Prima delle tenebre. L’odio che dilaga e il dovere della resistenza

Cari amici di Duc in altum, c’è una nuova lettera del Giovane Prete. Per quanto mi riguarda, mi ci ritrovo da cima a fondo. 

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Caro Aldo Maria,

ti scrivo per condividere con te e i tuoi lettori la grande preoccupazione per la piega violenta che sta prendendo il discorso pubblico in questi ultimi giorni. Le nostre paure sembrano ormai sempre più concretizzarsi. Tutto l’apparato politico, senza eccezioni, coinvolgendo nell’agone perfino il presidente della Repubblica, ha chiamato all’appello l’intero armamento massmediatico nel tentativo di dipingere tutti coloro che non si vogliono vaccinare come dei terroristi. Per chi non è nato ieri, è stato evidentissimo come qualche giorno prima dell’ultima conferenza di Draghi sia partita all’unisono, come risposta a un segnale, la costruzione dell’equazione non vaccinato uguale terrorista ovvero pericolo pubblico.

Vorrei fare un piccolo excursus della misericordia e dell’amore che zampillano dal cuore di chi ci vuole bene:

  • “Propongo una colletta per pagare ai no vax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come sorci” (Roberto Burioni)
  • “Ricettacolo di casi psichiatrici. Devono ridursi a poltiglia verde” (Selvaggia Lucarelli)
  • “Mi divertirei a vederli morire come mosche” (Andrea Scanzi)
  • “Rider, sputate nel cibo che consegnate ai no-vax” (David Parenzo)
  • “Potrebbe essere utile che, anziché noi vaccinati dimostrare di avere il green pass, quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartellino al collo con scritto: ‘Io non sono vaccinato e non lo voglio fare’. Sarà così possibile ‘liberamente’ per tutti gli altri evitarli, scansarli, tenerli lontani e, perché no, non farli entrare nel proprio esercizio commerciale. Saremmo tutti più liberi di non infettarci’. (Affermazione sottoscritta da Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto)
  • “Minacciano le persone, creano del terrorismo, vanno arrestati” (Paolo Guzzanti)
  • “Vagoni separati per non vaccinati” (Mauro Felicori, filosofo e assessore regionale)
  • “Il ministro Lamorgese richiami in servizio Bava Beccaris che sa come trattare questa gente, questi terroristi. Richiamiamo in servizio Bava Beccaris, il feroce monarchico Bava, con il piombo gli affamati sparò” (Giuliano Cazzola, ex sindacalista, oggi in +Europa)
  • “Dopo quella data (30 settembre) chi non ha fatto il vaccino sta a casa: queste persone non provino a venire nei luoghi pubblici (Eugenio Giani, presidente della regione Toscana)
  • “Sono dei criminali, associazioni organizzate contro lo Stato, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi” (Matteo Bassetti, infettivologo)
  • “Sarò felice di mettergli le sonde necessarie negli appositi posti. Lo farò con un piacere in più” (Cesare Manzini, infermiere)
  • “I cani possono sempre entrare, solo voi, com’è giusto, resterete fuori” (Sebastiano Messina, giornalista di Repubblica)
  • “Gli bucherò una decina di volte la solita vena, facendo finta di non prenderla e poi altro che mi verrà in mente” (Francesca Bertellotti, infermiera)
  • “La soluzione è una e una sola: campo di concentramento! Se fosse per me costruirei anche due camere a gas, ma visto che poi mi danno della nazista, evitiamo. Li mettiamo tutti insieme in esilio e quando sono morti di Covid li andiamo a recuperare e diamo degna sepoltura! Amen” (Marianna Rubino, dottoressa di Caserta).
  • “Li intubo senza anestesia, poi gli chiedo come stanno” (Sara Dalla Torre, infermiera)

In ultimo suggella il tutto l’incredibile discorso di Mattarella, che ad alcuni ha richiamato giustamente alla mente la prescrizione dei “due minuti dell’odio” nel regime totalitario di 1984 di George Orwell: “Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione perché quell’invocazione che vale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi, con l’eccezione di chi non può farlo, e comunque di svolgere vita normale, frequentando luoghi condivisi di lavoro, intrattenimento e di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la libertà, rinunciare a una prospettiva di normalità di vita”.

Con queste parole il “presidente di tutti gli italiani” addita i non vaccinati come i nemici dai quali dipende la mancata libertà di tutti gli altri.

Ho notato che questa argomentazione, quando mi trovo a discutere con le persone, è fatta propria dalla maggioranza. Pertanto è opportuno provare a ribadire la sua fallacia.

Due sono gli argomenti principali:

1) il vaccino non preserva dal contagio del virus né dalla sua trasmissione.

