L’albero e i frutti. Osservazioni sulla nota della Congregazione per la dottrina della fede in materia di vaccini

Cari amici di Duc in altum, queste osservazioni sulla Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19 (21 dicembre 2020) mi sono state inviate da un lettore che preferisce restare anonimo. Il contenuto è delicato. Tra gli stessi cattolici, lo sappiamo, ci sono posizioni assai diverse. Sottopongo il tutto alla vostra valutazione e riflessione.

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La Nota della Congregazione per la dottrina della fede relativa all’uso di alcuni vaccini anti covid è stata pubblicata il 21 dicembre 2020 con lo scopo di risolvere i dubbi che emergono quando ci si chiede se l’utilizzo dei vaccini anti covid-19 è un male o un bene. Il problema non è di poco conto e nasce dal fatto che i vaccini attualmente in corso di somministrazione, nel loro processo di ricerca e produzione, hanno utilizzato o utilizzano linee cellulari che provengono da tessuti ottenuti da due aborti volontari avvenuti nel secolo scorso. Per maggiore chiarezza è bene sapere che i fogli illustrativi dei vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson al punto 6 dichiarano:

Astrazeneca – “Adenovirus di scimpanzé che codifica per la glicoproteina spike del SARS-CoV-2 ChAdOx1-S*, non inferiore a 2,5 x 10 8 unità infettive *Prodotto in cellule renali embrionali umane geneticamente modificate (HEK) 293 e mediante tecnologia del DNA ricombinante”.

Johnson & Johnson – “Il principio attivo è un adenovirus di tipo 26, che codifica per la glicoproteina spike di SARS-CoV-2* (Ad26.COV2-S), non meno di 8,92 log 10 unità infettanti (U. Inf.)* in ciascuna dose da 0,5 mL. *Prodotto nella linea cellulare PER.C6 ® TetR e mediante tecnologia del DNA ricombinante.” – PER.C6 identifica una linea cellulare ricavata da un feto volontariamente abortito.

Nei vaccini Pfizer e Moderna non sono menzionate cellule embrionali umane, ma almeno in fase di verifica del prodotto hanno usato la linea cellulare HEK 293. Probabilmente la nota utilizza i termini ricerca e produzione alludendo al fatto che in alcuni vaccini le linee cellulari embrionali umane sono state utilizzate solo in fase di ricerca, messa a punto e test, in altri invece anche nella produzione degli stessi.

Ora, per risolvere i dubbi relativi alla moralità di questi vaccini sarebbe lecito aspettarsi che una parola del Signore sia stata utilizzata per far luce sulla questione, ma non sembra che tale parola sia stata cercata o sia stata posta come luce sul candelabro per far luce a tutta la casa. Non c’era forse nessuna parola adatta a questo caso? Una parola c’è, chiara, semplice e comprensibile da tutti, ma forse è stata deliberatamente tenuta nascosta perché certe parole del Signore fanno andare su tutte le furie i potenti del mondo, certe parole del Signore rischiano di condannare a morte chi le proclama. Il Signore con un’immagine chiarissima avverte quanti lo vogliono ascoltare che un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni (Mt 7, 18).

Questa parola è particolarmente adatta a far luce sul problema in esame. Infatti, è detta proprio per quei casi in cui ci si trova di fronte a dei frutti che all’apparenza sembrano buoni, ma non si è poi così sicuri che siano veramente buoni. In questo caso siamo invitati a esaminare se l’albero da cui provengono è buono o cattivo. Ora, se un vaccino ha alla sua origine l’uccisione volontaria di un bambino, avidità di denaro, sete di potere, menzogne, prepotenza, oscuri disegni… non potrà in nessun caso produrre frutti buoni, anche se questi sono sbandierati come tali. Purtroppo, coloro che spingono per la vaccinazione sono dotati di potentissimi mezzi e raffinate tecniche psicologiche per dire a tutti che solo questi vaccini riusciranno a salvarci dai guai che ci affliggono.

Questa parola del Signore è inoltre molto utile per coloro che decidono di non cedere alla pressione in atto tendente a sottoporre alla vaccinazione il maggior numero di persone, infatti, questa scelta potrebbe non essere indolore ed esporre alla perdita del lavoro, a tensioni e incomprensioni famigliari, a rottura di amicizie, a emarginazione sociale, a vessazioni di varia natura… Ma il Signore assicura che anche se la scelta è dolorosa, se perseveriamo e abbiamo fiducia in lui, a suo tempo i frutti di questa scelta non potranno che essere molto buoni, perché un albero buono non può produrre frutti cattivi.

