Così lo stigma dell’irresponsabilità è già stato applicato. Benvenuti nel Mondo Nuovo

di Aldo Maria Valli

La vignetta mostra alcuni vigili del fuoco (tutti con mascherina) impegnati a spegnere un incendio che sprigiona nuvolette di fumo a forma di coronavirus. Ma un uomo senza mascherina, seduto sopra la manichetta, impedisce al vaccino di uscire dalla siringa posta all’estremità del tubo. L’uomo, obeso, indossa una maglietta con la scritta “anti-vax” e un cappellino rosso che ricorda quelli della campagna di Trump: Make America Great Again. Twittata dall’astrofisico Neil deGrasse Tyson, la vignetta è di immediata comprensione. Le persone che si vaccinano combattono attivamente contro l’incendio del coronavirus, ma chi si oppone al vaccino rende tutto inutile. E chi si oppone al vaccino? Un maschio bianco, sovrappeso, che appoggia Trump: la sintesi del peggio.

Spesso un disegno, anche molto semplice, delinea una filosofia meglio di mille parole. In questo senso la vignetta è eloquente. Chi osa nutrire dubbi e sollevare domande sugli attuali vaccini anti-Covid, anche se magari in precedenza si è sempre vaccinato e ha fatto vaccinare i suoi figli, è ipso facto un “anti-vax”. Con il suo comportamento irresponsabile ed egoistico boicotta e vanifica lo sforzo collettivo dei buoni nella battaglia contro il virus. E uno che si comporta così non può essere altro che un essere repellente e talmente ignorante da distruggere se stesso. E certamente in politica è schierato con il peggior populismo e crede a tutte le fake news complottiste. Essendo poi maschio e bianco, altrettanto certamente disprezza la causa Lgbt ed è quindi omofobo.

Bisogna fare i complimenti all’autore della vignetta perché davvero con pochi tratti è riuscito a riassumere numerosi contenuti. Non di meno, non mi sembra esagerato paragonare la vignetta alla stella che i nazisti utilizzavano come metodo di identificazione degli ebrei, così che il nemico del popolo potesse essere immediatamente riconoscibile e, nel caso, colpito in modo adeguato.

Nel suo messaggio via tweet il professor Tyson dice che chi si rifiuta di vaccinarsi contro il Covid-19 ascolta i teorici della cospirazione e persone profondamente disinformate anziché affidarsi ai seri professionisti della scienza e della medicina. Evidente la mistificazione, che volutamente ignora l’esistenza di professionisti della scienza e della medicina per niente convinti della politica di vaccinazione a tappeto, ma il professore ha stabilito che se tali professionisti esprimono dubbi sulla vaccinazione significa automaticamente che non sono seri.

Questa è la realtà nella quale ci troviamo e con la quale dobbiamo fare i conti. Ormai lo stigma dell’irresponsabilità, dell’ignoranza e dell’egoismo è già stato impresso su coloro che non si piegano alla narrativa dominante. Il prossimo passo sarà dichiarare che tutti costoro sono pazzi e dunque, in quanto tali, non meritevoli di veder riconosciuta la propria dignità di persona. Se tale dignità viene meno, legittima è la discriminazione. E se legittima è la discriminazione, non solo è possibile ma doveroso l’uso di ogni mezzo pur di eliminarli.

Non è uno scenario distopico: ci siamo in mezzo. Lo stigma è stato impresso, il meccanismo è stato avviato.

Mentre osservo la vignetta mi trovo in treno. A pochi passi da me c’è una famigliola: papà, mamma e bambina di circa dieci anni. La bambina fatica a sopportare la mascherina e spesso la abbassa, così da respirare più liberamente. Immediato il rimbrotto del padre: metti la mascherina! Il suddetto padre, con gli occhi incollati allo schermo del computer portatile, non parla mai, se non per rimproverare la bambina. La madre, da parte sua, armeggia con il cellulare alla ricerca di notizie sul Covid e a un certo punto dice: “Vediamo che cosa ci permetteranno di fare nei prossimi giorni”.

Come la vignetta con i pompieri, anche questa scenetta di vita familiare dice molto. Benvenuti nel Mondo Nuovo.

A proposito, com’è che scrive Huxley? “Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici”.

Bambina che ho visto sul treno, mi rivolgo a te: non arrenderti!

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