Ormai acclarata, questa circostanza è però ignorata e nessuno ne tiene poi conto. Anche ieri Myrta Merlino su La 7 insisteva dicendo: “Basta vaccinarsi tutti e finiscono i problemi”. Non è così.

2) I vaccinati contagiano come i non vaccinati, come ammesso dallo stesso Fauci: “I dati sono chiari, ora che abbiamo una variante delta, questo ha cambiato l’intero panorama, perché quando guardi il livello del virus nella faringe nasale di una persona vaccinata che contrae un’infezione con la variante delta, questa è esattamente uguale al livello di carica virale presente in una persona non vaccinata che è infetta. Questo è il problema”. Posizione ribadita anche deal presidente dell’Ordine dei medici di Roma: “Vogliamo precisare che la persona non vaccinata dal punto di vista di un’eventuale trasmissione è uguale a quella vaccinata, cioè semplicemente quella vaccinata non contrae la malattia”.

La prova empirica di questi due argomenti è Israele, il paese più vaccinato del mondo e che in questi giorni è quello che registra in proporzioni più contagi, anche gravi.

Insomma, la scelta della vaccinazione mondiale della popolazione non è la panacea di tutti i mali, anzi, potrebbe addirittura allungare i tempi della cessazione del virus, perché è proprio a causa di essa che si moltiplicano le varianti, come ammesso da Walter Ricciardi: “Il virus, trovando un soggetto vaccinato e che quindi in qualche modo gli resiste, cerca di identificare le strade per aggirare la vaccinazione”.

Era proprio per questo che i professori Raoult (il virologo numero uno al mondo), Montagnier e Tarro avevano cercato di avvertirci: “Non si vaccina mai durante un’epidemia, perché si creano le varianti, che sono poi quelle che creano problemi”.

Fatto sta che la disinformazione messa in piedi va avanti inesorabilmente e tutti noi dovremo fare i conti con le sue conseguenze.

La più importante è senza dubbio l’operazione compiuta dal Potere di dividere il popolo in due: vaccinati e non vaccinati, nemici tra loro, capolavoro politico frutto della tattica di sempre, quella del divide et impera. In questo modo il Potere solletica il vaccinato a scagliarsi contro i non vaccinati, facendolo sentire protagonista nella lotta del Bene contro il Male. Questo è il tempo in cui molti costruiscono le loro carriere future, per cui assistiamo alla patetica gara tra chi si mostra più intransigente degli altri.

Su questo punto vorrei inserire una nota ecclesiale.

Io vivo in un contesto in cui il cattolicesimo progressista è dominante e posso attestare come tra i miei fedeli ci sia la stessa inclinazione del presidente Mattarella (non per niente appartenente alla sinistra Dc), ovvero la voglia e il desiderio di punire, di prendersela con qualcuno, con il comandamento dell’amore di Gesù che si sta rimpicciolendo sempre di più. Inizia a essere considerato ovvio che i non vaccinati debbano essere non solo “isolati” ma vaccinati con la forza, che non meritino più di essere assistiti dalla sanità pubblica e vadano separati dal resto della società “civile”, dentro una mentalità neo-catara in cui i puri non devono più essere contaminati. Pertanto, non mi sorprenderebbe se i nostri vescovi, ormai in maggioranza di formazione catto-democratica, scegliessero di bruciare grani d’incenso ai padroni del potere, decretando l’obbligatorietà del vaccino almeno per tutti i sacerdoti.

Concludo con un giochino, riportando un passo del Diario di Anna Frank in cui sostituisco il termine “ebrei” con “non vaccinati”, a dimostrazione che la storia, se la si ascolta, può sempre insegnarci qualcosa.

“I non vaccinati debbono portare la stella giudaica. I non vaccinati non possono salire in tram, non possono più andare in auto. I non vaccinati non possono fare acquisti che fra le tre e le cinque, e soltanto dove sta scritto ‘bottega no vax’. I non vaccinati dopo le otto di sera non possono essere per strada, né trattenersi nel loro giardino o in quello di conoscenti. I non vaccinati non possono andare a teatro, al cinema o in altri luoghi di divertimento, i non vaccinati non possono praticare sport all’aperto, ossia non possono frequentare piscine, campi di tennis eccetera. I non vaccinati non possono nemmeno andare a casa degli altri. I non vaccinati debbono studiare soltanto nelle scuole no vax. E una quantità ancora di limitazioni del genere. Così trascorreva la nostra piccola vita, e questo non si poteva e quello non si poteva. Jopie è sempre contro di me: ‘Non posso far niente con te, perché ho paura che non sia permesso’. La nostra libertà è dunque assai ridotta, ma si può ancora resistere. (20 giugno 1942)”.

Caro Aldo Maria, la nostra libertà è dunque assai ridotta. Ma si può ancora resistere!

Il Giovane Prete

 

 

 

 

 

 

 

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