Celebra riti pagani ma combatte la Messa antica. Le imprese del cardinale Cupich

di Jules Gomes

L’arcivescovo di Chicago, cardinale Blase Cupich, che consente la celebrazione di messe Lgbt+ , ha pubblicato una nota di cinque pagine, due giorni dopo Natale, per vietare la celebrazione della Messa vetus ordo la prima domenica di ogni mese, a Natale, nel Triduo della Settimana Santa, la domenica di Pasqua e la domenica di Pentecoste.

Il presule, che si è pubblicamente opposto ai vescovi che cercano di negare la Santa Comunione al presidente pro-aborto Joe Biden, ha promulgato le proprie regole in attuazione del motu proprio Traditionis custodes di papa Francesco, il documento che minaccia di soffocare la liturgia antica.

Il giro di vite di Cupich contro la Messa vetus ordo obbliga tutto il clero dell’arcidiocesi a presentare una richiesta scritta ufficiale per ottenere il permesso dell’arcivescovo di celebrare la Messa tridentina. La richiesta deve includere “una dichiarazione di accordo” che prometta di rispettare le nuove norme.

I sacerdoti che desiderano celebrare con il rito antico, anche in privato, devono ottenere il permesso e “affermare esplicitamente” la “validità e legittimità” della riforma liturgica e del Concilio Vaticano II.

Joseph Shaw, presidente di Una Voce International, commenta: “L’apertura mentale del cardinale Cupich si estende alle Messe che incorporano elementi pagani indù o cinesi, eppure è determinato a impedire ai fedeli cattolici di pregare e adorare come avrebbero fatto i loro nonni nel giorno di Natale e la domenica di Pasqua”.

Anche il clero tradizionalista dovrà “dimostrare di apprezzare il valore della concelebrazione, in particolare nella Messa crismale” celebrata con il vescovo durante la Settimana Santa.

Cupich insiste sul fatto che quando i sacerdoti tradizionalisti celebrano la nuova Messa con le congregazioni (sotto obbligo, come la prima domenica del mese), devono farlo versus populum, a meno che l’arcivescovo non conceda il permesso di celebrare diversamente.

Inoltre, nelle Messe celebrate in tali occasioni – anche per Natale, la Settimana Santa e la Pentecoste – bisogna usare “esclusivamente i libri liturgici promulgati da san Paolo VI e da san Giovanni Paolo II, sia in volgare che in latino”.

In seguito ai recenti responsa ad dubia  (risposte ai dubbi) del Vaticano, che chiariscono aspetti della Traditionis custodes, Cupich ha anche vietato la celebrazione di tutti gli altri sacramenti secondo il rito antico, a meno che egli non conceda un permesso caso per caso.

“Nessuna autorizzazione sarà data per utilizzare il Pontificale Romanum precedente alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, poiché è stato abrogato”, ha dichiarato l’arcivescovo. Il Pontificale Romanum prevede riti per la cresima e l’ordinazione, e la sua abolizione impedisce l’ordinazione di sacerdoti secondo il rito antico.

Nei giorni scorsi i Canonici regolari di san Giovanni Canzio  (una fraternità sacerdotale che celebra con la liturgia tridentina) ha risposto al cardinale con una lettera pubblica nella quale annunciano il ricorso all’arcivescovo “per vari permessi”.

Padre Joshua Caswell, superiore generale della comunità, scrive: “Noi, come molti di voi, riceviamo questa notizia con non poca tristezza. Ma riconosciamo anche la sfida che ci attende: vivere più pienamente il nostro carisma, come delineato nelle nostre costituzioni”.

“Stiamo discernendo nella preghiera come essere un ponte per l’unità nella vita della Chiesa attuando fedelmente la politica dell’arcidiocesi in accordo con il nostro patrocinio spirituale e pastorale, ma restando allo stesso tempo fedeli alla nostra missione”.

I canonici esortano i fedeli a unirsi a loro in una novena del Rosario, a partire dal 25 gennaio 2022, supplicando che la Madonna alla fine ci dirà, come disse agli invitati alle nozze di Cana, indicando suo Figlio: “Fate quello che Egli ti dice”.

Come riportato da Church Militant, nel febbraio 2020 a Roma Cupich, durante una Messa da lui presieduta, permise ad alcune suore di eseguire un caratteristico rituale indù all’elevazione della Santa Eucaristia.

