Il programma per le scuole cattoliche non è cattolico. I fedeli laici protestano e il vescovo fa marcia indietro. Una lezione dall’Australia

Il vescovo Vincent Long Van Nguyen, di Paramatta, in Australia, aveva fatto elaborare una bozza di programma scolastico per l’insegnamento cattolico, ma i fedeli laici, dopo una serie di proteste e di preghiere, ne hanno chiesto e ottenuto il ritiro, perché il testo non era in linea con la dottrina e la morale cattoliche.

I manifestanti, che si sono riuniti anche davanti alla cattedrale di St. Patrick di Parramatta, hanno sostenuto che il programma era pericolosamente fuorviante e pieno di omissioni.

Riferendo della vicenda, Edward Pentin spiega che in una dichiarazione, rilasciata il mese scorso, la diocesi ha affermato che “dopo un’attenta considerazione del feedback della Chiesa, della comunità e degli esperti in educazione religiosa e teologia”, il vescovo Vincent Long Van Nguyen di Parramatta ha chiesto al suo direttore esecutivo dell’educazione religiosa “di mettere in pausa l’attuazione della bozza del nuovo curriculum”.

Nel comunicato del 20 luglio il vescovo afferma: “Molti di voi saranno sorpresi e delusi da questa notizia” e “io sono profondamente grato” a coloro che hanno ideato il curriculum. Tuttavia, monsignor Long dice di aver deciso di sospendere la terza bozza del curriculum, intitolata Living Life to the Full, “per fornire tempo per ulteriori ricerche e perfezionamenti attraverso la collaborazione con contributori locali, nazionali e internazionali nei settori dell’educazione religiosa, della teologia e delle sacre scritture”.

Il direttore esecutivo della diocesi per l’educazione cattolica, Greg Whitby, ha dichiarato: “Abbiamo ascoltato la nostra comunità e apportato cambiamenti in base a ciò che abbiamo sentito. Questa pausa serve per un’ulteriore riflessione”.

La decisione del vescovo di sospendere la bozza è arrivata dopo una campagna che ha incluso la preghiera del Rosario davanti a San Patrizio e la pubblicazione di un testo di 114 pagine con cui la seconda bozza del curriculum è stata bocciata  da un insegnante di educazione religiosa, sposato e padre di cinque figli: Eamonn Keane.

Anche un sacerdote diocesano, padre John Rizzo, ha scritto al vescovo Long, spiegando quanto la seconda bozza del curriculum si discostasse dalla dottrina della Chiesa. Poi è arrivata la terza bozza, considerata dai fedeli laici ancora più problematica delle precedenti e quindi il programma è stato sospeso.

Nei mesi scorsi il vescovo Long era finito al centro di proteste anche per aver sostenuto le teorie sull’identità di genere ed essere stato accusato di un approccio favorevole all’agenda omosessuale.

Nello Stato del New South Wales ad aprile venne presentato un disegno di legge che mirava a “proibire l’insegnamento dell’ideologia della fluidità di genere ai bambini nelle scuole” e cercava di garantire che le scuole non “usurpino il ruolo di genitori”, ma il vescovo Long si disse contrario alla proposta e i fedeli anche in quel caso si mobilitarono per protestare.

Circa la terza bozza del curriculum per l’insegnamento religioso, sono state rilevate nove carenze fondamentali, tra cui una trattazione insufficiente dei dogmi mariani, nessuna menzione della parola “magistero”, nessun accenno alla dottrina del peccato originale e un trattamento “del tutto inadeguato” dei sacramenti del matrimonio e dell’ordine sacro.

Inoltre il programma parlava di “apprendimento trasformativo integrato con la sessualità”, un metodo di apprendimento che in sostanza, hanno fatto presente i fedeli laici, mirava a cambiare radicalmente la visione del mondo di una persona “a favore di una speculazione filosofica anticattolica e antiscientifica”.

Dopo che in un’omelia del 25 aprile scorso il vescovo Long ha sottolineato l’importanza di impegnarsi con coloro che sono ai margini della società, i fedeli laici hanno osservato: speriamo che tale attenzione valga anche nei nostri confronti.

Fonte: ncregister.com

 

 

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