Vaticano, tempo di commissariamenti. Ora tocca a Propaganda Fide

Ultimamente il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede assomiglia a un notiziario dei commissariamenti.

Ieri, sotto il titolo Nomina del Delegato Amministrativo presso la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, si poteva leggere: “In data odierna, il Santo Padre Francesco ha nominato Delegato Amministrativo presso la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli il Dott. Benjamín Estévez Cominges”.

Evidentemente a Propaganda Fide, il ricchissimo dicastero vaticano che si occupa delle missioni (e il cui prefetto è il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, bergogliano di ferro), secondo il papa qualcosa non va sotto il profilo economico-amministrativo, ed ecco dunque che lo spagnolo Estévez de Comninges, esperto di direzione commerciale e marketing, viene inviato per mettere ordine. Da ricordare che il patrimonio immobiliare del dicastero è sterminato e l’esperto nominato delegato amministrativo è stato direttore di una multinazionale spagnola, il Grupo Multiasistencia, la cui attività principale è la gestione delle assicurazioni sulla casa. Inoltre Estévez de Cominges è stato direttore commerciale e marketing del Grupo Lar, multinazionale di sviluppo immobiliare.

La decisione relativa a Propaganda Fide arriva, come nota messainlatino.it, dopo quello della basilica papale di Santa Maria Maggiore e purghe varie (Congregazione per il clero, Congregazione per la dottrina della fede, Capitolo della basilica di San Pietro).

Nel frattempo, trovano conferma le voci circa le dimissioni del super-bergogliano cardinale Peter Turkson dall’incarico di prefetto del mega-dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, istituito espressamente da Francesco a sua immagine e somiglianza nel 2016 e che ha cumulato le competenze del Pontificio consiglio giustizia e pace, del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti e del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari e la pastorale della salute, senza contare le competenze su ben quattro fondazioni (Giovanni Paolo II per il Sahel, Populorum progressio per l’America Latina, Giustizia e Pace e Il Buon Samaritano) e il collegamento diretto con Caritas Internationalis. Se si pensa poi che del mega-dicastero fa parte la Sezione Migranti e Rifugiati, si capisce bene che qui siamo proprio nel cuore della linea impressa da Francesco al suo pontificato.

Di recente il dicastero era stato sottoposto a una revisione dei conti e a una visita, voluta dal papa, da parte di tre ispettori guidati dal cardinale Cupich. Inoltre lo scorso agosto il papa aveva nominato segretaria ad interim del dicastero e delegata per la Commissione vaticana Covid-19 suor Alessandra Smerilli, in sostituzione di due prelati, entrambi rientrati nelle rispettive diocesi.

Responsabile anche della Commissione vaticana Covid-19, Turkson, nato nel 1948,  ghanese, è stato creato cardinale nel 2003 da Giovanni Paolo II e nominato prefetto del nuovo dicastero da Francesco il 31 agosto 2016, dopo essere stato presidente del Pontificio consiglio giustizi e pace. Ha collaborato alla stesura dell’enciclica di Francesco Laudato sì’.

 

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