“Qualunque sia l’obiettivo russo, il grande pericolo è un’escalation”

La resistenza dell’Ucraina di fronte all’attacco russo, le possibilità dei difensori di Kiev, il rischio di una completa occupazione. Questi i temi affrontati da Mathieu Boulègue, esperto militare di Chatham House, centro studi britannico specializzato in analisi geopolitiche e delle tendenze politico-economiche globali, in un’intervista all’agenzia lituana Lrt Novosti.

***

La situazione militare sembra disperata per l’esercito ucraino. Qual è la sua valutazione?

La situazione non è così disperata. Sì, in campo c’è l’esercito russo, ma in diversi punti le forze armate ucraine (UAF) hanno rallentato la sua avanzata. Le truppe russe stanno cercando di sopprimere la difesa aerea dell’Ucraina, quelle ucraine stanno combattendo per ogni metro quadrato, cercando di contenere l’attacco nella prima fase. Ora si tratta di mitigare le conseguenze e prepararsi a una possibile controffensiva quando le truppe russe lanceranno un’invasione su larga scala.

Le forze ucraine possono tenere Kiev?

La situazione a Kiev è difficile. I russi cercheranno probabilmente di circondare Kiev da diverse direzioni strategiche, quindi o manterranno l’assedio o entreranno in città, a seconda del grado di resistenza. C’è da chiedersi se la Russia abbia fretta e se deciderà di entrare rapidamente a Kiev oppure se può permettersi un assedio. La battaglia potrà essere molto veloce o lunga e molto sanguinosa.

Qual è il piano della Russia in Ucraina? Qual è l’obiettivo finale: un’occupazione totale o parziale?

Difficile da dire. La Russia ha una mappa della geografia militare dell’Ucraina. L’attuazione del questo piano è vincolata alla capacità di resistenza delle forze ucraine. Questo piano potrebbe anche essere scoraggiato dalla risposta occidentale se sarà una risposta reale in grado di modificare il rapporto costi-benefici per il Cremlino.

Un altro deterrente è il morale e il desiderio di combattere le forze russe. La Russia probabilmente cercherà di entrare il più in profondità possibile nel territorio ucraino con una chiara strategia per porre fine alla guerra, ma questo dipenderà dal grado di resistenza.

Vuole dire che il piano della Russia è occupare completamente l’Ucraina e cambiare il governo?

Non sono sicuro che l’obiettivo sia occupare completamente. Il costo di un’occupazione totale potrebbe essere troppo alto. Ma penso che, tenendo conto della resistenza delle forze ucraine, abbiano deciso di prendere Kiev il prima possibile per decapitare il paese. Questo potrebbe cambiare completamente la situazione.

Ammettiamo che la Russia occupi l’Ucraina. Riuscirà a tenerla o sarà come in Cecenia o in Afghanistan?

Nella difesa del territorio ogni residente combatterà per la propria patria. Combatteranno e moriranno per il loro paese. I generali russi ne hanno tenuto conto. Condurranno sicuramente sempre più operazioni di contro-resistenza, man mano che si sposteranno nell’entroterra. Hanno già affrontato una seria resistenza da parte degli ucraini.

In quale altro modo l’Occidente può aiutare l’Ucraina? Armi, o che cosa?

È una domanda difficile. Teniamo conto del fatto che la Russia, cercando di impedire la fornitura di armi particolarmente offensive all’Ucraina, ha annunciato ufficialmente che le nostre azioni potrebbero essere usate contro di noi e portare a un’escalation. La Russia può usarle contro di noi e dire che, dal momento che stiamo fornendo armi, siamo anche complici delle ostilità e quindi siamo in guerra contro Mosca. Questa sarebbe un’escalation molto pericolosa.

A giudicare dalla retorica utilizzata dal presidente Putin, che ha accennato alla soglia per l’uso delle armi nucleari, questo è un momento estremamente pericoloso. Ciò richiede una riflessione in Occidente. Ma questo non significa che siamo inutili. Possiamo e dobbiamo aiutare nel campo della sicurezza informatica, dobbiamo contrastare la disinformazione, che è anche una forma di guerra, e fornire assistenza finanziaria. È anche estremamente importante aiutare le vittime della guerra, i profughi.

L’Ucraina era pronta per una invasione o è qualcosa di impossibile da preparare?

È impossibile prepararsi per una tale evenienza. Penso che le forze armate ucraine siano il più preparate possibile. Sono pronte a combattere fino alla morte, cosa che non si può dire dell’esercito russo. Ci sono indicatori di morale basso fra le truppe russe, tanto che costringono i coscritti a firmare contratti per partecipare alle ostilità. In una certa misura, questa è una mossa disperata di fronte a un confronto con un esercito certamente più debole ma estremamente motivato.

Quali sono le sue previsioni per i prossimi giorni e settimane?

Penso che nei prossimi giorni continueremo ad assistere alla battaglia per Kiev mentre le truppe russe avanzeranno da Sud e da altre direzioni. Poi comincerà la seconda fase, un’invasione su larga scala, è solo questione di tempo. Quando la capacità degli ucraini di respingere gli attacchi aerei sarà completamente soppressa e la Russia violerà il sistema di comando, inizierà la seconda fase. Entro una settimana ci sarà una geografia militare completamente diversa.

Fonte: lrt.lt

Nella foto: soldati ucraini a Kiev

 

 

I miei ultimi libri