Lupi, agnelli e capri espiatori. Così ci siamo consegnati alla paura e alla follia

di Mario Grifone

Caro Valli,

Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi

Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.

L’incipit della favola di Fedro era uno dei primi testi latini che si imparavano fin dalle medie, quando lo studio di quella lingua era obbligatorio. La favoletta proseguiva con il lupo che accusava l’agnello di inquinargli l’acqua e l’agnello che con la logica dell’umile gli faceva notare che non era possibile, scorrendo l’acqua verso di lui, ma semmai il contrario, poi in un crescendo di falsi pretesti, sempre puntualmente contestati, il lupo rompeva gli indugi e si mangiava il malcapitato agnellino.

La favoletta aveva un morale e cioè che quando il prepotente vuole ottenere qualcosa non ascolta nessuno e va avanti per la sua strada.

In realtà la morale è doppia perché insegna anche a distinguere tra chi alimenta il suo pensiero con ragioni solide e chi invece usa falsi pretesti per giustificare la sua cattiva condotta.

Ecco, oggi siamo vivendo una situazione simile, solo che le forze in campo sono molto più sbilanciate: dalla parte del lupo abbiamo il governo, i virologi, i giornalisti, i magistrati eccetera, ma l’agnello è sempre solo.

Il problema è che molti “agnelli” non riescono neanche più a trovare la forza di opporsi con la quella semplice logica in grado di smontare le “ragioni” del prepotente.

Se ricorda, qualche tempo fa le scrissi parlando della famosa finestra di Overton, quel meccanismo che permette di rendere legale un concetto che inizialmente non è accettato da nessuno e allo stesso tempo di trasformare la maggioranza dei contrari in una minoranza dapprima derisa, poi fortemente criticata e infine spietatamente perseguitata. L’avevamo visto con il divorzio, l’aborto e il gender e facevo notare come col progredire dei mezzi di informazione i tempi di realizzazione della finestra diventano sempre più brevi.

Devo però dire che non immaginavo, quando le scrissi, che si potesse conseguire un tale risultato in meno di due anni.

Se torniamo al 2019, penso che nessuno avrebbe mai accettato una legge che limitasse la libertà di movimento, l’accesso ai luoghi pubblici, un trattamento sanitario obbligatorio con contestale dichiarazione di consenso informato e addirittura la sospensione dello stipendio. Un primo ministro che avesse osato emanare un decreto con solo la metà delle cose scritte nell’ultimo parto dell’illuminato che sta guidando l’Italia avrebbe causato paginate di reprimende, talk show indignati, girotondi e cortei. Se ricorda ci provarono con le 5/6 vaccinazioni obbligatorie ai bambini e successe un finimondo; se poi il governante fosse stato pure di centrodestra avremmo avuto una rivoluzione.

Ora che i diritti fondamentali “senza se e senza ma”, slogan ormai dimenticato dai corifei dell’attuale regime, sono bellamente violati, sembra che siano tutti d’accordo. Penso sia ormai esperienza comune: persone a noi legate da lunga amicizia, con le quali magari si sono passate vacanze o si è cenato insieme dialogando amabilmente, non sono più in grado di comprendere quello che sta succedendo. La paura indotta del contagio ha la meglio su qualunque ragionamento.

Questa scriteriata propaganda ha (volutamente?) diviso i cittadini creando un capro espiatorio denominato no-vax al quale viene attribuita la responsabilità della diffusione del virus, anche quando i vaccinati sono quasi il 90%: è come il lupo che accusa l’agnello di avvelenargli l’acqua. Tuttavia non è questa la cosa più grave, c’è di peggio: chi ha volontariamente od obbligatoriamente offerto il braccio alla patria, tranne qualche caso raro, ha sviluppato una sorta di egoismo nei confronti degli altri, il green pass è la patente di questo egoismo, una volta ottenuto il magico lasciapassare chissenefrega degli altri, la cosa importante è che finalmente si è liberi, almeno per un po’… fino al prossimo obbligo.

Ecco, è qui che mi pongo la domanda: come si fa a gioire della restituzione di una libertà che ti sarebbe dovuta senza alcuna contropartita? Come se un ladro, dopo averti rubato le cose più care, tornasse a casa tua per rivendertele e tu invece di mandarlo in galera lo ringraziassi redarguendo chi invece quel ladro lo vorrebbe punire.

Certo, dopo decenni a non pensare che purtroppo si muore, leggere ogni giorno un bollettino di decessi impressiona, ma è sempre stato così: se uno si va a vedere le statistiche dei decessi degli anni passati non sono così diverse dalle attuali, solo che non c’erano i giornali e le tv a ricordartelo e così si faceva finta di niente vivendo come se il tempo a disposizione fosse illimitato.

Aggiungo che a oggi i decessi per cause di eccessi alimentari sono superiori a quelle della pandemia. Mi aspetto quindi a breve una nuova propaganda con tanto di quotidiano bollettino mortuario per scoraggiare le persone a mangiare salumi o bere vino, minacciandole di non essere curate. Il gioco è facilissimo quando si limita la definizione di bene comune alla sola salute.

Ora passi per i giornali e le tv di regime, ma mi sarei aspettato che di fronte a tutto questo scempio ci fosse almeno la Chiesa a ribellarsi; mi sarebbe piaciuto ascoltare dal nostro Pastore un messaggio più o meno di questo tono: cari fedeli, anche se non ci pensate purtroppo si muore, la vita non è infinta, sfruttate bene il tempo che il Signore vi concede e non abbiate paura di quello che succederà, pensate invece che il bello deve ancora venire e sarà eterno, giocatevi bene la partita e pregate con intensità.

E invece devo sentirmi dire che la vaccinazione è un atto d’amore e i peccatori sono i no-vax egoisti!

In passato la Chiesa aveva la capacità di interpretare i segni con grande lungimiranza, Leone XIII capì le derive totalitarie del socialismo appena due anni dopo la fondazione di quel movimento, così come Giovanni Paolo II cent’anni dopo ci invitava a non abbassare la guardia dopo la caduta del muro di Berlino, ma a guardare il rovescio della medaglia del comunismo che è il capitalismo finanziario egoista e prepotente.

Questa capacità di interpretare i segni è il motivo della lunga durata dell’Istituzione per eccellenza, ma ora sembra che l’unico segno sia il green pass che sicuramente non ci farà entrare in paradiso, ma sarà un ottimo lasciapassare per l’inferno per coloro che ne hanno fatto uso per comprimere i diritti altrui e fomentare la divisione e l’odio fra i fratelli.

 

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