Papa Francesco riduce drasticamente l’uso della messa tridentina

In Traditionis Custodes Francesco sostiene che l’unico rito della messa in uso nella Chiesa latina è quello del Concilio Vaticano II e pone condizioni molto restrittive per l’uso del rito tridentino.

di  Jean-Marie Guénois

Con il motu proprio Traditionis Custodes pubblicato il 16 luglio, papa Francesco annulla gli effetti del motu proprio  Summorum Pontificum di Benedetto XVI che nel 2007 ha conferito lo status di rito “straordinario” alla messa secondo il rito di san Pio V, per facilità d’uso.

Il Summorum Pontificum consentiva ai fedeli che volevano la messa secondo il rito tridentino, in uso prima del Concilio Vaticano II e comunemente chiamata “messa in latino”, di poterne beneficiare a condizione di rappresentare un gruppo stabile. Bastava chiedere al parroco che doveva accettare o trovare una soluzione per soddisfare questa richiesta. In caso di conflitto, il vescovo doveva accordarsi con i fedeli.

Condizioni molto rigide

Nel suo motu proprio Francesco ricorda che l’unica espressione del rito della messa in latino è quella del Concilio Vaticano II e dà ai soli vescovi locali, per “ competenza esclusiva ”, l’autorizzazione a celebrare secondo l’antico rito con condizioni molto rigorose.

Ma pone le condizioni per questo:

– che il “gruppo” in questione “non escluda la validità e la legittimità” della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Papi.

– si definiscano nella diocesi uno o più luoghi per questa Messa secondo l’antico rito ma “ non nelle parrocchie e senza erigere nuove parrocchie personali ”.

– che le letture di queste messe siano lette nella lingua volgare, quella del paese e non in latino, secondo le traduzioni stabilite dalla conferenza episcopale.

-un sacerdote, nominato dal Vescovo, quale “ delegato del Vescovo ” per queste celebrazioni e per la “ cura dei fedeli ”.

– sia effettuato un controllo da parte del Vescovo in tutte le parrocchie personali (parrocchie speciali già costituite con autorizzazione a celebrare il rito preconciliare) per ” valutare se saranno mantenute o meno “.

– che il vescovo “non autorizzi la costituzione di nuovi gruppi”.

Papa Francesco chiede anche ai sacerdoti ordinati “dopo la pubblicazione” di questo motu proprio e che vogliono celebrare secondo l’antico rito, “di fare formale richiesta al vescovo”, il quale, “prima di dare l’autorizzazione consulterà la Sede Apostolica” a Roma. Quanto ai sacerdoti che già celebrano in questa forma, dovranno “chiedere al vescovo l’autorizzazione a proseguire”.

Inoltre, il Papa abolisce l’ufficio specializzato in Vaticano incaricato di questa questione “tradizionalista” nella Chiesa, che si chiamava  Ecclesia Dei, e affida ai vari ministeri interessati del Vaticano il compito di dirimere eventuali problemi.

Fonte: lefigaro.fr

 

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