Fra dignità della persona e ricatti

di Fabio Battiston

I governanti dell’obbligo vaccinale esultano; ci stiamo ormai avvicinando a grandi passi verso il 90% della popolazione over 12 sicuramente “vaccinata” con due siringhe; in più, un 60% di questa strabordante maggioranza ha già avuto modo di rimpinzarsi con la terza. Ma quante storie, quanti drammi personali e familiari, quanta angoscia mal repressa per molti di costoro che hanno dovuto sottostare, loro malgrado, a questa odiosa forma di moderna tirannide del terzo millennio. Tra questa moltitudine di persone c’è anche una nostra cara amica, donna intelligente e colta; fedele al principio del conoscere, capire per poi decidere in piena coscienza, ha sempre rifiutato questa forma di coercizione pseudo-scientifica, partorita da una governance politico-sanitaria ed industrial-finanziaria globale che in Italia sta dando l’immagine più orrida di sé.

Ci è arrivata una telefonata in questi giorni; era lei, che annunciava di aver dovuto sottostare al diktat impostole dall’amministrazione pubblica presso la quale lavora da molti anni. Si era appena sottoposta alla prima iniezione. La sua angoscia era palpabile, opprimente, mentre ascoltavo quello che stava raccontando. Giorni, settimane, mesi di pressione inusitata dal proprio ambiente lavorativo; un vero e proprio stalking psicologico. Il tutto con un “tocco” che, se possibile, rende ancora più odioso questo atteggiamento: l’apparente affetto e bonarietà con cui giungevano questi ukase. Ammonimenti soft dietro ai quali si celavano maldestramente i ricatti di un potere mefitico mai così materialmente percepibile dalla singola persona. Nessuna possibilità di “resistere” o di negoziare soluzioni alternative; poi, in caso di rifiuto, ecco “l’olio di ricino” ormai a tutti noto: sospensione immediata, stipendio azzerato (con le relative conseguenze su pensione e liquidazione), messa all’indice all’interno dell’amministrazione. Il tutto con l’aggiunta dell’isolamento psicologico e materiale derivante dall’assenza del famigerato super green pass. E intorno a te centinaia di migliaia di “bravi cittadini”, ubbidientemente vaccinati, che continuano ad ammalarsi, a contagiare ed in molti casi ad entrare in ospedale, in terapia intensiva e, purtroppo, a morire (lo certificano le tabelle dell’Iss, non un fanatico terrapiattista).

Il racconto della nostra amica è anche lo specchio di un’umanità ormai allo sbando, sulla quale le decisioni e le azioni di questi Gauleiter della politica sanitaria (e non solo) hanno dato il colpo di grazia finale. Una mannaia fatta di apartheid, odio sociale, discriminazioni, vendette personali, delazione e corruzione: è questo l’abominevole “menu” donatoci dal Covid 19, 20, 21, 22… che le nostre “autorità” ci propongono ogni giorno alla mensa del terrore.

La nostra amica, al termine del colloquio, ha usato queste parole per darci l’esatta dimensione di ciò che aveva dovuto subire: “Mi sono sentita stuprata, nella mente, nella coscienza e nel corpo!”

Una piccola chiosa finale. La donna di cui ho parlato non è credente e, da un certo punto di vista, questo è per lei un bene poiché le consente di non essere oppressa da un’ulteriore angoscia oltre a quelle che deve sopportare. Non dovrà infatti provare il dolore di un cattolico, non vaccinato come me, accusato dal pontefice di non ubbidire al “cristianissimo” dovere morale di sottoporsi alla salvifica siringa.

 

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