Follia gender / Non più Dio, ma Dio*. Un asterisco di genere “per combattere l’immagine di Dio come padre”

di Christa Pongratz-Lippitt

La Conferenza episcopale tedesca ha rifiutato di aggiungere un asterisco di genere dopo la parola Dio, che l’avrebbe trasformata in Dio*, come era stato chiesto da un’organizzazione giovanile cattolica tedesca.

“Al momento, il dibattito teologico sulla questione non è rilevante. Nella Chiesa abbiamo problemi ben diversi da affrontare”, ha detto il portavoce della conferenza Matthias Kopp al telegiornale tedesco Sat.1“Dio – ha aggiunto – è più del sole, della luna e delle stelle. Non possiamo afferrare Dio. Non possiamo descrivere Dio a parole”.

La comunità cattolica giovanile tedesca Katholische Junge Gemeinde, che fa parte di un’organizzazione che conta circa 660 mila aderenti, aveva pubblicato un comunicato stampa in cui affermava di voler discutere dell’ortografia della parola Dio per aggiungere un asterisco di genere.

“Sempre più fedeli – aveva sottolineato la comunità – sono scoraggiati dall’immagine di un Dio maschio, patriarcale, bianco, e lo stanno dicendo ad alta voce. L’immagine di un Dio maschio e bianco non ha colto nel segno e ha reso più difficile l’accesso a Dio da parte di molti giovani”.

“Se chiedete ai membri della KJG – dice Rebekka Biesenbach, assistente spirituale del gruppo – Dio può essere un amico di sesso femminile, una ragazza, un compagno, o l’amore. Sono tutte dimensioni che l’immagine di Dio come padre non riesce a rendere”.

La decisione di utilizzare l’asterisco di genere è stata comunque accolta con intresse dal vescovo Johannes Wübbe, ausiliare di Osnabrück e responsabile dell’ufficio per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca.

Al quotidiano tedesco Weser Kurier il vescovo ha detto di aver trovato “positivo” che i giovani cristiani vogliano discutere dell’immagine di Dio. “Ci viene detto continuamente che i giovani non possono immaginare Dio come un vecchio con una lunga barba bianca. Rivolgersi a Dio chiamandolo padre vuole soprattutto aiutare a descrivere l’essenza di Dio, ma non vuole designare il sesso di Dio”.

Già l’anno scorso l’Associazione degli studenti cattolici tedeschi aveva deciso di adottare l’espressione Dio*, con l’asterisco di genere, “per allontanarsi dall’immagine stereotipata del vecchio bianco con la barba che punisce la diversità”.

I vescovi non hanno fatto notare che le prime due parole della preghiera del Signore sono “Padre nostro”.

Fonte:  thetablet.co.uk

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