Il rito arati è uno dei dodici approvati dal Vaticano per la cosiddetta Messa di rito indiano e ha portato a un diffuso sincretismo, con abusi liturgici, confusione tra i laici e una moratoria sull’evangelizzazione in India.

Durante il rito indù, fiamme di canfora, fiori e bastoncini d’incenso vengono offerti alla divinità con una rotazione in senso orario davanti a un idolo. Le cinque luci di canfora simboleggiano gli elementi terra, aria, fuoco, acqua ed etere, rappresentando la totalità del cosmo.

Il cerimoniale è anche usato per accogliere una personalità o un ospite importante poiché, nell’induismo monistico, l’intera creazione è un unico principio di divinità.

In Hindu World Benjamin Walker sottolinea che “l’obiettivo del rito arati è compiacere la dea con luci e colori brillanti e anche contrastare il malocchio”.

Un mese prima, Cupich aveva eseguito un rituale cinese per il risveglio del leone in occasione del capodanno lunare cinese, prima di celebrare la Santa Messa presso la Carmel Catholic High School a Mundelein, nell’Illinois.

In quel caso il cardinale eseguì una benedizione pagana su occhi, naso, bocca, orecchie e corpo del leone, mentre recitava l’invocazione “Buona fortuna sulla tua testa, luce miracolosa che risplende ai tuoi occhi, le tue orecchie catturano suoni da tutte le direzioni. Grande fortuna e grande profitto per tutto l’anno, dall’inizio fino alla fine”.

Nel 2016, Cupich visitò la chiesa cattolica cinese di Santa Teresa per la Messa nel capodanno lunare cinese e in quel caso guidò la concelebrazione da un altare decorato con simboli pagani, tra cui l’immagine di un drago sul paliotto e due labirinti d’oro a ciascuna estremità dell’altare, a simboleggiare il “flusso delle forze cosmiche”.

L’incensiere cinese a lato dell’altare rappresentava l’offerta di un sacrificio di pacificazione per le anime sofferenti degli antenati, pratica animistica pagana.

Le danze del leone e del drago durante le celebrazioni del capodanno cinese hanno lo scopo di scacciare gli spiriti maligni e portare fortuna per l’anno futuro. “Nessun cristiano degno di questo nome può mai abbracciare il rituale tradizionale di una danza del leone in grado di allontanare i cattivi presagi”, ha avvertito  Khen Lim.

Steven Wong, nel suo libro Exposing Chinese Ancestor Worship, spiega che la “benedizione” della testa di leone, come quella fatta da Cupich (cerimonia nota come “l’iniziazione della testa di leone”), viene eseguita normalmente dai sacerdoti del tempio. La testa di leone viene presentata all’altare degli dei, un prete quindi entra in trance sotto il possesso di uno spirito, prende una grande penna, la immerge nell’inchiostro nero e disegna un “terzo occhio” sulla testa del leone, simbolo di una porta che serve allo spirito per entrare nella testa del leone.

Osserva Joseph Shaw: “A Chicago da quattordici anni e più la Messa tradizionale e la Messa riformata convivono, offrendo ai cattolici opzioni liturgiche più ricche e contribuendo all’integrazione dei cattolici legati alla Messa antica. Ora Il decreto del cardinale Cupich li farà sentire meno che benvenuti. C’è da chiedersi come tutto questo implementi il ​​mandato di Nostro Signore di pascere le sue pecore”.

Nella sua lettera di accompagnamento alla Traditionis custodes papa Francesco si è detto “addolorato per gli abusi nella celebrazione della Liturgia da tutte le parti”. Francesco ha deplorato, con Benedetto XVI, come “in molti luoghi le prescrizioni del nuovo Messale non vengano osservate nella celebrazione, ma anzi vengano interpretate come un’autorizzazione, o addirittura un’esigenza, della creatività, che porta a distorsioni quasi insopportabili”.

Finora, però, Francesco non ha mai intrapreso alcuna azione per fermare i diffusi abusi liturgici nelle celebrazioni novus ordo.

Sia Vatican News sia L’Osservatore Romano – gli organi di informazione della Santa Sede – hanno riferito del regolamento diffuso da Cupich.

Fonte: churchmilitant.com

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