Autorizzati al compromesso

Ora, questa sciagurata nota e coloro che la presentano come un modello di equilibrio, di buon senso, di sapienza… sono causa di molti mali fra i fedeli. Uno di questi è che, anziché esortare all’eroismo, i fedeli sono autorizzati e incoraggiati a rifugiarsi nel compromesso; invece di fortificarli spiritualmente li si debilita, li si invita a rifugiarsi in una casa costruita sulla sabbia, ossia destinata ad andare in rovina. Le coscienze invece di essere illuminate vengono oscurate e addormentate, così i lupi che non dormono mai possono più facilmente rapire e disperdere le pecore del Signore. Assistiamo così da ogni parte e a tutti i livelli che i cristiani, invece di prendere a guida delle loro scelte le parole del Signore si adeguano più o meno tranquillamente alle direttive dei governanti e percorrono la via larga su cui i più sono incamminati. Commettono così il crimine di dichiarare con i fatti che le parole del Signore sono stolte, mentre le parole dei virologi, dei comitati tecnico scientifici, dei decisori politici sono sagge. Ma le parole del Signore non passeranno mai e in base a quelle saremo giudicati, lui ci ha avvertiti: Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, larga e affollata quella che conduce alla perdizione. Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. Un albero cattivo non può produrre frutti buoni. Non è possibile servire due padroni. Beati voi quando vi perseguiteranno per causa mia…

Ciò che diciamo alle case farmaceutiche

Un altro male è il seguente: se un cristiano si sottopone alla vaccinazione, la casa farmaceutica che ha prodotto il vaccino ha come messaggio di ritorno che il suo operato è approvato anche da quel cristiano, è così incoraggiata a sviluppare farmaci servendosi di pratiche abominevoli. In altri termini, l’affermazione che la nota fa al punto 3, vale a dire che la vaccinazione non può costituire in sé una legittimazione, anche indiretta, della pratica dell’aborto, e presuppone la contrarietà a questa pratica da parte di coloro che vi fanno ricorso, è un messaggio che non giunge alla casa farmaceutica da chi si vaccina, al contrario essa riceve il messaggio che le cose vanno bene così come lei le ha pensate.

La confusione dei fedeli

Un altro gravissimo male di questa nota è di confondere i fedeli, i quali, di fronte a un documento emanato dalla congregazione per la dottrina della fede sono indotti a pensare che esso esprima il pensiero autentico di Cristo e della Chiesa. Ma può essere pensiero di Cristo un pensiero che non procede in maniera chiara e limpida dalle sue parole? Può essere pensiero di Cristo un pensiero che trascura, anzi, contraddice le sue parole? Dove sono Cristo e le sue parole in questa nota? Cristo è legato alla colonna a subire i flagelli che gli infliggono i suoi ministri e questo è il più grande dei mali che questa nota sta producendo.

Ragioni valide o sofismi? L’assenza di vaccini eticamente ineccepibili

La nota elenca alcune ragioni che renderebbero moralmente accettabile l’uso dei vaccini che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione.

La prima la troviamo al punto 2. che possiamo riassumere così: se fra i vaccini disponibili non ce ne sono di eticamente ineccepibili oppure se per ipotesi alcuni lo fossero e altri no, ma non è possibile scegliere quale assumere, allora l’uso di qualunque vaccino è moralmente accettabile.

Questo criterio sembra dare acriticamente per scontato che non ci siano altre soluzioni per prevenire e curare la malattia causata dal virus; ma considerare il vaccino come unica arma a disposizione è una posizione miope e superficiale. Queste armi ci sono ed è molto grave che la nota non ne parli, forse perché prendere atto che misure alternative ci sono e sono efficaci renderebbe di fatto moralmente illecito affidarsi a questi vaccini?

