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Nuova normalità: scanner per il controllo, lazo per i renitenti

di Enrica Perrucchietti

Mentre il governo sta pensando a una nuova stretta del Green Pass e la “nuova normalità” acquisisce contorni sempre più orwelliani, da Trento arriva una notizia che destinata a far discutere e probabilmente a essere copiata da altre regioni.

Nelle scorse settimane si era parlato della nascita del “controllore automatico” del Green pass in Trentino: un semaforo-scanner che, una volta verificata la validità del lasciapassare vaccinale, emetterà una luce verde (o rossa, a seconda dei casi) che decreterà se un cittadino può fare o meno il proprio ingresso in un locale. Ora dopo le polemiche sulla privacy, è iniziata l’effettiva installazione dei primi nove totem per la verifica del Green pass.

Inizialmente il sistema, ideato dalla Provincia autonoma di Trento, era stato pensato per la ristorazione. Ma come sempre più spesso sta accadendo anche in altri ambiti, sono finiti installati in strutture pubbliche, sanitarie e sociosanitarie. Uno di questi, infatti, è stato posizionato proprio all’ingresso della Provincia. Questo primo gruppo di scanner fa parte della fornitura acquistata dalla Protezione civile di circa cento dispositivi, la cui consegna dovrebbe essere completata entro la fine mese. I trentini finiranno scansionati ovunque.

Distopia in arrivo anche dalla Regione Liguria: la polizia locale di Genova sarà il primo comando in Italia a sperimentare l’utilizzo del laccio immobilizza-persone “bolawrap” già in uso negli Stati Uniti e alternativa al taser: si tratta di un dispositivo costituito da un laccio in kevlar, fibra sintetica dotata di grande resistenza meccanica alla trazione, che il poliziotto può lanciare verso le gambe o il busto di un soggetto a una distanza dai 3 agli 8 metri bloccandolo senza ferirlo. Finora in Europa l’unica polizia a sperimentare l’impiego del “bolawrap” è stata quella serba.

L’utilizzo di questo dispositivo, come ha spiegato l’assessore comunale alla sicurezza Giorgio Viale, dovrebbe essere in alternativa al taser, considerato uno strumento di tortura da Amnesty international.

Curiose però le dichiarazioni del comandante della Municipale durante la presentazione del nuovo dispositivo: questi ha infatti ricordato come siano «circa cinquecento i TSO effettuati ogni anno dalla polizia locale di Genova».

Con la nuova normalità che avanza e con politici, giornalisti, esperti e intellettuali che evocano trattamenti sanitari obbligatori e la prigione per i no-vax, dovremmo aspettarci per il prossimo futuro, oltre ai semafori-scanner, anche uno scenario da far west con gli scettici del siero presi al laccio dalla municipale?

Fonte: visionetv.it

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