della fede. Senza evitare gli aspetti più controversi e tenendo conto dell’orizzonte dei nostri giorni, segnato dalla vicenda del Covid. Un diario di viaggio in una realtà caratterizzata da profonde divisioni, ma con la volontà di costruire, non di distruggere. E sapendo che il processo di conversione riguarda tutti, a partire da se stessi.

Il volume prende in esame questioni disparate (dal Concilio Vaticano II al pontificato di Francesco, dalla vita spirituale in regime di lockdown alle vicende vaticane, dal great reset alle questioni bioetiche) ma con un filo conduttore: l’amore per la Chiesa e la Tradizione, unito a una denuncia chiara sia delle derive moderniste sia delle nuove forme di dispotismo che limitano o negano le libertà fondamentali.

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