La collaborazione remota

Al punto 3 si afferma che “La ragione fondamentale per considerare moralmente lecito l’uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al male (dell’aborto) è remota”. Per illustrare questo concetto la nota aveva precedentemente fatto osservare che esistono diversi gradi di responsabilità morale nei processi di ricerca e produzione di farmaci che utilizzano linee cellulari di origine illecita, ad esempio, chi ha il potere di decidere le strategie aziendali e quindi se utilizzare linee cellulari provenienti da aborti volontari, ha responsabilità maggiore di chi si trova a dover eseguire gli ordini dei superiori in altre fasi del processo; ancora minore sarà la responsabilità di chi utilizzerà i farmaci senza avere avuto alcun potere decisionale nelle loro fasi di ricerca e produzione. Bisogna comunque riconoscere che, anche se remota, la responsabilità di una qualche cooperazione al male c’è; si possono individuare almeno le seguenti responsabilità:

– chi si vaccina di fatto conferma la bontà di un prodotto malvagio;

– chi si vaccina contribuisce a dare un compenso a un produttore malvagio incoraggiandolo a continuare a essere tale;

– chi si vaccina contribuisce ad aumentare il potere dei malvagi, ma se il potere dei malvagi aumenta i buoni sono in pericolo;

– inoltre, la scelta di assumere il vaccino costituisce un esempio che può indurre altri a fare lo stesso, facendo ulteriormente crescere il potere dei malvagi e indebolendo di conseguenza il potere dei buoni.

– Anche su questo punto della cooperazione remota, ossia debole, in cui la responsabilità di una singola persona può sembrare piccola rispetto alla grande responsabilità del produttore, il Signore ci avverte: chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto, chi è disonesto nel poco è disonesto anche nel molto; ciò che è considerato poco grave agli occhi degli uomini può essere molto grave agli occhi di Dio, proprio perché evitare il male non è superiore alle forze di chi deve decidere in un senso o nell’altro.

– Cooperare anche remotamente con il male favorisce comunque la sua azione nell’anima e quindi ostacola l’azione della grazia.

– Cooperare remotamente al male indebolisce la forza della volontà nell’aderire al bene della rettitudine, favorendo così il crescere dell’ingiustizia nel singolo e nella società.

Esame di un’obiezione

Qualcuno potrebbe pensare che, in fondo, si potrebbero accettare i vaccini che hanno utilizzato le cellule embrionali umane “solo nelle fasi preliminari di test”, come qualche alto prelato afferma. A questo proposito ci possiamo chiedere: era possibile testare i vaccini con cellule non umane? Se la risposta è sì, allora la malvagità del produttore è evidente perché, potendolo, non ha esitato a servirsi di cellule provenienti dell’uccisione di un bambino per mettere a punto il suo prodotto. Se la risposta è no, perché per qualche ragione solo le cellule umane potevano validare il prodotto, allora segue che l’utilizzo delle cellule umane è legata in modo essenziale alla realizzazione del prodotto, quindi il produttore e il prodotto sono malvagi e non possono produrre frutti buoni.

Il grave pericolo

Il punto 3 prosegue argomentando così: c’è in giro un agente patogeno grave, questo fa sì che siamo in un grave pericolo perché la diffusione di tale agente patogeno non è altrimenti contenibile; quindi, il dovere morale di evitare la cooperazione materiale passiva al male non è vincolante.

Che la diffusione dell’agente patogeno grave non sia altrimenti contenibile se non con questi vaccini è un’affermazione gratuita che non corrisponde alla realtà; lo dimostrano quei medici che, avendo veramente a cuore il bene dei loro pazienti, hanno prescritto con successo farmaci capaci, sia di guarire, sia di evitare l’intasamento degli ospedali. Come mai questi medici non sono ascoltati e i loro metodi di cura non sono valorizzati, anzi, sono boicottati? Quanto poi al grave pericolo come la diffusione altrimenti incontenibile della pandemia causata dall’agente patogeno grave, ci si può chiedere: quando ci troviamo di fronte a un grave pericolo? Quali sono gli indici e le soglie superate le quali si è di fronte a un grave pericolo? L’indice di letalità? L’indice di mortalità?… La nota non ne parla e dà emotivamente per scontato che stiamo vivendo una catastrofe sanitaria.

I dati ufficiali dicono che dall’inizio dei guai a oggi (5 maggio 2021), in Italia sono stati conteggiati 122.005 morti, che sul totale di circa 60 milioni di abitanti fa lo 0,20% nel periodo da marzo 2020 ad aprile 2021; se dividiamo per i quattordici mesi del periodo, otteniamo che ogni mese i decessi sono stati mediamente lo 0,014% della popolazione italiana. Se confrontiamo i decessi conteggiati per il virus con i decessi per tumore vediamo che questi ultimi sono molto maggiori. I dati Istat attualmente disponibili si riferiscono al 2017 e dicono che in quell’anno i decessi sono stati 180.085; quindi, in dodici mesi il numero di decessi per tumore è stato molto maggiore di quello conteggiato per il virus in quattordici mesi. Questo per avere un’idea non emotiva di quanto sia grave il pericolo. Se dunque la condizione per rendere la vaccinazione moralmente accettabile è la gravità della diffusione pandemica questa non è soddisfatta.

