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Dimissioni di Carrón: CL al bivio, tra nuovi statuti e ipotesi commissariamento

Don Julian Carrón convocato d’urgenza in Vaticano dal cardinale Farrell, la Diaconia centrale di CL annullata senza spiegazioni: così si è arrivati alle dimissioni. E sabato 20 novembre i membri del Consiglio di presidenza della Fraternità di Comunione e Liberazione si incontreranno a Milano, in via riservata, per mettere a punto gli ultimi dettagli e inviare a Roma i nuovi statuti di CL, adeguati allo spirito del decreto papale. Per la successione si fanno i nomi di Nacho Carbajosa, capo di CL in Spagna, e don Stefano Alberto.

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di Francesco Balducci

Con le dimissioni di don Julián Carrón da presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, si apre per il movimento ecclesiale fondato da don Giussani un cammino incerto. Che potrà avere esiti diversi e inaspettati. Si chiude una fase confusa, quella della lunga presidenza Carrón (2005-2021), caratterizzata da un progressivo allontanamento dal carisma di don Giussani e un appiattimento sul pensiero mondano, proprio di tanti movimenti e associazioni cattoliche di stampo progressista. Comunione e Liberazione è stato per decenni uno dei fiori all’occhiello della Chiesa cattolica: in un panorama ecclesiale caratterizzato dalla scomparsa di vocazioni e dalla perdita di missionarietà, CL è stata a lungo una presenza di assoluta rilevanza nella società, nel mondo della politica, della cultura, dell’economia, dell’educazione. Nelle scuole e nelle università per anni e anni CL è stata l’unica presenza studentesca cristiana, anche in periodi in cui esserlo significava prendere sprangate dai collettivi di sinistra e dagli autonomi.

Straordinarie per numero e intensità le conversioni di migliaia di ragazzi, spesso provenienti da famiglie non cattoliche. Straordinaria la fioritura di vocazioni alla vita religiosa in nuovi istituti generati dal carisma di don Giussani: nella Fraternità sacerdotale San Carlo, nelle suore missionarie di San Carlo Borromeo; nelle suore di Carità dell’Assunzione; nell’Associazione laicale dei Memores Domini o nella Fraternità San Giuseppe per coloro che scelgono una vita nel mondo facendo i voti di castità, povertà e obbedienza. Ma anche in altre famiglie religiose di lunga storia, con interi monasteri nati o rinati grazie alle numerosissime vocazioni cielline (trappiste, cappuccini, benedettini).

Con la presidenza Carrón, però, piano piano questa “febbre di vita” si è appannata e ridotta al lumicino. Nelle scuole superiori Gioventù Studentesca è quasi scomparsa, gli universitari del CLU sono scomparsi da tantissimi atenei, passando dagli oltre diecimila dei tempi di don Giussani a circa 2.500. “Quasi tutti figli di ciellini, ormai la dimensione missionaria non c’è quasi più”, ci racconta uno dei pochi studenti ciellini critici del carronismo. Una situazione paradossale per quello che molti teologi definiscono “il carisma della presenza”.

Le dimissioni di Carrón hanno lasciato di sasso il popolo ciellino e anche molti dirigenti del movimento. Il prelato spagnolo, in base al decreto papale sui movimenti, aveva tempo fino all’11 settembre 2023 per restare al suo posto. Cosa che aveva tutta intenzione di fare. Ma, come filtra da alcune fonti, il successore di don Giussani è stato convocato improvvisamente giovedì scorso in Vaticano dal cardinale Farrell, che gli avrebbe rivolto un invito a dimettersi per consentire il rinnovamento di Comunione e Liberazione. Un primo sentore che qualcosa non andava si era avuto proprio giovedì in giornata, quando era stata annullata la Diaconia centrale di CL in programma quel giorno, senza specificare i motivi dell’annullamento.

Del resto, le resistenze di Carrón alla riforma degli statuti dei Memores Domini tra il 2020 e il 2021 (e che hanno portato al commissariamento dell’associazione laicale nel giugno scorso), e la plateale, mancata partecipazione dello stesso Carrón all’incontro del papa con i responsabili dei movimenti (incontro a cui era stato espressamente invitato) del 16 settembre, sono state il culmine di un rapporto tesissimo tra il sacerdote spagnolo e il Vaticano. A quanto risulta a Duc in altum, sabato 20 novembre i membri del Consiglio di presidenza della Fraternità di Comunione e Liberazione si incontreranno a Milano, in via riservata, per mettere a punto gli ultimi dettagli e inviare a Roma i nuovi statuti di CL, adeguati allo spirito del decreto papale. Statuti in cui sono contenute le nuove regole per l’elezione dei membri del Consiglio di presidenza, del presidente e dei delegati regionali. Si annunciano battaglie. I “carroniani” puntano all’elezione di un laico come presidente, affiancato da un sacerdote come assistente ecclesiastico (i nomi più gettonati sono lo spagnolo don Nacho Carbajosa, capo di CL in Spagna, e don Stefano Alberto). Si vedrà. Sempre che non intervenga nel frattempo, anche a breve, un decreto di commissariamento pure per CL. In Vaticano, ma anche negli ambienti ciellini, molti lo danno per probabile.

Aldo Maria Valli:
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