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Dal Vaticano / Istruzioni in vista per “Traditionis custodes” e purghe nella Curia

Apprendiamo da rorate-caeli e da messainlatino queste notizie filtrate dai sacri palazzi.

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The Roche Christmas Massacre. La prossima settimana saranno pubblicate le istruzioni della Congregazione per il culto divino Traditionis custodes

Rorate ha appreso, ed è in grado di confermare, che l’istruzione della Congregazione per il culto divino (il cui prefetto è l’arcivescovo Arthur Roche) sull’applicazione del motu proprio Traditionis custodes sarà pubblicata la prossima settimana (salvo che qualche provvedimento straordinario impedisca la pubblicazione del testo già approvato).

L’Istruzione cercherà (tra l’altro) di imporre alla Chiesa universale, per volontà violenta e illegittima del legislatore, il progetto stabilito per la Diocesi di Roma dal suo cardinale vicario mesi fa riguardo a tutti i Sacramenti diversi dalla Santa Eucaristia.

Se raccoglieremo maggiori dettagli prima della pubblicazione, ve lo faremo sapere.

Preghiamo per la pronta fine di questo periodo oscuro nella storia della Chiesa. Sosteniamo tutti i sacerdoti che osano resistere.

Mater Dolorosa, ora pro nobis!

Fonte: rorate-caeli.blogspot.com

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Purghe di Francesco nella Curia romana

Apprendiamo da nostre fonti interne che ultimamente nella Curia romana sarebbero in corso vere e proprie “purghe” in alcune Congregazioni (principalmente Clero e Dottrina della fede).

Ma andiamo con ordine.

Congregazione per il clero

L’11 giugno 2021 la Sala Stampa della Santa Sede pubblica (qui) la nomina del nuovo prefetto della Congregazione per il clero nella persona di monsignor Lazarus You Heung-sik (qui).

La notizia di per sé non avrebbe nessuna particolarità, si tratterebbe di un semplice avvicendamento in Curia. Quella che stupisce è la tempistica, infatti, il cardinale Stella sarebbe comunque andato in pensione il 18 agosto 2021 (al compimento degli 80 anni di età) e stupisce il fatto che non si accenni, nel comunicato, a una rinuncia/dimissioni del cardinale Stella: di fatto uno schiaffo\rimozione. Stupisce, poi, ancora di più il fatto che il nuovo prefetto, a parte un’esperienza giovanile a Roma, non sia mai uscito dalla Corea del Sud e non abbia alcuna esperienza pregressa di Curia romana. L’ex prefetto cardinale Stella non sarebbe poi stato minimamente consultato per il successore e freddamente congedato anzitempo. Stella, fedelissimo del Santo Padre (non ha mai creato “problemi” alla linea teologica del pontificato), e certamente non “tradizionalista”, pagherebbe, inter alia, per aver cercato di impedire la pubblicazione del motu proprio Traditionis custodes, in quanto ritenuto divisivo e dannoso per la Chiesa.

Una sorte non migliore è toccato a monsignor Jorge Carlos Patron Wong (qui), segretario per i Seminari della Congregazione per il clero, voluto dal cardinale Stella nel 2013 e silurato l’8 dicembre scorso (qui), in seguito ad un’udienza assai singolare. Sembrerebbe che il Santo Padre abbia congedato il prelato messicano in pochi minuti (due o tre) spedendolo nella piccola e sperduta arcidiocesi di Jalapa (qui). E il monsignore sconterebbe il fatto di essere “un uomo di Stella”.

Congregazione per la dottrina della fede

Le “purghe”, più pesanti e profonde riguarderebbero la Congregazione per la dottrina della fede.

È noto che al Santo Padre il responsum (qui) col quale la Congregazione ha negato la benedizione delle “coppie” omosessuali non è andato a genio, come si suol dire. Il provvedimento, infatti, sarebbe stato “approvato” obtorto collo.

Inoltre la Congregazione si sarebbe cautamente opposta sia al famigerato motu proprio Traditionis custodes, sempre al fine di evitare divisioni e frazionamenti all’interno della Chiesa cattolica, sia all’istituzione di una ulteriore ed inutile Commissione sul diaconato femminile.

Ulteriori e generalizzati rimproveri poi verrebbero da Casa Santa Marta per un presunto mancato sostegno teologico al pontificato da parte della Congregazione.

Ricordiamo che la Cdf non è il notaio del Santo Padre ma un organo di controllo e difesa dell’ortodossia cattolica. Suo compito è anche di vagliare i documenti e, eventualmente, espungerne gli errori o le eresie dottrinali quando ve ne fossero.

Quindi il Santo Padre, ci dicono nostre fonti, starebbe per allontanare dalla Congregazione il segretario monsignor Giacomo Morandi (qui), conosciuto e apprezzato in Curia romana per l’equilibrio nel gestire casi anche assai difficili e delicati, trasferendolo in una diocesi italiana (probabilmente Pesaro, Firenze o Reggio Emilia). Sappiamo che molti prelati si sono detti sorpresi e delusi se fosse confermato il suo allontanamento.

Le sorprese non finiscono qui

Nel luglio 2022 scade il mandato del prefetto della Cdf, cardinale Ladaria. Il Santo Padre sarebbe addirittura pronto per assumere personalmente la guida della Congregazione. Se fosse vero, sarebbe un fatto senza precedenti. Storicamente fino al 1965 i papi erano anche “prefetti” del Sant’Uffizio ma governavano tramite un segretario. Dal 1965 in poi venne nominato un prefetto e il papa lasciò la guida del dicastero. Se fossero confermate queste indiscrezioni, si avrebbe per la prima volta la figura di un papa prefetto che dovrebbe autocontrollare i propri atti. Una follia.

Sarebbero poi nominati segretari gli attuali sottosegretari, monsignor Matteo Visioli e monsignor Armando Matteo, recentemente nominato senza particolare motivo. La Cdf quindi sarebbe divisa in due macro-aree (disciplinare e dottrinale) con funzioni tuttavia assai ridotte rispetto al passato.

Fonte: messainlatino.it

 

Aldo Maria Valli:
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