Studio dimostra relazione tra consumo di marijuana e aumento della spinta al suicidio, specie fra le giovani donne

Fine del mito delle droghe cosiddette “leggere”

di Brandon Showalter 

Uno studio del National Institutes of Health ha scoperto che l’uso di marijuana può aumentare il rischio di ideazione suicidaria e tentativi di autolesionismo, anche tra coloro che non hanno una storia di depressione.

Lo studio, intitolato Associations of Suicidality Trends With Cannabis Use as a Function of Sex and Depression Status, è stato pubblicato dalla rivista dell’American Medical Association. L’indagine è frutto di interviste familiari faccia a faccia nell’ambito delle indagini nazionali 2008-2019 sull’uso di droghe e sulla salute, condotte dai ricercatori in collaborazione con l’Amministrazione per l’abuso di sostanze e i servizi di salute mentale. Il National Institute on Drug Abuse ha sponsorizzato la ricerca come parte dei National Insistutes of Health [Istituti nazionali di sanità, agenzia del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, ndt].

Ciò che i ricercatori hanno scoperto è che i maschi che usavano marijuana quotidianamente e soffrivano di depressione avevano un aumento dell’ideazione suicidaria dal 14,9% al 21,9%, percentuale, che passava dal 10,3% al 17% tra gli utenti non giornalieri.

Secondo i risultati, anche le donne che fanno uso di marijuana sembrano avere un rischio associato maggiore di ideazione suicidaria. Infatti, tra le donne che soffrivano di depressione e facevano uso quotidiano di marijuana si registrava un aumento dei pensieri suicidi dal 14,5% al 26,8%, percentuale che passava dal 12% al 17,5% tra le donne che non facevano un uso quotidiano di marijuana.

Afferma la dottoressa Nora Volkow, direttrice del National Institute on Drug Abuse: “Anche se non possiamo stabilire che l’uso di cannabis abbia causato l’aumento della tendenza al suicidio, queste associazioni giustificano ulteriori ricerche, soprattutto considerando il grande peso del suicidio sui giovani adulti. Quando avremo capito meglio la relazione tra uso di cannabis, depressione e tendenza al suicidio, i medici saranno in grado di fornire una guida migliore e una più adeguata assistenza ai pazienti”.

Lo studio ha anche scoperto che il numero di persone che fanno uso di marijuana è raddoppiato tra gli adulti statunitensi dal 2008 al 2019, passando da 22,6 milioni a 45 milioni. Il numero di coloro che ne fanno un uso giornaliero o quasi giornaliero è triplicato, passando dai 3,6 milioni del 2008 ai 9,8 milioni nel 2019.

Quindici Stati degli Stati Uniti e il distretto di Washington hanno legalizzato l’uso ricreativo e non medico della marijuana da parte degli adulti. Trentasei Stati e il distretto di Washington ne hanno legalizzato l’uso per scopi medici.

I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a quattro gruppi di persone: non consumatori, coloro che fanno uso della droga ma non quotidianamente, consumatori giornalieri e tossicodipendenti.

Gli individui che fanno uso quotidiano di marijuana sono stati definiti, ai fini dello studio, come coloro che ne fanno uso trecento o più giorni all’anno.

I risultati chiave dicono che, tra le persone che soffrono di depressione, i pensieri suicidi riguardano il 35% dei non utilizzatori e il 44% di coloro che hanno riferito di fare un uso non quotidiano della marijuana. La quota sale al 53% fra coloro che ne fanno un uso quotidiano ed è del 50% fra coloro che sono designati come tossicodipendenti di marijuana.

Fonte: christianpost.com

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