Vaccini sicuri ed efficaci

Il ragionamento al punto 3 prosegue dicendo che in tale caso – ossia di gravità della diffusione pandemica – si possono usare tutte le vaccinazioni riconosciute come clinicamente sicure ed efficaci. Ma come abbiamo appena visto non è vera la premessa di quest’affermazione e non è vero neanche che i vaccini attualmente in commercio siano sicuri ed efficaci. Chi lo dice che sono sicuri ed efficaci? Lo dicono sia i produttori, sia gli enti regolatori come l’Ema a livello europeo e l’Aifa per l’Italia. Credere a ciò che dicono i produttori è come credere all’oste quando dice che il suo vino è buono; se fossimo certi che l’oste è onesto potremmo anche credergli, ma in questo caso siamo certi che l’oste è malvagio; perché è malvagio chi non ha avuto nessuno scrupolo nel progettare e produrre farmaci che hanno comportato l’uccisione di bambini. Gli enti regolatori poi, hanno autorizzato la commercializzazione dei vaccini in deroga alle procedure correnti per il rilascio degli stessi a causa della situazione di emergenza. Hanno autorizzato non per averne testato autonomamente l’efficacia e la sicurezza, ma semplicemente esaminando la documentazione fornita dalle case produttrici. Inoltre, non ci sono stati i tempi tecnici necessari per raccogliere i dati su eventuali effetti indesiderati a breve e a lungo termine. Non c’è stato il tempo di studiare se, e quanto negativamente, questi vaccini possano interferire con altri farmaci che specialmente gli anziani normalmente assumono. I vaccini sono poi talmente efficaci che una persona vaccinata deve continuare ad adottare esattamente le stesse precauzioni di una persona non vaccinata. Per non parlare dei numerosi dubbi sollevati da ricercatori seri sulle incognite dell’applicazione su vasta scala di tecnologie biologiche piuttosto rischiose. Se così stanno le cose è piuttosto inquietante lasciare intendere che ci siano vaccini riconosciuti come clinicamente sicuri ed efficaci. Quindi, anche il criterio che renderebbe moralmente accettabile la vaccinazione perché il pericolo è grave e il rimedio sarebbero dei vaccini riconosciuti come clinicamente sicuri ed efficaci non è soddisfatto.

La libertà di scelta

Il punto 5 tratta della libertà di scelta rispetto alla vaccinazione. Pur riconoscendo che di norma non vi è un obbligo morale alla vaccinazione, tuttavia, tende a raccomandarla perché bisogna tutelare sia la propria salute, sia quella del prossimo e in assenza di altri mezzi per arrestare o anche solo per prevenire l’epidemia la vaccinazione è cosa buona e giusta.

Giunti a questo punto non è possibile non sentire la nausea e il fetore del peccato, che principalmente consiste in questo: le parole del Signore non solo non sono credute, ma non sono nemmeno prese in considerazione. Come se lui non fosse degno di essere ascoltato, si ascoltano invece senza discutere le parole di politici corrotti, di esperti di dubbia imparzialità, di potenze farmaceutiche e finanziarie avide di denaro e di potere… e per giunta si invitano i cristiani a credere a questi e non al Signore. Il Signore senza fumosità e ambiguità ci dice che un albero cattivo non può produrre frutti buoni. Se questo è vero, ed è vero, nessuna tutela né della propria salute, né di quella del prossimo può venire da farmaci coinvolti in vario modo con l’uccisione di bambini. Raccomandare la vaccinazione è contraddire la parola del Signore, è di fatto affermare che “un albero cattivo può produrre frutti buoni”, ed è quanto questa nota fa nel suo insieme. Tutti coloro che invitano a sottoporsi a questa “cura”, in realtà preparano l’umanità a precipitare in una nuova sciagura, e i guardiani delle pecore che invece di difenderle dall’assalto dei lupi, con i lupi si alleano, riceveranno la ricompensa dovuta alle loro opere.

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