L’Ue si rimangia i divieti su “Natale” e “Maria”

L’Europa fa retromarcia sulle “linee guida per comunicazione inclusiva”. Abbandonata la strada che avrebbe portato all’ennesima follia.

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di Francesco Giubilei

Non sarà il passo indietro della Commissione europea sulle “linee guida per comunicazione inclusiva” a salvare le radici cristiane dell’Europa ma si tratta di un importante risultato ottenuto a partire dallo scoop de Il Giornale che ha scoperto un documento nato per circolazione interna alla commissione. I contenuti sono ormai noti: non si può più dire Natale o vacanze natalizie per non offendere le minoranze, vietato usare i nomi Maria Giovanni perché cristiani o utilizzare l’espressione “signori e signore” prima di un convegno, fino a situazioni paradossali per cui invece di affermare “colonizzare Marte” bisogna dire “inviare umani su Marte”.

Una vera e propria follia che ha suscitato lo sdegno di migliaia di cittadini in tutta Europa e fatto rimbalzare la notizia sui principali media europei suscitando l’intervento di decine di europarlamentari e dei leader del centrodestra italiano Matteo Salvini, Antonio Tajani, Giorgia Meloni che hanno protestato contro la decisione della Commissione.

Così è arrivata la marcia indietro dell’Ue e la commissaria europea alla Parità, Helena Dalli, ha ritirato le linee guida sulla comunicazione inclusiva spiegando: “La mia iniziativa di elaborare linee guida come documento interno per la comunicazione da parte del personale della Commissione nelle sue funzioni aveva lo scopo di raggiungere un obiettivo importante: illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione europea verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini europei”.

Per poi aggiungere: “Tuttavia, la versione delle linee guida pubblicata non serve adeguatamente questo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Le linee guida richiedono chiaramente più lavoro. Ritiro quindi le linee guida e lavorerò ulteriormente su questo documento”.

Si tratta di un piccolo – ma significativo – passo per evitare che l’Ue, in nome del politicamente corretto, cancelli le nostre tradizioni e l’identità europea ma è anche un’importante lezione per il mondo conservatore, liberale, cattolico. Quando si è in grado di portare avanti battaglie comuni attraverso un lavoro di squadra tra l’ambiente culturale e giornalistico e quello politico, i risultati si riescono a ottenere. Anche perché la stragrande maggioranza dei cittadini è contraria a questa visione ideologizzata delle istituzioni europee che non tiene nemmeno in considerazione il buon senso. Per questo è necessario continuare a lottare e battersi per un’Europa diversa, orgogliosa delle proprie radici e della propria identità a partire dalla celebrazione del Santo Natale.

Fonte: ilgiornale.it

 

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