La finestra. Tra fede e universi paralleli

Cari amici di Duc in altum, è uscito il mio nuovo libro: La finestra (Fede & Cultura, 160 pagine, 15 euro). È un romanzo breve, e qui vi introduco alla storia.

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di Aldo Maria Valli

Ermete Pancrazio Diotallevi è un signore di circa sessantacinque anni, pensionato delle Poste. Originario del Nord Italia, vive a Roma, la città della moglie.

Dopo una vita allo sportello delle Poste, ha sviluppato una totale idiosincrasia verso il genere umano e se ne sta appartato, coltivando sentimenti di ostilità nei confronti del mondo. Ha due figlie ventenni, ma con loro, così come con la moglie, il rapporto si è degradato ed è quasi inesistente. Moglie e figlie lo considerano un incapace, un uomo inadeguato e forse pazzo. La consorte, donna aspra, per questo motivo gli ha affibbiato il nomignolo di Mister I. I, appunto, come inetto, inadeguato, incapace.

Totalmente disadattato, refrattario a ogni tipo di relazione con i familiari e il mondo esterno, Ermete vive nel ricordo della sua infanzia e ama trascorrere ore alla finestra, a parlare con le piante che sono a dimora sul terrazzo. Sostiene che lui capisce ciò che le piante gli dicono ed è pieno di ammirazione per il mondo vegetale, che non gli pone problemi di relazione. L’altra sua passione è l’etimologia: gli piace scoprire l’origine delle parole e studiarle. Ritiene che se le persone ne conoscessero l’origine, avrebbero più rispetto per le parole, con l’assai apprezzabile conseguenza di parlare di meno.

Per Ermete la finestra deve essere sempre aperta, perché lui è in costante debito d’aria. Quando si trova in un locale, vede il livello dell’aria e, se questo va sotto una certa soglia, lui si sente male. Di conseguenza, anche la finestra è motivo di conflitto, perché moglie e figlie la vorrebbero invece chiusa, sia in inverno sia in estate.

Ermete è un cattolico che non nasconde la sua avversione per la Chiesa uscita dal Concilio Vaticano II. Non condivide i cambiamenti introdotti in nome del rinnovamento, ha nostalgia della messa antica, si rifiuta di recitare il Padre nostro secondo la nuova traduzione, ama il latino e non sopporta i preti modernisti, che secondo lui assomigliano a manager di centri sociali e non si curano delle anime.

Stando costantemente alla finestra Ermete ha modo di ascoltare le voci che arrivano da una famiglia che abita di fronte alla sua palazzina. Un uomo violento e bestemmiatore se la prende di continuo con un bambino piccolo, di nome Giovanni, che piange e si lamenta. Non ci sono tracce della mamma di Giovanni, ma Ermete a volte ha l’impressione che la donna, silenziosa e a sua volta nelle grinfie dell’orco, se ne stia nascosta dietro una tenda.

A causa delle bestemmie che è costretto ad ascoltare, Ermete recita spesso preghiere di riparazione, il che lo induce a curare di più l’orazione.

Un giorno nella palazzina di fronte avviene un fatto sconvolgente. L’uomo violento e bestemmiatore viene ucciso a coltellate. L’omicida è la compagna, madre di Giovanni. La quale, arrestata, durante il processo fa il nome di Ermete come mandante…

Beh, può bastare così.

Solo una domanda: avete mai sentito parlare di universi paralleli?

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Aldo Maria Valli, La finestra, Fede & Cultura, Verona 2021, 160 pagine, 15 euro. 

Lo potete acquistare qui.

  

 

 

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